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CLT - Venezia, Harvard mette online l’Iliade della biblioteca Marciana
Roma, 10 mar (Velino) - La Biblioteca nazionale Marciana mette online il suo patrimonio librario. Grazie alla collaborazione con l’università statunitense di Harvard è stato infatti creato un nuovo strumento di studio: la versione fotografica in rete di alcuni codici posseduti dalla biblioteca veneziana, che ora possono essere sfogliati anche da casa con una semplice connessione a internet. Il progetto verrà presentato domani a Venezia (alle 17 nell’Antisala della Libreria Sansoviniana) nell’ambito del ciclo di incontri intitolato “Un capolavoro al mese”, dedicato ai pezzi di maggior pregio della biblioteca. Protagonisti, due manoscritti che hanno tramandato il testo dell'“Iliade”: i codici noti nella letteratura filologica come Venetus A e B dell'“Iliade”, il codice Gr. Z. 454 e il codice Gr. Z. 453, entrambi donati dal cardinale Bessarione alla Repubblica della Serenissima nel 1468. I codici, di pergamena e risalenti rispettivamente al X e XI secolo, sono straordinari esemplari del poema di Omero, famosi anche per le miniature e il commento. I manoscritti sono stati fotografati digitalmente dal Center for Hellenic Studies dell'università di Harvard e ora sono leggibili sul web (all’indirizzo http://chs75.chs.harvard.edu/manuscripts/index.html?ms=msA). “Un aiuto notevole per la ricerca - spiega al VELINO Maria Letizia Sebastiani, direttrice della biblioteca veneziana - perché in qualsiasi momento della giornata, oggi che tutti hanno un notebook, gli studiosi e le persone interessate potranno consultare sul web i codici”.
“Seguiamo da tempo il discorso delle digitalizzazioni perché è importante divulgare la conoscenza dei nostri manoscritti - aggiunge Sebastiani -. Quelli prescelti sono capolavori che hanno un costo di conservazione notevolissimo, per questa ragione abbiamo stretto una collaborazione con Harvard, che ci ha fornito la tecnologia di un progetto al quale stava lavorando da tempo. L’università è molto legata agli studi della paleografia e del mondo greco e non poteva che rivolgersi a noi vista la straordinaria raccolta del cardinale Bessarione: il porporato voleva che la sua straordinaria raccolta fosse legata a Venezia e servisse al pubblico e noi rimaniamo fedeli alla volontà del cardinale offrendoci per la pubblica diffusione di questi capolavori”. I testi sono tutti digitalizzati ad altissima definizione e possono essere visti con diverse tecnologie: con la luce naturale o a raggi ultravioletti, che permettono uno studio più accurato perché consentono di cogliere ripensamenti degli amanuensi, scritture svanite e nascoste. Intanto, dopo l’ “Iliade”, vanno avanti altri progetti di digitalizzaione. Con la Utet la Marciana ha infatti in corso la realizzazione di un facsimile della “Divina Commedia”, che sarà presentato ad aprile insieme alla partnership che vede unite la casa editrice e la biblioteca.