Roma, 3 nov (Velino) - Il reporter Gabriele Torsello è stato liberato dopo 23 giorni di prigionia. Intorno alle 10 ora italiana (le 13,30 in Afghanistan) una telefonata all’ospedale di Emergency a Lashkar-Gah ha indicato che sulla strada per Kandahar si sarebbe potuto trovare il giornalista ormai liberato. Un membro afgano dello staff di Emergency, viaggiando nella direzione indicata, lo ha trovato e accompagnato da incaricati del governo italiano. Al momento si trova a Kabul. Nelle operazioni che hanno portato alla liberazione di Torsello è stato riconosciuto al Sismi, i servizi segreti militari, un ruolo determinante da esponenti di tutti gli schieramenti politici. Posizioni che fanno riflettere in quanto appaiono in controtendenza rispetto alla campagna, condotta da vari settori dell’Unione e del governo, a favore di un ricambio ai vertici dei servizi segreti italiani. I primi a riconoscere “un ruolo essenziale” ai servizi sono stati il ministro degli Esteri Massimo D’Alema e quello della Difesa Arturo Parisi. A seguire sono intervenuti - sottolineando l’impegno del Sismi e del generale Niccolò Pollari che è stato intervistato dal Tg2 - Lamberto Dini e Sergio De Gregorio, presidenti della Commissione Difesa rispettivamente di Camera e Senato, il sindaco di Roma Walter Veltroni e il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa. L’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha telefonato a Pollari sottolineando come “questo successo del nostro servizio militare” sia “ancor più degno di rilievo se si pensa alla pressione e alle strumentalizzazioni delle quali il Sismi è stato fatto oggetto negli ultimi mesi”. Posizione simile per il presidente del Copaco, Claudio Scajola, per il quale “una cosa è certa: il Sismi funziona egregiamente e in piena operatività, nonostante le polemiche di questi ultimi mesi e nonostante le fortissime pressioni psicologiche che sono arrivate dai mass media”. Nel tardo pomeriggio è intervenuto anche il leader di An Gianfranco Fini invitando “a pensarci bene” prima “di modificare gli assetti dei servizi”. Ma in serata, una nota di Francesco Tempestini, capo della segreteria di Piero Fassino, raffredda le aspettative di quanti pensavano fosse ormai archiviato il tema dell'avvicendamento ai vertici dei servizi. “Il sollievo per la liberazione di Torsello – scrive Tempestini - si accompagna all’apprezzamento per l’azione svolta dalla Farnesina e dal ministero della Difesa e al plauso per tutti coloro che hanno cooperato per la liberazione del fotoreporter”. Ma “non è questo il momento per altre valutazioni che attengono alla politica della sicurezza e alla riforma dei servizi e che impegnano il governo e il Parlamento nelle sue sedi proprie”. La partita non è ancora chiusa.