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ECO - Rai: canone per il 2008 a 106 euro
Roma, 18 dic (Velino) - Il canone Rai salirà da 104 a 106 euro. Lo ha deciso ufficialmente il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, che oggi ha firmato il decreto che allinea l’imposta al tasso di inflazione che il governo e l’Istat stimano per il 2008 intorno al due per cento. La notizia, per la verità, era già nota. E si attendeva soltanto il timbro ufficiale del ministero. Proprio Gentiloni, infatti, intervenendo il 29 ottobre scorso all’assemblea dei cdr Rai aveva detto: “Non esistono le condizioni politiche per aumentare il canone oltre l’adeguamento all’inflazione, per questo il governo deve finanziare le partite straordinarie con interventi come quelli sul digitale terrestre previsti in Finanziaria”. L’aumento del canone in base all’inflazione, ritocco minimo previsto dall’articolo 47 del testo unico sulla televisione, porterà circa 32 milioni in più nelle casse di Viale Mazzini. Pochi per risollevare le sorti del bilancio 2008 del servizio pubblico che ad oggi, senza interventi strutturali, prevede un ammanco di 188 milioni di euro.
L’unica strada per la tv di Stato rimane dunque la riduzione drastica dell’evasione (circa il 25 per cento). Ogni anno oltre sei milioni di famiglie non pagano il canone (la terza tassa più odiata dagli italiani) drenando dalle casse di Viale Mazzini intorno ai 500 milioni. Da due anni, in particolare, circola nei corridoi di Palazzo l’ipotesi (targata Angelo Maria Petroni e adottata con successo in Grecia) di farlo pagare nella bolletta elettrica. Ipotesi che il presidente Claudio Petruccioli sta sponsorizzando con forza da mesi e sulla quale ha detto la sua anche il ministro: “In linea di principio non sono contrario – ha spiegato – ma la proposta del canone in bolletta presenta problemi tecnici legati all'impatto generale della pressione fiscale che aumenta anche con meccanismi di recupero dell’evasione”. Un Gentiloni che ha fatto capire che l’esecutivo rifletterà con calma sull’argomento ma che è sembrato escludere una norma ad hoc già nella Finanziaria: “Bisogna andare cauti nell’affrontare con troppa fretta una questione che potrebbe anche porre problemi con l’Unione europea”.