gio, 2 set 2010 clock 20:08
 
 
 
 
RSS  |  seguici su  
 
v
 
 
 
 
 
 
ARTICOLI edizione completa
 
Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite.
 
AMB - Civitavecchia: l'impegno di Pecoraro e le proteste degli operai Enel
--IL VELINO LAZIO--
 
Civitavecchia: l'impegno di Pecoraro e le proteste degli operai Enel
Roma, 26 nov (Velino) - Alla fine la protesta di Greenpeace alla centrale di Torre Valdaliga a Civitavecchia un risultato l’ha portato a casa: l’impegno da parte del ministero dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio di iniziare la revisione del Piano nazionale per la riduzione dei gas serra contenuto nella delibera Cipe del 2002. Il ministro ha promesso di sbloccare la situazione e di far partire i lavori del Comitato Tecnico Emissioni Gas, a cominciare da giovedì, per la rivisitazione del provvedimento di fatto “inattuato” in questi anni. Grazie a queste modifiche, ha spiegato il ministro, sarà possibile individuare politiche e misure per tagliare decine di milioni di tonnellate di anidride carbonica in settori fino a ora poco considerati, come i trasporti, il settore residenziale e terziario, l'illuminazione pubblica e tutti i consumi energetici di competenza degli enti locali. Insieme a queste misure, Pecoraro Scanio ha anche garantito che entro dicembre verranno presentate a Bruxelles le modifiche al piano italiano delle emissioni per il periodo 2008/2012, con i tagli richiesti dall’Europa. Una vittoria su tutta la linea per Greenpeace che questa mattina aveva inscenato nei cantieri per la riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord una protesta singolare compiuta da otto persone che arrampicatesi su una delle gru del cantiere avevano aperto uno striscione raffigurante un paio di mutande con lo slogan “Kyoto: Italia in mutande”. Mentre decine di attivisti sulla nave Arctic Sunrise ancorata al porto di Civitavecchia si erano fatti fotografare in mutande per simulare la condizione nella quale il nostro paese si presenta alla Conferenza delle parti del Protocollo di Kyoto (Cop 13), che si terrà a Bali il prossimo dicembre. Provocazioni che loro volta avevano suscitato la reazione degli operai dell’Enel che per protestare contro la campagna messa in atto dagli ambientalisti avevano srotolato alcuni striscioni con la scritta “Cina, Usa e India 60 per cento emissioni globali. No alle questioni locali”. Il culmine si era però raggiunto all’alba quando una delle climbers (di nazionalità polacca) si era arrampicata su una gru che muovendosi per il vento aveva rischiato di provocare un incidente.

Le riconversione è da tempo nel mirino degli ambientalisti. Secondo Greenpeace infatti la centrale di Torre Valdaliga, che dovrebbe entrare in funzione nel 2008, dovrebbe emettere dieci milioni di tonnellate di CO2 in più che si aggiungeranno alle 103 in più stimate dall’associazione per l’Italia, necessarie per raggiungere gli obiettivi stabiliti dal Protocollo internazionale. Contro questa tesi si sono però scagliati gli oltre tremila operai Enel dell’impianto che in comunicato avevano accusato gli ambientalisti di “disinformazione” e gli attivisti di essere le “milizie di Pecoraro Scanio”. La centrale a carbone pulito di Civitavecchia avevano sostenuto “sarà la più avanzata del mondo. Il 40 per cento dell'energia mondiale è prodotta con il carbone: in Italia appena il 14 per cento. I verdi e gli 'ecobugiardi' che dicono no a tutto, lo sanno molto bene ma compiono atti gravemente irresponsabili, pericolosi e che violano le leggi per affermare le loro menzogne.” Il passaggio da olio combustibile a carbone pulito infatti, secondo le stime di Enel, porterà benefici all’ambiente visto che si prevede una riduzione del 18 per cento delle emissioni di CO2 e fino all'80 per cento delle emissioni inquinanti, portandole ben al di sotto del 50 per cento rispetto ai limiti fissati dalla legge a protezione della salute e dell'ambiente. Era stato l’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti a fornire ampie rassicurazioni in tal senso al ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani nella riunione a porte chiuse di ottobre scorso. Il pacchetto di misure proposto dall’Enel prevedeva miglioramenti sui sistemi di filtrazione e trattamento dei fumi in gradi di abbattere di un terzo le emissioni complessive annue di polveri e di anidride solforosa. E l’impegno a limitare comunque la produzione qualora il risultato operativo delle nuove tecnologie non si rivelasse sufficiente a garantire i nuovi limiti.
 
(asp) 26 nov 2007 18:24
 
 
 
 
condividi con: 
condividi con Twitter
 
 
 
RICERCA | AVANZATA
 
 
 
 
 
 
v
 
v