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ECO - Se l’Italia lascia il segno
Roma, 21 feb (Velino) - Lo slogan è L’Italia lascia il segno. “Un carattere classico per ‘i’ e un segno veloce e moderno per la ‘t’. Nasce così il logo che farà da testimonial all’Italia nel mondo. Un simbolo che “firma la qualità unica della vita, dello stile, della creatività, della cultura e del turismo italiani”. Il “marchio”, presentato ufficialmente in conferenza stampa a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, e dal vicepremier Francesco Rutelli, a capo del ministero per i Beni culturali e il turismo verrà esposto anche alla Bit di Milano nel corso della Triennale. Servirà a “rappresentare e promuovere ovunque il nostro talento” a “trasmettere l’energia e lo straordinario patrimonio del nostro paese”. A realizzarlo un’azienda statunitense, la Landor del gruppo internazionale Wpp con sede in Italia, che ha vinto la gara di appalto, per la quale c’erano “in palio” 100 mila euro e 75 aziende, con un ribasso intorno agli 80 mila. “Abbiamo costituito una giuria di tecnici del dipartimento dell'Editoria, del ministero delle Attività culturali e dei Lavori pubblici presieduta dal presidente Mancinelli – ha osservato il sottosegretario con delega all’editoria Ricardo Levi –. Poi abbiamo goduto del consiglio prezioso di un gruppo di alte personalità che ci assisteranno nella definizione delle strategie di comunicazione. Tra questi Laura Biagiotti, l'ingegner Andrea Pininfarina, l'ingener Paolucci, il professor Fabbris”. “Il nuovo simbolo farà parte della nostra politica e della nostra strategia - ha spiegato Prodi - e ci accompagnerà anche nei viaggi internazionali”.
Il premier ha sottolineato che il merito dell’iniziativa si deve a Rutelli, ma che “certamente un simbolo non basta, anche nel mondo dell'immagine”. Anche se il 2006 è stato un anno tutto sommato positivo sul fronte degli arrivi, è evidente che la Penisola da qualche anno soffriva la concorrenza di altri paesi che offrono prezzi più bassi nel settore turistico. Da qui l’idea di dare all’Italia una nuova immagine che in fondo è stata usata anche da altri paesi come “Grecia, Spagna, Croazia e Germania”. L'unico marchio Italia disponibile fino ad oggi era infatti quello dell’Enit, l’ente italiano di promozione turistica. Il logo venne realizzato su iniziativa dell'ex presidente, Marino Corona, e presentato alla Borsa del turismo di Milano nel 1990. Da allora però il marchio Italia non è stato più sostanzialmente rinnovato. Mentre in altri paesi – concorrenti con il nostro proprio nel settore del turismo – le cose vanno decisamente meglio. Per esempio in Spagna il marchio “Espana” disegnato da Juan Mirò è stato il biglietto da visita degli iberici nel mondo. Mentre la Grecia si è dotata di un marchio turistico due anni fa dopo un concorso internazionale di design e la Francia, con “Maison de la France”, ha elaborato il proprio marchio nel 1997 e ha attuato un restyling nel 2000.
La sfida è stata lanciata dal governo circa cinque mesi fa quando venne pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando per l’“ideazione e realizzazione di un logo per la promozione, in modo coordinato, dell’immagine dell’Italia al fine di rafforzare le potenzialità turistiche sia nel Paese stesso sia all’estero”. Un logo, insomma, in grado di trasmettere un'immagine moderna dell'Italia e immediatamente percepibile da chiunque, indipendentemente dalla nazionalità e dalla lingua usata. “L'immagine di un paese – ha infatti spiegato Prodi - si gioca anche sulla riconoscibilità ottica, sull'immagine immediata e sull'identità che si esprime proprio con un simbolo e io sentivo fortemente la necessità di avere questo punto grafico che possa riprodurre e accompagnarsi al segno dell'Italia”. Il vicepremier Rutelli ha invece messo l’accento sui flussi turistici: “Il turismo mondiale, ha visto circa 800 milioni di persone in movimento nel 2004, è destinato a raddoppiare: nel 2020 saranno 1 miliardo e 600 milioni le persone in viaggio”. Un’indagine della multinazionale FutureBrand del novembre 2006 ha infatti messo in rilievo che l’Italia risulta leader mondiale nell'immaginario dei potenziali turisti, soprattutto per la vita notturna e il cibo, mentre nel complesso tenendo conto cioè di altri indici come sicurezza, valore della moneta, shopping, bellezze naturali e così via, si colloca al terzo posto dopo Australia e Stati Uniti. Tra gli utilizzi possibili del nuovo marchio, ha concluso Rutelli, “vi è quello di coniugarlo con le singole regioni, anche sul web. Il problema del turismo italiano è quello della dispersione con troppe iniziative di promozione fuori da una cornice, invece ora ci saranno tante iniziative con il marchio It. Le regioni italiane rappresentano una ricchezza del paese: è bene che lavorino in squadra nel momento della promozione”.