
Bari, 15 mar (Velino) - Il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, è indagato, come si legge in un dispaccio dell’agenzia Ansa, dalla procura di Trani nell’inchiesta Rai-Agcom. La notizia è trapelata in serata a seguito della istanza presentata stamani dai legali del premier, Filiberto Palumbo e Niccolò Ghedini, con cui chiedevano, ai sensi dell’articolo 335 del codice di procedura penale, se il premier fosse iscritto nel registro delle notizie di reato. Il reato per il quale il premier è indagato sarebbe concussione e 'violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario' (articoli 317 e 338 del Codice penale), reati compiuti ai danni dell'istituzione del Garante per le Comunicazioni. Secondo il senatore Giuseppe Valentino, noto penalista, “se ci fosse una iscrizione nel registro degli indagati gli atti dovrebbero essere immediatamente trasmessi al Tribunale dei ministri. Ma dalla lettura dei giornali non si coglie alcun elemento che possa giustificare alcun tipo di contestazione al presidente del Consiglio”. Gli atti compiuti dalla procura di Trani dovranno essere trasmessi alla procura della Repubblica di Roma che deciderà se proseguire nelle indagini o trasmettere i fascicoli direttamente al Tribunale dei ministri.
Sempre secondo quanto ricostruisce l'Ansa, il direttore del Tg1, Augusto Minzolini sarebbe invece indagato per violazione dell'articolo 379 bis del Codice penale: 'Rivelazioni di segreti inerenti a un procedimento penale'. Minzolini non avrebbe osservato il divieto imposto dal pubblico ministero, Michele Ruggiero, di non rivelare a terzi il contenuto dell'interrogatorio a cui fu sottoposto a Trani il 17 dicembre 2009 nell'ambito delle indagini sulle carte di credito American Express. Nei confronti del commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi, la procura ipotizza il reato di favoreggiamento personale (art.378 del Codice penale), in relazione alle dichiarazioni fatte nel corso di un'audizione dinanzi agli investigatori in cui avrebbe negato di aver ricevuto pressioni da Berlusconi per chiudere Annozero.
Stando a quanto rivelato dalla stampa nei giorni scorsi, allegate agli atti di una indagine, avviata dal Pm Michele Ruggieri, da ieri affiancato da altri tre sostituti su disposizione del capo della Procura, Carlo Maria Capristo, ci sarebbero tredici conversazioni di Giancarlo Innocenzi, consigliere di Agcom, con il presidente del Consiglio, e cinque dello premier con il direttore del Tg1, Augusto Minzolini. Il 17 dicembre scorso, ascoltato dalla Procura, Innocenzi escluse di aver subito pressioni per bloccare la messa in onda di trasmissioni o di essere a conoscenza di qualcuno che lo avesse fatto, ma – a quanto risulta da ricostruzioni giornalistiche – Berlusconi avrebbe invece espresso il suo stupore per il mancato intervento dell’Autorità per le Comunicazioni su un programma come AnnoZero. Da qui l’avvio dell’indagine a carico del premier.
A Trani sono intanto attesi gli ispettori del ministero della Giustizia inviati dal ministro Angelino Alfano per indagare su quelle che ha definito “gravi patologie” che emergerebbero dall’inchiesta, in particolare con riferimento a quelle che il capo di Via Arenula ha definito “intercettazioni a strascico, cioè in una logica quasi da catena di sant’Antonio”, alla competenza territoriale della Procura di Trani, anziché di quella di Roma, e alla fuga di notizie “gravemente immorale oltre che illegale”. Secondo Ghedini, a leggere ciò che è stato pubblicato dalla stampa, emergerebbe “l’irrilevanza penale dei fatti, e comunque la totale e assoluta incompetenza territoriale di quella Procura”, nonché la “reiterata e continua violazione del segreto di indagine”. “Tutto – aggiunge Ghedini – è nelle mani della Procura e degli investigatori e, guarda caso, a pochi giorni dalle elezioni, si leggono non solo i contenuti delle intercettazioni, ma perfino i precisi numeri delle stesse e anche i nomi di chi sarà interrogato nei prossimi giorni: tutto ciò non solo è inaccettabile, ma è in palese e conclamata violazione di legge e concretizza una pluralità di reati e di responsabilità disciplinari che dovranno essere accertati e severamente sanzionati”.
