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EST - Italia-Marocco: ritrovata intesa su Sahara Occidentale
Roma, 19 ott (Velino) - “Soddisfazione” per la posizione dell’Italia sul conflitto del Sahara Occidentale (ex Sahara spagnolo) tra il Marocco e la Rasd (Repubblica araba democratica saharawi, compresa nel territorio marocchino ma riconosciuta dall’Unione africana e da un certo numero di Paesi) è stata espressa oggi a Roma, in sedi separate, da esponenti delle due parti in lotta, il presidente della Rasd Mohammed Abdelaziz, e l’ambasciatore del Marocco nella capitale italiana, Tajeddine Baddou. L’Italia, come il ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha personalmente assicurato al presidente Abdelaziz e – in un messaggio inviato oggi – al ministro degli Esteri del Marocco Taib Fassi Fihri, dà il proprio “pieno sostegno al processo negoziale avviato sotto gli auspici delle Nazioni Unite in base alla risoluzione 1754 del Consiglio di Sicurezza per la soluzione della questione del Sahara Occidentale”. L’obiettivo, precisa D’Alema, è che “possa essere trovata al più presto una soluzione giusta, duratura e condivisa dalle parti”. Il messaggio di D’Alema al collega Fihri, nominato ministro degli Esteri nel governo formato solo pochi giorni fa, ha fugato il timore, che aveva preso una certa consistenza in questi giorni, di una crisi diplomatica tra Roma e Rabat. Nell’annunciare che D’Alema avrebbe ricevuto mercoledì scorso Abdelaziz, la Farnesina lo aveva infatti presentato come “presidente della Repubblica araba democratica del Saharawi” – cioè, si è subito pensato a Rabat, come il capo di uno Stato indipendente, costituito appunto dall’ex Sahara spagnolo. Ciò aveva provocato l’immediata reazione del ministero degli Esteri marocchino, che aveva convocato l’ambasciatore d’Italia a Rabat, Umberto Lucchesi Palli, per esprimergli il disappunto. “Non c’è stato alcun incidente vero e proprio – ha spiegato oggi al VELINO l’ambasciatore Baddou -. Primo perché l’annuncio in questione è stato subito ritirato e poi perché il ministro D’Alema è stato chiarissimo sul sostegno al negoziato in sede Onu sulla base della risoluzione 1754, che prende le mosse dalla proposta di ampia autonomia avanzata dal Marocco”.
La chiara posizione del titolare della Farnesina ha contribuito anche a stemperare la preoccupazione provocata in passato, negli ambienti della diplomazia marocchina, dall’approvazione nel giugno scorso, in Parlamento, di una risoluzione che “impegna” il governo a riconoscere alla rappresentanza della Rasd in Italia lo status diplomatico: a questo proposito, secondo quanto hanno affermato in una conferenza stampa Mohamed Abdelaziz e il vicepresidente della Camera Carlo Leoni, il ministro degli Esteri avrebbe assicurato che la Farnesina “sta studiando le formule tecnico-giuridiche perché questo avvenga”. Tra i precedenti “positivi” c’è quello dell’Olp. Il presidente della Rasd, a Roma per partecipare alla 33esima edizione della conferenza europea di Coordinamento dell’aiuto al popolo Saharawi, oltre che da D’Alema è stato ricevuto anche dal presidente della Camera Fausto Bertinotti. “Ho trovato in tutti gli interlocutori italiani grande simpatia”, ha commentato.
Abdelaziz ha riferito di aver sollecitato, nel colloquio con D’Alema, un ruolo “più impegnato” dell’Italia per la soluzione del conflitto con il Marocco, dato che, “in quanto Paese importante del Mediterraneo, può svolgere un ruolo positivo”. Il presidente della Rasd, che è pure segretario del Fronte Polisario, ha anche chiesto al titolare della Farnesina di intervenire affinché il Marocco conceda a delegazioni parlamentari e di difesa dei diritti umani di recarsi nel Sahara Occidentale per controllare lo stato di rispetto di tali diritti. Quanto al negoziato nell’ambito dell’Onu, di cui si sono già svolte due tornate, Abdelaziz ha denunciato “l’intransigenza” del Marocco che, a suo giudizio, respingendo ogni ipotesi di autodeterminazione del popolo Saharawi, “sta distruggendo questa possibilità di pace”. Il presidente ha però anche fatto capire che la via del negoziato è ormai irreversibile. Alla domanda se esista il pericolo di un ritorno alle ostilità, ha risposto che “bisogna avere fiducia nel processo avviato all’Onu; all’ordine del giorno c’è la via pacifica”. Abdelaziz ha anche rivelato che la Rasd ha già “detto sì” alla proposta di un nuovo round negoziale che dovrebbe svolgersi presto in Svizzera. Sulla questione il Marocco non si è ancora pronunciato ma per l’ambasciatore Baddou questo è successo perché “nelle ultime settimane era in corso la formazione del nuovo governo”, Il diplomatico ha comunque anticipato che anche il suo Paese è pronto a riprendere il negoziato.