Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite.
POL - Unione: lo scontro Dini-Treu, l'ultimatum di Prodi
Roma, 25 ott (Velino) - In mattinata contribuisce con la sua astensione a bocciare l’emendamento al decreto collegato alla Finanziaria presentato dalla maggioranza per cancellare la società incaricata di costruire il ponte sullo Stretto. Una scelta analoga a quella compiuta sull’emendamento della maggioranza - anch’esso respinto - per la cancellazione della Scuola di Pubblica Amministrazione. Scelte che a Palazzo Madama attirano gli strali dei colleghi della maggioranza su Lamberto Dini e su quanti lo hanno seguito nell’avventura dei Liberaldemocratici. Ma anche l’ex premier ha qualche sassolino nelle scarpe che intende togliersi. E lo fa all’uscita dall’aula e poi nella buvette del Senato, prendendo di mira Tiziano Treu, un tempo con Dini in Rinnovamento italiano, ora esponente del Partito democratico. Lo scontro Dini-Treu è a cavallo tra il piano politico e quello personale: “Ho saputo - dice l’ex premier al collega, in un dialogo concitato riportato tra virgolette dall’Ansa - che andavi a dire in giro a taluni e talaltri che ero pronto per la pensione. Invece, credo che sarò io a mandarvi in pensione...”. Dini segnale inoltre a Treu: “Solo tu e Laura (la parlamentare Fincato, ndr) siete andati da Veltroni. Il partito di Rinnovamento Italiano era tutto con me”. L’Apcom aggiunge qualche battuta tra i due: “Il Pd - vaticina Dini - sarà dominato dai Ds, i moderati non hanno peso e sono destinati a giocare un ruolo da gregari”. Treu obietta: “La differenza tra me e te è che io credo che il Pd serva, tu invece pensi di no”. Tranbchant la replica di Dini : “Vedremo! Vedremo cosa sarete capaci di fare! Finora siete stati a rimorchio di Rifondazione comunista... La verità è che finirete tutti nel Pse. Pure la Binetti. Pure Rutelli. I Ds sono in maggioranza, decidono loro”. E ancora, a proposito del pacchetto welfare: “Avete lasciato che togliessero il limite agli usuranti! Una cosa che costa miliardi”.
In precedenza, il diniano Natale D’Amico aveva risposto duramente a Manuela Palermi, dei Comunisti italiani, che aveva invitato “quelli che sono contro questo governo” a uscire “allo scoperto”, citando in particolare “Di Pietro e i diniani”. D’Amico ribatte che “la Palermi e il suo gruppo per ben due volte hanno votato a favore di emendamenti sui quali il governo non aveva nascosto la sua contrarietà. In particolare sul ponte sullo Stretto la sinistra della maggioranza ha provato a forzare un equilibrio faticosamente raggiunto all’interno del governo. Se non è cieco chi cerca i responsabili delle difficoltà di oggi - conclude il senatore diniano - sa da che parte guardare”. Un esempio di conflittualità nella coalizione contro cui indirizza i suoi strali il premier Romano Prodi, che in una breve dichiarazione lamenta che “oggi la maggioranza si è divisa non sull’impianto delle grandi proposte del governo, ma su particolari, mettendo a rischio la realizzazione di indispensabili riforme. È giunto il momento - ha intimato il premier che le forze della maggioranza facciano chiarezza. Non pongo il voto di fiducia, ma esigo che le forze politiche della maggioranza rispettino gli impegni che esse hanno assunto di fronte ai cittadini”.