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CRO - Italia.it, interviene la magistratura
Roma, 19 ott (Velino) - Sarà la magistratura a giudicare Italia.it, il portale del turismo italiano per il quale sono stati stanziati 45 milioni di euro e che non è mai riuscito a svolgere le sue funzioni. Per ora, si occuperanno delle vicende legate al portale i giudici contabili; poi, non è escluso che anche la magistratura ordinaria voglia vederci chiaro con questo ennesimo scandalo all'italiana. Il ministro Francesco Rutelli ha invitato la Corte dei conti del Lazio a esaminare un rapporto di 43 pagine che mette in luce molte delle manchevolezze e delle negligenze che hanno caratterizzato questa iniziativa, venuta alla luce il 22 febbraio scorso dopo mesi e mesi di gestazione. Doveva costituire il fiore all'occhiello del turismo italiano, fornire a chiunque volesse visitare il nostro paese un quadro affascinante, mostrando il meglio di tutte le Regioni sotto ogni profilo, dall'arte alla gastronomia, dai paesaggi all'accoglienza. Insomma, una specie di grande vetrina del Bel Paese, capace di stimolare alla visita chiunque avesse avuto la fortuna di navigarci dentro. Invece, fin dalle prime battute, il portale si è rivelato un fallimento. Il logo, innanzi tutto, è stato criticato da tutti, una specie di banana verde che ha fatto storcere il naso a tutti gli specialisti. Poi, le innumerevoli difficoltà nell'accesso e nella possibilità di visitare pagine, links e collegamenti vari. Per non dire delle traduzioni, spesso sbagliate quasi sempre approssimative. Insomma, chi si fosse avventurato nel portale sarebbe stato addirittura scoraggiato. Niente a che vedere con analoghi siti, quello della Germania per esempio o della Svizzera.
Le polemiche hanno coinvolto anche le Regioni che si stavano tutte attrezzando per proprio conto. Sono state stoppate e invitate a riversare i loro contributi del portale nazionale, ovviamente dietro compenso. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto: incomprensioni, gelosie, discussioni sulla ripartizione dei soldi stanziati che erano davvero tanti. C'è anche da considerare che l'idea del portale e il suo impianto risale al precedente Governo, mentre il via e il concreto fallimento ci sono stati sotto questa legislatura. Di qui accuse, sospetti di favoritismi, società che si sono fatte la guerra, esclusi che hanno deciso di vendicarsi. Fatto sta che il portale non funziona, i soldi sono stati spesi in abbondanza, è difficile riprendere comunque le fila del progetto e coinvolgere tutti gli interessati. È una situazione di stallo, se ne uscirà soltanto con un intervento forzato, come appare quello della magistratura, chiamata ancora una volta a compiti di supplenza. La Corte dei conti valuterà se aprire un procedimento per danno all'Erario, se è il caso di chiedere i soldi a chi li ha spesi così male. La magistratura ordinaria, a sua volta, interverrà a breve per accertare se l'enorme flusso di denaro, i concorsi, le spese non abbiano nascosto favoritismo e illeciti che vanno assolutamente perseguiti.
“Se manca il sostegno, il portale non può andare avanti, ma questo non significa che siano stati buttati 45 milioni di euro. Abbiamo perso solo tempo”. Con queste parole il presidente dell'Enit, Umberto Paolucci, interviene sulla vicenda del portale. Enit, che finora ha atteso invano di potere gestire il sito, a conferma di Paolucci, è comunque intenzionata a realizzare un portale. “Abbiamo deciso di ripartire - spiega il presidente dell'Ente del turismo - con investimenti più limitati per potenziare la nostra presenza in rete. Se questo può diventare un seme per rilanciare un progetto nazionale, siamo disponibili. Altrimenti andiamo avanti comunque. La situazione è spiacevole e complessa ma è giusto che i turisti abbiano un posto di elezione in rete, dove informarsi”. Paolucci puntualizza, infine, che non sono stati dati i 45 milioni previsti per realizzare il portale: “I 21 milioni che dovevano essere dati alle Regioni non sono stati dati, così come i circa otto milioni destinati al raggruppamento di imprese che ha vinto la gara”.