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EST - Francia restituirà a Svizzera lista evasori, ma userà dati
Roma, 22 dic (Velino) - La Francia restituirà alla Svizzera il dossier Hscb - contenente i dati di 130 mila conti, di cui circa tremila intestati a cittadini francesi -, ma le procedure giudiziarie e fiscali contro gli evasori continueranno: parola di Eric Woerth, ministro dell’economia di Parigi. Da Pechino, dove si trova al seguito del premier Francios Fillon, Woerth ha confermato che “le liste saranno trasmesse alla giustizia svizzera, come è giusto e normale”, tuttavia Parigi continuerà a utilizzare questi dati: “Evidentemente li useremo, chi può dire il contrario?” visto che si tratta di “contribuenti che hanno frodato il fisco francese” e dunque “interessano le autorità di Parigi”. Dalla Francia arriva anche un altro segnale “politico” forte nei confronti della Confederazione elvetica: il senato ha infatti ritirato - su richiesta del governo - l’emendamento adottato giovedì scorso per inserire la Svizzera in una “lista nera” dei paradisi fiscali a partire dal primo gennaio 2010.
Una mossa che potrebbe portare la Svizzera a rivedere la propria decisione di sospendere la ratifica della convenzione con la Francia in materia di lotta all’evasione fiscale. Tale posizione era stata espressa dal ministro delle Finanze, Hans-Rudolf Mertz, come segno di protesta contro l’uso della lista da parte francese. La Svizzera ha chiesto a più riprese la restituzione del dossier, di cui le autorità francesi sono venute in possesso nell’ambito di una inchiesta per riciclaggio che ha coinvolto Hervé Falciani, informatico franco-italiano di 38 anni, già dipendente dell’Istituto Hscb. All’annuncio della restituzione del dossier, il Dipartimento federale delle finanze (Dff) ha fatto sapere in serata che esso “non ha alcun effetto sulla decisione del governo di congelare la ratifica della convenzione di doppia imposizione che agevola lo scambio d’informazioni con Parigi”. In particolare – precisa il Dff – “si tratta di sapere come la Francia intende utilizzare i dati in suo possesso. La Svizzera intende chiarire la questione a livello politico”.