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POL - Cdl: la road map di Berlusconi, che rinsalda l’asse con la Lega
 
Cdl: la road map di Berlusconi, che rinsalda l’asse con la Lega
Roma, 29 set (Velino) - A Vicenza, ospite del Parlamento del Nord, Silvio Berlusconi festeggia il proprio 71esimo compleanno duellando a distanza con il premier Romano Prodi, che a Palazzo Chigi ha illustrato la Finanziaria “di svolta” approvata nella notte dal Consiglio dei ministri. Il Cavaliere rinsalda l’asse con la Lega - difendendo Umberto Bossi, al quale vuole bene “come a un fratello”, dalle polemiche che lo hanno investito oggi in seguito all’accenno del Senatur alla “lotta di liberazione” del Nord - e tratteggia una road map per i prossimi mesi, rilanciando l’idea della “confederazione” del centrodestra - una formulazione non sgradita ai leghisti - e dicendo no a un esecutivo tecnico o istituzionale. Per il Cavaliere in caso di caduta del governo Prodi - evento a suo giudizio ormai imminente - ci sono le elezioni. Berlusconi vede a portata di mano un successo del centrodestra e abbozza un programma elettorale per riprendere il lavoro interrotto nel 2001. Il Cavaliere rassicura sul referendum elettorale il Carroccio, contrario alla consultazione: “Non si farà mai, il referendum salta. Quando saremo al governo accoglieremo le istanze del Paese e quindi provvederemo a cambiare la legge elettorale”. La manovra e Prodi sono accomunati in una battuta: “Ho sentito che la Finanziaria dovrebbe contenere cento buone notizie per gli italiani, me ne compiaccio. Ma penso che gli italiani sarebbero contenti anche solo con una notizia buona, cioè che questo governo vada a casa”. Poi il Cavaliere spiega che “non possiamo accettare un governo tecnico o di transizione, dobbiamo andare alle elezioni. Ci possiamo andare con questa legge - aggiunge - che, nonostante Calderoli l’abbia definita una porcata, ci garantisce di essere ancora in testa”.

Quello con le urne è secondo Berlusconi un appuntamento non lontano: l’esecutivo Prodi, in debito di ossigeno e di consenso - “siamo di 12 punti sopra i nostri avversari, solo il 19,5 per cento degli italiani mostra apprezzamento per il governo” -, toglierà il disturbo entro un mese. In base al piano di Berlusconi, una data fondamentale sarà rappresentata dal 14 ottobre. Quel giorno nascerà il Partito democratico, un evento che aprirà praterie elettorali al centro dell’Unione, determinando un’emorragia all’interno della Margherita. “Molti della Margherita - dice il leader di Forza Italia - hanno difficoltà a entrare in un partito con gli eredi dei comunisti”. Pertanto “gli eletti al Senato e negli enti locali o entreranno nel Pd o in un’altra formazione ma potrebbero anche entrare nella Lega o in Forza Italia”. In merito al compito che attende la coalizione di centrodestra, Berlusconi dice: “Quando torneremo a governare saremo noi ad abbassare le tasse”. Il leader azzurro rammenta l’esigenza di “aprire un’officina” per il futuro della Casa delle libertà a partire dalla prossima settimana. L’attenzione dell’officina programmatica dovrebbe essere incentrata su temi come “l’abolizione dell’Ici sulla prima casa, la detassazione degli straordinari, l’abolizione dell’imposta sulle successioni e donazioni, l’introduzione di una quota massima del 33 per cento sul prelievo fiscale”. Stante l’emergenza tasse esistente in Italia, soprattutto al Nord, il Cavaliere non getta la croce addosso agli amici leghisti per le annunciate proteste fiscali, una forma di battaglia politica “assolutamente legittima, ma credo non ci sarà bisogno di attuarla, non vedo - afferma Berlusconi - una vita lunga per questo governo”. (segue)

Al Carroccio il Cavaliere riconosce il titolo di “alleato che mi ha sostenuto più di tutti”. Poi, dopo che il centrosinistra comincia a sparare a palle incatenate su Bossi - incalzato per esempio da Walter Veltroni e Franco Giordano - per le sue riflessioni sulla libertà (“non si può più conquistare in Parlamento ma con uomini lanciati in una lotta di liberazione”, dice il Senatur, polemizzando con “una sinistra che ha un odio ideologico nei confronti degli uomini del Nord” - per questo, prosegue il fondatore della Lega, “la prima cosa che facciamo quando saremo al governo sarà quello di cambiare la Costituzione”) - Berlusconi prende le difese del suo “fratello” politico: “Usa sempre un linguaggio colorito, ma nella pratica ha sempre dimostrato un grande senso di responsabilità”. Attestati di stima e affetto ricambiati dal leader del Carroccio: “Il candidato premier per noi rimane Berlusconi, perché lui riesce a tenere bene insieme tutta la coalizione”, in cui “ci sono tanti matti. Io stesso non nascondo di essere un po’ matto. Ma Berlusconi - afferma Bossi - è almeno uno che cerca di muoversi per cambiare qualcosa, mentre l’antipolitica è fatta dai partiti che non vogliono cambiare niente”.
 
(ndl) 29 set 2007 16:37
 
 
 
 
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