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POL - Pd e liste: da Calearo nuovo no, bufera sui giovani in vetrina
Roma, 1 mar (Velino) - Massimo Calearo dice no a Walter Veltroni. Insensibile al pressing del Partito democratico, che lo vorrebbe in lista (un corteggiamento confermato dall’imprenditore veneto: “Mi chiamano ogni giorno, a tutte le ore, per offrirmi di entrare in politica!”), Calearo dice all’Ansa che “certamente” eviterà di scendere in campo. “Bisogna anche lavorare ogni tanto, e io sono quattro anni che con l'impegno di presidente di Assindustria Vicenza, dal quale mi sono dimesso ieri, non riesco a farlo”, aggiunge l’imprenditore. Non è che l’ultimo di una serie di rifiuti: dopo le indiscrezioni giornalistiche su rampolli del gotha imprenditoriale pronti a candidarsi sotto le bandiere di Veltroni, Alessandro Benetton e Martina Mondadori avevano smentito in modo categorico una simile intenzione. Al niet dei due giovani imprenditori erano seguiti commenti di Veltroni nel segno dell’irritazione verso quanti - certo anche dall’interno del Pd - avevano fatto circolare le voci sui “figli di” in campo col Pd. Anche sul versante cattolico gli strateghi del loft sono stati costretti a incassare cortesi rifiuti, come quello espresso da Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant’Egidio. Ma anche alcune proposte di candidatura andate a buon fine stanno creando grattacapi agli strateghi del loft veltorniano. Su una delle icone della campagna elettorale del Pd, la palermitana Loredana Ilardi da Palermo, operatrice di call center eletta a emblema della precarietà, si abbattono oggi gli strali del Giornale. Che titola: “La precaria di Veltroni? Ha il posto fisso”.
Secondo quanto riportato oggi dal Giornale, la Ilardi “tiene un fior di posto fisso: contratto a tempo indeterminato. Ce l’ha messo per iscritto - continua il quotidiano diretto da Mario Giordano - il suo datore di lavoro”. Segue la lettera inviata al Giornale: “Gentile direttore la famosissima Loredana Ilardi, sbandierata da Walter come rappresentante dei precari d’Italia, non è assolutamente precaria. A suo tempo fummo noi a comunicarle l’indeterminato. E quanto ai 700 euro mensili, è ovvio: è un part time a 4 ore!”. Clamore e sarcasmi sono stati destati anche da altre candidature all’insegna del rinnovo generazionale. A distanza di più di una settimana dalla sua presentazione, fa ancora discutere sui giornali la scelta della ventisettenne Marianna Madia come capolista del Pd nel Lazio. Le parole pronunciate a caldo dalla Madia, che ha manifestato la volontà di mettere a disposizione del partito la sua “straordinaria inesperienza”, ha immediatamente innescato ironie riguardo alle frequentazioni personali e professionali di prim’ordine - la giovane capolista ha riconosciuto tra l’altro il proprio debito verso Enrico Letta e il “maestro di vita” Giovanni Minoli - vantate dalla candidata. È di ieri la notizia che il vuoto lasciato in Campania da Ciriaco De Mita, escluso dalle liste per raggiunti limiti d’età, sarà colmato da Pina Picierno, la ventiseienne leader dei giovani della Margherita nonché allieva dell’ex segretario democristiano. Il quale oggi, in un’intervista al fiele pubblicata dal Corriere della Sera, fa “tanti auguri sinceri” all’allieva, ma poi la mette in guardia: “La invito a venire in Campania a raccogliere gli umori, non ne troverà uno disposto a farle una dichiarazione a favore”.