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ECO - Auto, Calderon finanzia il 70% delle “500” di Chrysler-Messico
Roma, 8 feb (Velino) - Questa mattina l’ad del Lingotto, Sergio Marchionne, e il presidente federale del Messico, Felipe Calderon, hanno annunciato l’inizio della produzione delle italianissime “Fiat 500” dall’impianto Chrysler di Toluca, a due ore da Città del Messico. Marchionne era a Toluca nella veste di chief executive officer di Chrysler assunta nel giugno del 2009. Fonti vicine a Chrysler hanno spiegato al VELINO perché la scelta è caduta sull’impianto messicano. “Quella di Toluca è una fabbrica ad alta qualità, attiva da oltre 40 anni e dove l’ottimizzazione è massima”. Dall’impianto sono usciti i Journey (suv di segmento C e D) e ancora escono i Pt Cruiser. “Da fine anno la fabbrica dovrebbe cominciare a produrre le ‘500’, in ragione di 100 mila unità all’anno”. Metà delle quali saranno destinate al mercato nordamericano (Canada, Usa, Messico), l’altra metà all’America Latina. Ragione di più, ha spiegato la fonte, “per produrre in Messico: membro del Nafta (North American Free Trade Agreement, ndr) da un lato, e dall’altro partner commerciale del Mercosur, abilitato a vendere auto sui mercato brasiliano e argentino a prezzi competitivi. Là dove – ha proseguito – esportare verso l’Europa sarebbe molto più costoso”.
Vincente, secondo la fonte, anche la formula dell’investimento della casa di Detroit per produrre a Toluca: “L’investimento totale Usa è stato di 550 milioni di dollari, il 70 per cento dei quali però è garantito dal governo messicano con una formula combinata di prestiti (secure loans) e incentivi”. La produzione delle nuove 500 in Messico si iscrive nel quadro dell’accordo dello scorso 30 aprile secondo cui la casa torinese cede a Chrysler la tecnologia per la produzione delle utilitarie “ecologiche”, mentre ciascuna azienda mette a disposizione dell’altra la rispettiva rete di distribuzione.