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EST - Iran, Khamenei contro l’Occidente. Frattini: Stop a dilazioni
Gates, uniti contro Teheran. Nuove minacce di al Qaeda in Yemen
 
Iran, Khamenei contro l’Occidente. Frattini: Stop a dilazioni
Roma, 8 feb (Velino) - È sempre tensione tra l’Iran e il mondo occidentale. Nel giorno in cui il regime annuncia la ripresa delle attività di arricchimento dell’uranio, l’ayatollah Ali Khamenei, massima guida spirituale, rivolto all’aviazione militare, si scaglia contro “l’arroganza” dell'Occidente. “Il 22 del calendario Bahman la nazione iraniana, unita e con la grazia di Dio, sferrerà un cazzotto contro l'arroganza dell’Occidente, tanto forte che lo lascerà stordito”. Il riferimento è all’11 febbraio, anniversario della cacciata dello scià di Persia, anche se non è chiaro cosa Khamenei intenda. Da settimane è in atto una violenta repressione contro i dissidenti e gli oppositori del regime, che ha già portato a numerosi arresti e diverse condanne a morte. Il regime di Teheran sostiene che la ribellione interna sia stata foraggiata e sostenuta dalle potenze occidentali, Stati Uniti e Gran Bretagna in testa. Ma a preoccupare in queste ore è soprattutto la ripresa delle attività di arricchimento dell’uranio. A margine dell’incontro con il collega georgiano, Grigol Vashadze, il ministro degli Esteri, Franco Frattini ha intimato a Teheran di smetterla “con questa politica dilatoria”.

“Ci vuole un negoziato serio, ma finora non abbiamo avuto risposta e questo preoccupa la comunità internazionale”, ha osservato il titolare della Farnesina, puntando il dito contro i messaggi contraddittori che manda il regime. “Non possiamo rincorrere l'Iran in continue dichiarazioni che cambiano – ha commentato -. Ero a Monaco e ho ascoltato le aperture del ministro degli Esteri iraniano Mottaki, ed ero ieri a Roma quando il presidente iraniano ha annunciato la volontà di arricchire l'uranio al 20 per cento”. Occorre invece “giudicare dai fatti”, senza “fermarsi alle dichiarazioni, ha concluso, “non vogliamo un Iran con la bomba atomica, loro hanno diritto all'uso civile del nucleare ma non possiamo più accettare questa tendenza a prendere tempo”. Sulla necessità di agire in modo tempestivo ed efficace è intervenuto anche il segretario alla Difesa americano, Robert Gates, in questi giorni visita in Italia. “Se la comunità internazionale rimane unita, allora c’è la possibilità che le pressioni e le sanzioni abbiano l’effetto desiderato”, ha sottolineato il capo del Pentagono, che ha incontrato sabato il premier Silvio Berlusconi.

Al duro scambio tra l’Iran e l’Occidente si aggiungono nuove minacce del terrorismo islamico. L’ala di al Qaeda in Yemen ha chiamato tutti i musulmani della penisola araba alla jihad contro cristiani ed ebrei. “Non c'è altra via d'uscita da questa situazione che combattere una guerra santa - ha minacciato Saeed al-Shehri, ex detenuto di Guantanamo, in un messaggio audio diffuso sul Web, nel quale istiga a colpire “gli interessi americani e dei crociati”.
 
(Alessandro Biccari) 8 feb 2010 16:46
 
 
 
 
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