Milano, 10 lug (Velino) - “Anche quando il Tribunale accerta inequivocabilmente il suo torto, Giovanni Panunzio alimenta strumentalmente gratuite polemiche, diffamando nuovamente
Striscia la Notizia e Antonio Ricci, che hanno già conferito mandato ai propri legali per sporgere nuovamente querela. Il Tribunale civile di Arezzo, infatti, rilevato l’utilizzo illegittimo e diffamatorio del sito internet del Panunzio www.striscia la notizia.net, ne ha disposto la chiusura condannando altresì il Panunzio al risarcimento dei danni per gli illeciti ivi contenuti oltre che a pagare le spese del giudizio”. È la nota con cui l’ufficio stampa di
Striscia la notizia replica alle dichiarazioni di Giovanni Panunzio rilasciate oggi all’agenzia stampa Agi. Panunzio, responsabile e fondatore di
Telefono Antiplagio, l’associazione che da tredici anni è impegnata nella lotta contro maghi e truffatori di ogni genere, ha dichiarato di mettere in vendita un rene o, se non riesce a venderlo, di mettere su una colletta per pagare il risarcimento di 45 mila euro che deve alla Rti, società Mediaset che produce
Striscia la notizia. Ma Panunzio non si è fermato a quello che stesso lui ha definito “gesto estremo” per “non far morire l’associazione”. Ha puntato di nuovo il dito contro il team di Antonio Ricci. Ha detto che la causa di Ricci che “non querela mai nessuno” è partita dal momento in cui ha registrato il sito parodia di
Striscia la notizia per denunciare “l’iniquità” e le “parzialità” di Ricci nei confronti dei ciarlatani, tornando anche sull’“indiscrezione che il Gabibbo, lo scopritore di tarocchi per conto di
Striscia, è il tarocco per eccellenza in quanto copiato dalla mascotte americana Big Red”.
Striscia la notizia non ci sta e chiarisce subito alla stampa la propria posizione. “In seguito ai continui attacchi diffamatori del Panunzio oggi ribaditi nelle sue dichiarazioni, l’ufficio stampa di
Striscia la notizia tiene a precisare – in una nota - che il Pm della Procura di Cagliari, dott.ssa Ledda, ha già emesso due avvisi di garanzia a carico del Panunzio per il reato di diffamazione ai danni di
Striscia la Notizia e di Antonio Ricci, che si sono aggiunti a quello emesso dal Pm della Procura di Milano, dott. Pinatto. L’ufficio stampa di
Striscia la Notizia si augura che invece di mettere in vendita propri organi o di indire collette chiedendo alla gente di pagare per le proprie diffamazioni, il Panunzio si astenga dal porle in essere”.