Alfano, a Bari per incontrare il capo della Procura, Antonio Laudati, per affrontare il nodo della edilizia giudiziaria nel capoluogo, ha detto che “gli ispettori servono per contribuire all’accertamento di quanto avvenuto relativamente ad alcune patologie che sono sotto gli occhi di tutti: non interferiscono, non possono e non vogliono con le indagini; sono colleghi degli inquirenti e pensiamo che possano dare una mano”. “Ci vuole più serietà – ha aggiunto – nell’affrontare la questione della riservatezza, anche quando ci troviamo di fronte a intercettazioni che possono coinvolgere soggetti che non c’entrano nulla con le indagini”. Quindi, se “i magistrati di una determinata Procura ritengono che la ‘talpa’ sia dentro quell’ufficio devono inviare immediatamente le carte alla Procura competente a indagare su quegli uffici; se invece non ritengono che là dentro ci possano essere delle talpe, indaghino loro stessi, ma qualche risultato su questo lo portino”.
Dal canto suo Capristo, 57 anni, ostenta tranquillità da quando le rivelazioni del “Fatto quotidiano” hanno acceso i riflettori sul lavoro del suo ufficio: “È la legge a impedire che possano visionare atti coperti dal segreto, dunque noi non daremo alcun documento. Faccio il magistrato da trent’anni, sono sempre stato in prima linea e questa è la prima ispezione che subisco, ma conosco le regole”. “Inviare gli ispettori è una prerogativa del ministro che non turba la nostra serenità – aggiunge – Noi, io e il team inquirente, siamo a disposizione degli ispettori”. Su un punto, il magistrato si dice però “turbato e amareggiato”, ed è la fuga di notizie: “Un vero e proprio siluro all’inchiesta, visto che l’informativa della Guardia di finanza è stata consegnata il 5 marzo scorso e in questa settimana stavamo decidendo come procedere”. “La Procura di Trani – ha detto in una lunga intervista a un quotidiano locale in edicola oggi – sta ricevendo violenti schizzi di fango: senza conoscere le carte si stanno mettendo in discussione la nostra professionalità, la nostra abnegazione, il nostro rispetto delle regole. E questo nonostante il silenzio che ci siamo imposti sugli atti dell’inchiesta”.
Contro l’ispezione disposta dal ministero della Giustizia si è aperto tuttavia un altro fronte di scontro: la maggioranza dei componenti del Consiglio superiore della magistratura, esclusi quelli in quota pdl e udc, ha chiesto al comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli, di accertare se siano in corso interferenze nelle indagini che riguardano “personaggi politici di rilievo nazionale”. “Poiché il ministro avrebbe incaricato l’Ispettorato di verificare fatti e circostanze (competenza territoriale, ammissibilità delle intercettazioni telefoniche disposte, motivi della propalazione dei contenuti delle medesime) che riguardano esclusivamente l’attività giurisdizionale, occorre accertare – scrivono i consiglieri, togati e laici – nell’ambito di una consolidata interpretazione fornita dal Consiglio in merito ai rapporti fra segreto di indagine e poteri dell’Ispettorato sviluppati con leale collaborazione, le modalità effettive con le quali gli ispettori sono stati incaricati di svolgere l’attività amministrativa parallelamente a una inchiesta giudiziaria in corso”.
Questa richiesta si aggiunge a quella che dovrebbe essere esaminata già martedì a proposito del ruolo svolto dal consigliere di Magistratura indipendente, Cosimo Maria Ferri, il quale – secondo quanto ha scritto “Il Fatto quotidiano” domenica – avrebbe fornito pareri giuridici a Innocenzi sulla possibilità di “intervenire su AnnoZero”. In una lunga nota Ferri si è difeso definendo “normali e leciti” i rapporti intercorsi tra lui e il commissario di Agcom: “Mi ha contattato alcune volte – scrive – e l’ho anche incontrato, con la disponibilità e l’educazione che penso mi contraddistinguano e che uso a chiunque mi cerchi, appartenenti ad istituzioni e non”. Esprimendo “sconcerto” per “attacchi giornalistici basati su illazioni e evidenti violazioni del segreto”, Ferri chiede “a questo punto la pubblicazione di tutte le conversazioni integrali nelle quali il sottoscritto ha direttamente parlato con Innocenzi, in modo che emerga con chiarezza la natura delle conversazioni avute”.
Intervistato dal Gr1 Berlusconi si è detto “scandalizzato perché a Trani ci sono state palesi violazioni di legge: è una iniziativa grottesca” che tuttavia “non mi preoccupa affatto” poiché “sono intervenuto a destra e a manca” contro i processi in tv e le “posizioni” espresse sono “non soltanto lecite ma doverose”.