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POL - Italia.it, Enrico Paolini: Il portale sarà riaperto
Roma, 1 feb (Velino) - Il portale internet Italia.it sarà riaperto. Ad annunciarlo, in un’intervista a SherpaTv, è Enrico Paolini, coordinatore degli assessori al Turismo delle Regioni e vicepresidente di Enit. “Abbiamo fatto un incontro con il ministro Nicolais e ho chiesto che si salvasse il salvabile”. I 21 milioni di euro destinati alle Regioni e i 7-9 milioni che sono rimasti dei 45 previsti potranno essere erogati per dare il secondo via, quello definitivo, al progetto. “Dopo una discussione abbastanza concreta con il ministro Nicolais siamo giunti alla conclusione che è possibile - spiega Paolini -. I 21 milioni di euro alle Regioni saranno trasferiti entro 30 giorni e questo permetterà loro di appaltare la costituzione dei contenuti da riversare nel portale Italia.it e contemporaneamente, con i soldi residui (da 7 a 9 milioni di euro) Nicolais incaricherà l’Enit di gestire questi fondi e di riavviare il portale”. L’Enit si era riservata un periodo per eseguire la perizia tecnica, ma dopo questo passaggio “il triangolo Enit-Regioni-ministero dell’Innovazione tecnologica riuscirà a risolvere il problema”. Il portale Italia.it era stato voluto fortemente dalle Regioni e dal governo, nell’autonomia delle singole realtà locali, di avere il “marchio Italia”. Il meccanismo si è però inceppato: “La verità – spiega Paolini - è che la perdita di due anni non è imputabile di certo a noi, ma a chi in maniera folle ha destinato i soldi per un portale per il turismo a chi di turismo non ne sapeva nulla, cioè al ministro dell’Innovazione tecnologica. I fondi andavano dati subito alle Regioni e si sarebbe risparmiato tempo”. Per quanto riguarda le enormi risorse destinate per il progetto, 45 milioni di euro, Paolini afferma: “C’era una volta un portale interregionale che stavamo (le Regioni, ndr) facendo per conto nostro, a riprova del fatto che non siamo noi che vogliamo dividere il marchio Italia. Questo portale costava al massimo cinque milioni”.
L’Enit metterà a frutto il progetto: “È l’agenzia esecutiva dell’insieme della governance Regioni-Stato-imprese e che deve eseguire le politiche che noi concertiamo”. Il problema tecnico però spiega sempre Paolini nell’intervista a SherpaTv rimane, perché “erediterà una piattaforma che non funziona, ma per fortuna si sono conservati un po’ di soldi che le permetteranno di riconvertire e fare quegli interventi tecnologici che sono necessari per far ripartire questo motore e riavviare il portare Italia.it”. Per Paolini il sito è così importante perché “senza Italia.it - afferma -, con dentro le Regioni e le imprese, non capisco, ad esempio, i cinesi o gli indiani come faranno a venire in Italia. Si parla tanto di quei mercati e l’unico collegamento che abbiamo, grazie allo sfascio dell’Alitalia, è il portale e siccome non abbiamo neanche quello, atterreranno tutti in Germania e poi forse verranno in Italia. Senza un portale subito noi non stiamo in nessun mercato mondiale” e ad aggravare la situazione “la nostra compagnia di bandiera fa in modo che veniamo completamente esclusi dalle linee”. Per Paolini “il fallimento dell’Alitalia è il fallimento di un marchio, dell’immagine e della credibilità del nostro paese” e poi c’è un fatto pratico: “Non fa i voli necessari per fare l’incoming, tanto è vero che il più grande incoming oramai lo fa Ryanair”. I comuni italiani collaboreranno con le Regioni per elaborare i contenuti del portale. “È sicuramente un fatto importante - ha dichiarato Paolo Centi, responsabile turismo dell’Anci, commentando i risultati dell’accordo – che fa superare l’attuale inaccettabile situazione di crisi della promozione turistica italiana nel mondo”. “Un ulteriore danno di immagine per il nostro paese - conclude Paolini - lo ha creato l’emergenza rifiuti in Campania, che molti hanno denunciato come caso grave, al di là della questione in sé, per le ripercussioni che avrà soprattutto sul turismo: C’è un’onda lunga che ci copre tutti se la volessimo quantificare a Napoli è crollato il 50 per cento degli arrivi, l’Italia perderà un 1-2 per cento mediamente, quindi non esagererei”.