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POL - Intercettazioni, D’Alema a Consorte: Attento alle comunicazioni
Roma, 11 giu (Velino) - Stanno suscitando le prime reazioni le intercettazioni telefoniche tra i vertici di Unipol e alcuni dirigenti dei Ds, tra cui il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, che da questa mattina sono a disposizione degli avvocati delle parti in causa, nel Tribunale di Milano. Per evitare fughe di notizie e la pubblicazione integrale delle trascrizioni delle 73 telefonate è stata disposta una procedura molto rigida, che consente ai legali delle parti in causa di consultare il materiale, ma non di farne copie o riproduzioni fotografiche. Stando, però, alle prime indiscrezioni in una telefonata del 14 luglio 2005, intercettata nell'ambito dell'indagine sulla scalata ad Antonveneta, Massimo D'Alema, disse all’ex presidente di Unipol, Giovanni Consorte, che avrebbero dovuto parlarsi di persona perché Consorte avrebbe dovuto prestare attenzione alle comunicazioni. I due decisero, allora, di vedersi a cena. In una telefonata successiva, D’Alema dice a Consorte di parlare con il senatore diessino Nicola Latorre. L'attuale ministro degli Esteri e il finanziere si mettono, infine, d'accordo, in una ulteriore telefonata, per vedersi, la domenica successiva, proprio a casa di Latorre. Il 17 luglio del 2005, Consorte dice al segretario dei Ds, Piero Fassino, di avere il 51,8 per cento di Bnl e che, nell'operazione, ha coinvolto quattro banche cooperative che fanno capo a Pierluigi Stefanini. In una telefonata precedente del 5 luglio 2005, Fassino aveva chiesto a Consorte istruzioni perché avrebbe dovuto incontrare Luigi Abete e non sapeva che cosa dirgli.