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SPE - Il cinema italiano si fa industria e torna vincente
 
Il cinema italiano si fa industria e torna vincente
Roma, 4 feb (Velino) - “È Rinascimento italiano”, così questa mattina ha aperto la conferenza stampa di presentazione dei dati della produzione e del mercato cinematografico nostrano il presidente dell’Anica Paolo Ferrari, mutuando l’espressione dal titolo con cui “Le Figaro” aveva salutato mesi fa il film “Mio fratello è figlio unico”, di Daniele Luchetti, con Riccardo Scamarcio ed Elio Germano. “Il 2007 è stata un’annata positiva – ha continuato Ferrari -, con un aumento degli incassi al botteghino del dodici per cento rispetto al 2006, e di questa quota l’undici per cento si deve a film italiani. Ormai la quota di mercato del prodotto italiano è arrivata al 32 per cento, il 27 per cento della quale è rappresentata da quello italiano al 100 per cento, che raggiunge il 27 per cento del totale box office (6,4 punti percentuali in più rispetto al 2006)”. In particolare, nel 2007 i cinema hanno raccolto 11 milioni 355 mila spettatori in più rispetto l’anno precedente con una crescita degli incassi di 70 milioni 571 mila euro (i dati si riferiscono al campione Cinetel che copre circa il 90 per cento del box office nazionale). In termini percentuali, le presenze totali sono aumentate del 12,31 per cento e gli incassi del 12,90 per cento. I biglietti venduti per film italiani sono aumentati di 9 milioni 964 mila (su un incremento totale di 11 milioni 355 mila). L’incremento totale di biglietti di film italiani venduti rispetto all’anno precedente è stato del 43,2 per cento: dai 23 milioni 73 mila di biglietti del 2006 ai 33 milioni 38 mila di biglietti del 2007. Le strutture che più hanno giovato di questa splendida performance di cinema, e in particolare di made in Italy, sono stati i multiplex superiori a sette schermi (+4 milioni 954 mila biglietti, pari a +57,2 per cento); all’opposto le meno interessate da questo ottimo trend le monosale (+ un milione 307 mila euro, pari a + 27 per cento).

Effetto del successo dei film italiani al cinema è che i distributori stranieri iniziano a credere nel prodotto made in Italy. Si è così “allentato il duopolio RaiCinema-Medusa – ha osservato Tozzi -. Oggi Warner, Universal, Disney, e anche Eagle, investono nei film italiani”. In particolare, il numero di film prodotti nel 2007 è aumentato di cinque unità, tutte coproduzioni, e arriva a quota 121. Rimane quindi 90 il numero di titoli al 100 per cento italiani che hanno ottenuto il nulla osta per la proiezione pubblica. I restanti 31 film (il 25 per cento del totale) sono coproduzioni con l’estero, in maggioranza maggioritarie. Gli investimenti complessivi in tutti i film prodotti e coprodotti nel 2007 sono saliti a 312 milioni di euro (+21 per cento rispetto al 2006, pari a 55 milioni di euro). Aumenta in proporzione maggiore il contributo pubblico per i film di interesse culturale e per le opere prime e seconde (+20 milioni di euro), che complessivamente tocca i 63 milioni di euro, pari al 20 per cento del totale. Gli altri 35 milioni di euro in più rispetto al 2006 sono risorse private. Il valore degli investimenti nei film di produzione italiana mostra una crescita tendenziale molto interessante nell’arco degli anni, collocandosi ormai decisamente oltre la soglia dei 300 milioni, sfiorata in precedenza un’unica volta nel 2003 dall’inizio dell’era euro.

La chiave del successo del cinema italiano? “È tornato a essere industria”, ha dichiarato Riccardo Tozzi, presidente sezione produttori Anica, sottolineando come in tutto il mondo ci siano solo altri sei paesi con un’industria cinematografica: oltre agli Stati Uniti, ci sono la Francia e tre paesi asiatici. Quella italiana “non è una svolta improvvisa – ha precisato Tozzi -. È cominciata dal 2000, per poi dispiegarsi nel 2006, ampliarsi nel 2007 e si prevede un 2008 ancora in crescita. Prima di questo sviluppo gli incassi si ottenevano solo sul fronte comico, ora incassano sia i film commerciale che i film d’autore italiani”. I dieci film italiani che hanno incassato di più nel 2007 (dal 1 gennaio al 31 dicembre) sono: “Natale in Crociera” (19 milioni 293 mila euro); “Manuale d’amore 2 – capitoli successivi” (19 milioni 31 mila euro); “Una moglie bellissima” (14 milioni 742 mila euro); “Ho voglia di te” (13 milioni 805 mila euro); “Notte prima degli esami - Oggi” (12 milioni 158 mila euro); “Matrimonio alle Bahamas” (9 milioni 809 mila euro); “Saturno contro” (7 milioni 749 mila euro); “Il 7 e l’8” (7 milioni 742 mila euro); “Come tu mi vuoi” (7 milioni 81 mila euro); “Mio fratello è figlio unico” (6 milioni 354 mila euro).

Mentre la top 20 vede, per la prima volta, la presenza di ben nove film italiani (7 nel 2006). Il podio ha “Shrek Terzo” primo con 20 milioni 234 mila euro, e a seguire “Natale in Crociera” e “Manuale d’amore 2 – Capitoli successivi”. Al quarto posto si piazza “Harry Potter e l’ordine della Fenice”, con 18 milioni 630 mila euro d’incasso, film uscito controcorrente: nel periodo estivo. “È diminuito fortemente il numero dei film importati”, ha osservato Michele Napoli, presidente coordinatore della sezione distributori cinematografici Anica, auspicando che “tutta la filiera abbia sempre la volontà di accordarsi per sfruttare al meglio le capacità che il cinema offre”. Nella top 20 delle società di distribuzione del 2007, Medusa Film è al primo posto, con 75 film e 107 milioni di incasso Cinetel, pari a circa il 17 per cento del totale anno. Seguono Warner Bros (14 per cento) e Universal (13 per cento nel primo anno dopo lo scioglimento della Uip). All’undici per cento si piazza 20th Century Fox, seguita, intorno al dieci per cento, da 01 Distribution. Subito al di sotto del 10 per cento Walt Disney/Buena Vista, con Filmauro che segue con l’8 per cento ma che mostra il miglior rapporto assoluto incasso/titoli, con oltre quasi 51 milioni incassati con soli 13 film (media 3,9 milioni a titolo). Il cinema italiano – produttori, distributori ed esercenti – possono dirsi davvero soddisfatti, specie per i dati in controtendenza rispetto agli altri paesi, che come ha ricordato Carlo Bernaschi dell’Anem (Associazione nazionale esercenti multiplex) non navigano in buone acque: “Ad eccezione della Gran Bretagna che viaggia in positivo (+6 per cento), gli altri mercati – ha dichiarato - hanno subito una battuta d’arresto negli incassi: in particolare, quello francese registra un calo del 5,6 per cento e quello tedesco una flessione del nove per cento”.
 
(Ornella Petrucci) 4 feb 2008 19:44
 
 
 
 
 
 
 
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