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EST - *Iraq / Un Natale di morte per i cristiani
--IL VELINO CULTURA--
 
*Iraq / Un Natale di morte per i cristiani
Roma, 18 dic (Velino) - Dieci giorni fa ci siamo svegliati con la notizia dell'ennesima uccisione di un religioso cristiano. È accaduto a Mosul, la roccaforte cristiana in Iraq. Elder Munthir, esponente di spicco della Chiesa presbiteriana locale, rapito il 26 novembre scorso da un gruppo islamico, è stato ritrovato con un proiettile piantato nel cranio. È il secondo martire cristiano ucciso negli ultimi due mesi proprio e soltanto perchè cristiano. Il primo, Amer Iskander, prete siro-ortodosso, venne linciato dopo che i rapitori avevano stilato un testo rifatto del discorso di Ratisbona di Benedetto XVI. Iskander fu ritrovato decapitato, la testa staccata dal corpo e le braccia mutilate, in nome dell'odio anticristiano dei fanatici musulmani che puntano a cacciare dall'Iraq chiunque non sia di fede islamica.

È questa la terribile denuncia che proviene da oltre un anno dagli organi di informazione cattolica Asia News e Agenzia Fides: i cristiani stanno scomparendo dall'Iraq, dove si trovano comunità apostoliche antichissime. I "Leoni dell'islam", un gruppo terroristico forte nella città di Mosul, avevano sequestrato Amer Iskander e preteso che la comunità cristiana rinnegasse le parole del Papa. Il testo riscritto di Ratisbona doveva essere affisso sulle porte delle chiese di Mosul. Si chiedeva anche che il ministro delle Finanze del Kurdistan, Sarkis Ghajan, bloccasse la costruzione di case e chiese per i cristiani in fuga dalle violenze di Mosul, Baghdad e Bassora. Sempre a Mosul era stato rapito, nel gennaio 2005, il vescovo dei siro-cattolici della città, Basile Georges Casmoussa, liberato ventiquattr'ore dopo. Altri due monaci e due sacerdoti erano stati sequestrati a Baghdad, poi rilasciati.??"Catturare i cani cristiani": questa fu la parola d'ordine di al Qaida in Iraq prima del rapimento di Iskander. Così come i rapitori di Munthir avrebbero poi detto: "Uccideremo tutti i cristiani iniziando da lui".

Nell'agosto del 2004 si registrò il punto più acuto dell'offensiva anticristiana. Cinque chiese attaccate a Baghdad e a Mosul e la decapitazione del coreano Kim Sun-il rivendicata come un gesto contro "un cristiano che voleva evangelizzare la terra dell'islam". Poche settimane dopo l'inizio della guerra, nella primavera del 2003, registrammo un attacco missilistico contro un convento di Mosul, bombe collocate in due scuole cristiane di Baghdad e di Mosul, una bomba esplose in una chiesa di Baghad alla vigilia di Natale e una in un monastero di Mosul. Nel 2004 la chiesa di San Giorgio e l'appartamento di padre Sabah Kamura a Doura, nella periferia di Baghdad, vengono attaccate con granate a mano e scariche di mitragliatrice. E attentati a due chiese ortodosse a Baghdad causano almeno otto morti.

Gli estremisti sunniti, che a Mosul hanno una delle loro roccaforti, vorrebbero adesso instaurare una sorta di emirato islamico che comprenda le province di Salahaddin, Anbar, Diyala, Baghdad e parte di Wasit. Mosul dovrebbe esserne la capitale. Molte chiese e conventi hanno subito attentati ed esplosioni. Vescovi e sacerdoti hanno subito rapimenti. Il 12 dicembre scorso, un gruppo di islamisti ha fermato un autobus che portava alcuni studenti cristiani in città: saliti a bordo hanno iniziato a distribuire volantini che intimano alle ragazze di indossare il velo islamico e ai giovani di vestirsi in modo sobrio, non all'occidentale. "Chi violerà i principi della sharia, sarà punito secondo la legge islamica", recitava il volantino.

Altri volantini di recente hanno imposto ai proprietari di negozi di abbigliamento di coprire con il velo i manichini in esposizione. E i commercianti hanno dovuto obbedire, usando buste di plastica invece che veli. Alcuni bagni pubblici, inoltre, hanno dovuto chiudere dopo che i fondamentalisti hanno vietato l'uso del sapone, perché "non esisteva all'epoca di Maometto". I ristoranti non possono preparare insalate miste di cetrioli e pomodori, perché uno è femmina e l'altro maschio. È stata lanciata anche una nuova campagna contro l'"arte non islamica". A novembre alcune sculture pubbliche giudicate pagane sono state annientate. Una famosa statua nella parte nord della città, ad al Zihour, è stata distrutta perché ritraeva un gruppo di donne, che portavano giare sulle spalle.

Il primo novembre scorso una bomba è esplosa davanti alla chiesa dellacongregazione domenicana. I sacerdoti avrebbero paura di girare con gli abiti clericali per le strade della città e si cerca di rimanere il più possibile in casa per evitare rapimenti e uccisioni. Autobombe, colpi di artiglieria e ordigni artigianali sono gli strumenti più utilizzati nelle operazioni islamiche contro gli obiettivi cristiani. Un rapporto dell'Onu denuncia che le minoranze religiose in Iraq "sono diventate le regolari vittime di discriminazioni e violenze, con atti che vanno dall'intimidazione all'assassinio". Nel documento si sottolinea che "i membri della minoranza cristiana sono particolarmente bersagliati".

Prima della guerra del 1991, i cristiani in Iraq erano quasi un milione mentre oggi (ma non ci sono cifre ufficiali) ne sono rimasti meno della metà. E quelli che ancora sono in Iraq continuano, se e quando possono, ad andarsene. Insomma, si tratta di una comunità in via di estinzione. Stando a stime dell'Unhcr, nei primi sei mesi del 2006 i cristiani rappresentavano il più grande gruppo di nuovi rifugiati ad Amman. Altissima è anche l'emigrazione verso Turchia, Svezia e Australia.

Sono almeno 88 i cristiani iracheni uccisi da gruppi integralisti islamici dall'aprile 2003 ad oggi. Uno dei casi più efferati è quello di una bambina di Baghdad, di famiglia cristiana caldea. Sequestrata da un gruppo terrorista islamico che ha chiesto un riscatto alla famiglia, il suo corpo è stato recapitato con un gesto di disprezzo alla famiglia. Ayad Tariq, un ragazzo assiro, è stato decapitato sul suo posto di lavoro il 21 ottobre da un gruppo di terroristi incappucciati.
 
(Giulio Meotti) 18 dic 2006 20:09
 
 
 
 
 
 
 
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