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CLT - Beni culturali, 1 mln di libri sul web con intesa Mibac-Google
 
Beni culturali, 1 mln di libri sul web con intesa Mibac-Google
Roma, 10 mar (Velino) - Dante e Petrarca, Ariosto e Tasso, Leopardi e Manzoni, Massimo D’Azeglio e Silvio Pellico. Autori che hanno fatto la storia della cultura italiana attraverso i secoli, le cui opere saranno presto consultabili gratuitamente in rete da ogni parte del mondo. E resteranno tali anche in caso di deperimento dei volumi o di calamità naturali, come accaduto con l’alluvione dell’Arno del ’66. A permettere la fruibilità via web di questo sterminato patrimonio è l’accordo siglato tra il ministero dei Beni culturali e Google, che digitalizzerà a proprie spese un milione di libri conservati nelle due biblioteche nazionali italiane, quella di Firenze e la “Vittorio Emanuele II” di Roma. Tutte le opere sono antecedenti al 1868 e di dominio pubblico, esenti cioè da diritti d’autore. La loro proprietà resterà italiana anche dopo l’“inserimento” su Google books, che fornirà peraltro ai due istituti di provenienza le copia digitali di ogni opera, in modo che possano metterle a disposizioni anche su altre piattaforme Internet. È la prima volta che il colosso di Montain View sigla un’intesa direttamente con un governo come accaduto con l’Italia. Finora le partnership della società californiana riguardavano solo singole biblioteche (oltre 40 in tutto il mondo, di cui otto di lingua non inglese, come la Bavarese, la Complutense di Madrid, quella di Lione e Losanna). L’operazione si tradurrà inoltre in posti di lavoro: i lavori di digitalizzazione saranno infatti eseguiti in un centro di scanning ancora in corso di definizione e dovrebbero portare alla creazione di un centinaio di posti di lavoro.

“È un accordo che segna una pagina nuova per la cultura italiana - ha detto il ministro Sandro Bondi presentando l’iniziativa -. Stiamo cercando di unire il mondo della cultura a quello dell’impresa, alla capacità manageriale e alle nuove tecnologie. Quello della biblioteca universale è sempre stato sogno dell’umanità: questa utopia ora diventa realtà”. Artefice dell’operazione, la direzione generale per la Valorizzazione del patrimonio, guidata da Mario Resca, che ha sottolineato la compenetrazione di due esigenze: “la tutela di testi difficile da conservare a livello cartaceo e la loro promozione”: “Sarà un modo per difendere la nostra cultura e la nostra lingua in tutto il mondo”. Per Nikesh Arora, presidente del Global sales operations di Google, la partecipazione della società americana rientra nelle finalità stesse con cui nacque nel 1998: “organizzare informazioni e metterle a disposizione di tutti”. “La rete oggi è un po’ troppo anglosassone - ha aggiunto -. Cerchiamo di riportare un po’ di equilibrio per far sì che tutte le varie culture del mondo sano rappresentate e questo è il primo passo per raggiungere quest’obiettivo”.

La catalogazione dei volumi prescelti sarà terminata nei prossimi due anni. Al momento sono 285 mila quelli già “meta datati” e catalogati dal Servizio bibliotecario nazionale. Fra quelli per i quali si è già deciso, anche opere rare come le opere scientifiche del XVIII e dell’Illuminismo, quelle letterarie relative al Risorgimento (provenienti da Firenze) oppure quelle di Vico, Keplero, Galileo insieme agli Erbai e ai codice farmaceutici, le Farmacopee, entrambe del XIX secolo (provenienti da Roma). “In un momento in cui è in atto l’integrazione europea, possiamo dire che la sfida della lingua l’abbiamo persa - ha commentato al VELINO la direttrice della biblioteca nazionale di Firenze, Ida Fontana -. Dobbiamo almeno cercare di vincere quella della cultura, quanto meno per tutelare la nostra identità”.
 
(Paolo Fantauzzi) 10 mar 2010 16:50
 
 
 
 
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