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POL - *Fb cancella i siti pro Tartaglia e quelli taroccati su Berlusconi
--IL VELINO SERA--
Roma, 15 dic (Velino) - Cala il sipario sulla guerra a colpi di click tra sostenitori di Massimo Tartaglia e Silvio Berlusconi. Facebook sta infatti cancellando in queste ore le numerose pagine create nel social network dopo l’aggressione subita dal premier a Milano domenica scorsa. È stato rimosso il gruppo “Fan di Massimo Tartaglia” che aveva raccolto in meno di 48 ore circa 60 mila commenti. Identica sorte per il gruppo “Sosteniamo Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia", pagina che aveva cambiato il nome e raccoglieva circa 380 mila adesioni. Cancellato pure “Solidarietà a Silvio Berlusconi”, due milioni di iscritti molti dei quali avevano denunciato di essere stati imbrogliati perché avevano dato la propria adesione a gruppi con altri nomi e ben altri scopi. Sulla vicenda della pagine rimosse è intervenuto l’ufficio stampa di Facebook Italia che ha spiegato, attraverso una nota, come sul social network non sia “permesso promuovere o pubblicare contenuti violenti e minacciosi” e ha aggiunto: “Esamineremo molto attentamente tutte le richieste di intervento con contenuti relativi al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e reagiremo tempestivamente per rispondere, eventualmente cancellando ogni tipo di contenuto che minacci direttamente una persona".
Nel frattempo su Facebook aumentano i supporter sulla pagina ufficiale di Silvio Berlusconi che in questo momento hanno superato quota 180 mila. In crescita anche il gruppo “Presidente siamo con te” che conta più di 15 mila iscritti. Il Viminale, intanto, sta valutando se oscurare i siti internet che incitano alla violenza. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha manifestato l'intenzione di portare al Consiglio dei ministri di giovedì la richiesta di adottare provvedimenti straordinari per arginare gli episodi di istigazione a delinquere on line. “Inneggiare alla violenza è un reato, siamo preoccupati perché proprio il web può influenzare molto le persone e anche i minori”, ha spiegato ieri Maroni che ha aggiunto: “Valuteremo se e come intervenire per affrontare questo problema”.