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POL - Nucleare, ok commissioni Camera a parere su decreto siti
Roma, 9 feb (Velino) - Parere favorevole con osservazioni. È questo il responso delle commissioni Attività produttive e Ambiente della Camera allo schema di decreto legislativo sulla disciplina di localizzazione degli impianti nucleari approvato a maggioranza con il voto favorevole anche dell'Udc e voto contrario del Pd. Nel giorno in cui arriva anche il via libera del Consiglio di Stato con identico responso – e a poco meno di 24 ore dal Consiglio dei ministri che approverà il decreto legislativo sulla localizzazione dei siti nucleari – si delineano i contorni del quadro normativo per il ritorno del nucleare in Italia. Se per il Consiglio di Stato rimangono da precisare alcuni punti (avocazione alla legislazione statale della disciplina delle funzioni amministrative in materia concorrente, mancanza del parere della Conferenza Unificata, mancata indicazione nel provvedimento dei criteri minimi di idoneità dei siti), nel mirino delle commissioni competenti di Montecitorio alcune norme relative a Sogin, all’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) e alle compensazioni. Su quest’ultimo punto in particolare, rispetto alla bozza che IL VELINO aveva anticipato, le commissioni chiedono che l’area entro cui i comuni godranno delle compensazioni sia estesa da 20 a 40 chilometri dal “perimetro dell’impianto” o a “20 km nel caso di impianto per la produzione di combustibile nucleare”.
“Lo scorso anno sulla delega al governo in materia di nucleare il Pd si era astenuto, a dimostrazione che c’è una componente nuclearista nel Pd che voleva discutere. Oggi ha invece ha prevalso la convenienza elettorale del momento. Tutte le volte che si avvicina il momento dell’assunzione delle responsabilità il Pd risulta allergico a queste decisioni” dice al VELINO il relatore al decreto Giovanni Fava (Ln) che sottolinea come la posizione in particolare del Pd sia oggi incomprensibile. “La decisione sul nucleare l’avevamo già presa lo scorso anno”, dice l’esponente della Lega che sottolinea: “Siamo contenti del voto favorevole sul parere dell’Udc mentre il resto dell’opposizione ha espresso una contrarietà di fondo senza però entrare nel merito del parere che ha come oggetto di modalità e tempi per il rientro nel nucleare.
Secondo le commissioni andrebbe rivisto l’articolo che precisa come “il beneficio economico da corrispondere deve essere comprensivo delle compensazioni ambientali”. Insomma costi certi per gli operatori non aggravati dalle opere compensative richieste dai territori in corso d'opera. Sempre in questo ambito, le commissioni osservano che gli importi trimestrali da corrispondere posticipatamente all’entrata in funzione delle centrali e i benefici economici che i titolari delle autorizzazione uniche devono corrispondere, siano “comunque destinate ai cittadini” per le finalità di “riduzione della spesa energetica, della Tarsu, delle addizionali Irpef, Irpeg e dell’Ici” e “da ultimo agli enti locali” “anche ai fini della realizzazione di iniziative infrastrutturali e ambientali”. Valutando da ultimo, nel complesso delle norme relative alle compensazioni per gli enti locali “la possibilità di ampliare l’area di riferimenti per la destinazione dei benefici economici” che al momento spettano a province e comuni.
Tra le osservazioni sollevate dalle due commissioni, viene chiesto di eliminare la parte “in cui affida a Sogin spa la valutazione sulla congruità del fondo per il ‘decommissioning’, riconoscendo tale compito in capo a un soggetto terzo”, assicurando al successivo articolo 20 “certezza sull’entità del fondo stesso anche attraverso la previsione dell’obbligo di accantonamenti annuali sin dal primo anno di autorizzazione dell’impianto”. E sempre su Sogin, viene osservato “ai fini dell’efficiente espletamento dei compiti riconosciuti” alla società (vale a dire disattivazione degli impianti a fine vita, realizzazione ed esercizio del Deposito nazionale e del Parco Tecnologico) “occorre specificare l’assetto istituzionale della società che dovrebbe preferibilmente rientrare nell’ambito della sfera dei soggetti pubblici”. (segue)
Viene sollecitata, inoltre, nel parere delle commissioni Ambiente e Attività Produttive della Camera - nella parte intitolata Autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari e per la certificazione del proponente - “una maggiore compattezza del procedimento autorizzativo unico, garantendo la celerità e la certezza dei tempi eliminando a tal fine l’obbligo dell’acquisizione dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) anche in considerazione che la Direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC) come la Direttiva 2008/1/CE recentemente entrata in vigore, sottopongono ad Aia le attività energetiche riferite esclusivamente agli impianti di combustione e non agli impianti nucleari”. Sempre in tema di certezza dei tempi, le osservazioni delle commissioni di Montecitorio riguardano gli atti relativi ai requisiti soggettivi degli operatori, alle disposizioni per la verifica tecnica dei requisiti degli impianti nucleari e all’istanza per la certificazione dei siti per i quali viene chiesta, a vario titolo, di “fissare tempi certi per l’adozione di decreti e l’attivazione delle procedure ivi previste”. Mentre sulla validità di certificazione dei siti nucleari viene chiesta una durata di 5 anni contro i 24 mesi stabiliti dal provvedimento (prorogabile tra l’altro una sola volta e per un periodo non superiore a 6 mesi).
Altro capitolo è quello del corrispettivo del conferimento dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare irraggiato previsto dall’articolo 28. In questo caso le commissioni della Camera nel parere sul decreto 174 chiedono che venga specificato se “i soggetti produttori e detentori di rifiuti radioattivi generati da attività medicali e industriali”, diverse cioè da quelle elencate nel provvedimento, siano o meno “tenuti al conferimento di tali rifiuti presso il Deposito nazionale secondo le prescrizioni impartite dall’Agenzia con tariffe a loro carico” determinate dall’Authority per l’energia, sanzioni comprese. Infine, le commissioni VIII e X chiedono di chiarire le risorse di bilancio disponibili per il finanziamento della campagna di informazione “in materia di produzione di energia elettrica da fonte nucleare” “al fine di rendere effettivo e immediatamente realizzabile l’impegno per una corretta e compiuta informazione ai cittadini”.