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ECO - Socgen: Bouton rimane al suo posto, Ue: no difesa francesità
Roma, 30 gen (Velino) - Daniel Bouton resta al suo posto. Il consiglio di amministrazione di Société Générale - il terzo in 10 giorni - ha rinnovato all'unanimità la propria fiducia nei confronti del numero uno della banca francese finita nella bufera per la frode da 4,9 miliardi di euro di cui è accusato il broker Jerome Kerviel. Il cda dunque, nonostante la richiesta in senso opposto da parte del presidente Nicolas Sarkozy, ha replicato la decisione del 25 gennaio scorso quando respinse le dimissioni del chief executive. Nella stessa seduta è stata stabilita la creazione di un “Comitato Speciale” composto da amministratori indipendenti per avviare un’indagine interna sulla truffa e dimostrare che sono state identificate tutte le perdite. Alcune centinaia di dipendenti oggi hanno manifestato in sostegno di Bouton sottolineando che le sue dimissioni avrebbero aggravato la situazione della banca. Il personale, a cui fa capo il 10 per cento del capitale e dei diritti di voto di Socgen, ha anche annunciato, tramite l’associazione dei dipendenti-azionisti Assct Sg, che sporgerà denuncia contro ignoti presso il polo finanziario del Tribunale di Parigi per la vicenda della frode.
Prosegue intanto la seduta sull’ottovolante del titolo Socgen sulle indiscrezioni che sia nel mirino di altri istituti, Crédit Agricole e Bnp Paribas in primis. Il ministro del Bilancio Eric Woerth ha però sgombrato il campo dall’ipotesi che, a seguito di un’Opa, Société Générale possa essere smembrata fra banca al dettaglio e banca di investimento sottolineando che “non c'è il rischio di smantellamento” della banca. Sulla vicenda è intervenuto anche il commissario europeo per il Mercato interno, Charlie McCreevy spiegando che tutti i pretendenti all’acquisizione della banca dovranno avere parità di trattamento. Ieri il premier Francois Fillon aveva insistito sul fatto che l’esecutivo “non permetterà che la banca diventi oggetto di scalate ostili” da parte di altri gruppi bancari stranieri. Tale difesa della “francesità” di Socgen non è piaciuta a McCreevy che, tramite il suo portavoce Oliver Drewes, ha evidenziato come anche in questo caso si devono applicare “le stesse regole che nelle altre operazioni di acquisizione. I candidati potenziali all'acquisizione – ha aggiunto Drewes - devono essere trattati in un modo non discriminatorio”.