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AMB - Inceneritori e salute:esperti a confronto per un no a pregiudizi
Roma, 7 mar (Velino) - “In Europa la termovalorizzazione ricopre un ruolo irrinunciabile nel sistema di gestione integrata dei rifiuti e tuttavia pienamente sostenibile sia dal punto di vista ambientale che sanitario”. Lo sostengono e l’hanno ribadito gli esperti nazionali ed europei, per lo più in rappresentanza dei regolatori e dei controllori degli inceneritori, che hanno preso parte al convegno “Rifiuti e salute”, al Savoia Hotel Regency di Bologna, organizzata da Confservizi Emilia - Romagna, Federambiente e Federutility. Un’iniziativa che, inserendosi all’interno di un dibattito spesso controverso anche in Emilia-Romagna, ha volutamente dato la parola non ai gestori degli impianti, quanto a chi quegli impianti li controlla e ne definisce le regole e il controllo della sostenibilità. “La nuova direttiva quadro comunitaria sui rifiuti - dice il presidente di Confservizi Emilia-Romagna, Graziano Cremonini - riconosce alla termovalorizzazione un ruolo che non è di semplice smaltimento. Gli studi più recenti hanno infatti dimostrato che raggiungere un tasso di riciclaggio del 65 per cento, con il 25 per cento di incenerimento, consentirebbe di risparmiare emissioni di anidride carbonica equivalenti alle emissioni di 30 milioni di autoveicoli”.
Negli Stati europei, in particolare la Germania e l’Austria, dove la termovalorizzazione è una prassi consolidata, il quadro normativo è molto rigoroso e preciso, sia dal punto di vista dell’iter autorizzativo necessario per realizzare nuovi impianti, sia per quanto riguarda i limiti alle emissioni e i monitoraggi ambientali. Eppure, in tutti questi casi, la termovalorizzazione ha dimostrato di avere tutti gli standard di sicurezza necessari, come certificato dai sistemi di controllo sanitario, considerati affidabili dalla popolazione e dalle Autorità di regolazione e controllo. “Una discarica - commenta Daniele Fortini, presidente di Federambiente – un termovalorizzatore o un cumulo di rifiuti abbandonati in strada inquinano. Il problema è quanto, come, con quali impatti sull’ambiente e minacce per la salute e, soprattutto, con quali prospettive di miglioramento delle tecniche di mitigazione e minimizzazione dei rischi. Il confronto tra le migliori esperienze europee ha dimostrato che i termovalorizzatori moderni sono apparecchiature sicure, affidabili e convenienti per l’ecosistema e per la salute delle persone rispetto ad altre pratiche e tecnologie per lo smaltimento dei rifiuti. Ovviamente - conclude - il riciclaggio dei rifiuti dev’essere la stella polare di ogni sistema evoluto, e solo alla fine del ciclo, quando residuano materie di cui è impossibile il riciclaggio, occorre pensare a forme di smaltimento efficaci ed efficienti. La salute non si negozia, e noi siamo i primi a esserne consapevoli”. Tra i relatori del convegno anche Timo Makela, direttore Sviluppo sostenibile e integrazione della direzione generale Ambiente della Ue, il quale ha fatto un quadro delle strategie europee per la gestione dei rifiuti, che si basano sulla prevenzione a monte della produzione di rifiuti urbani, il riconoscimento degli stessi come risorsa per produrre materia e energia. Aspetti questi, che sono alla base della nuova direttiva quadro sui rifiuti che verrà adottata entro quest’anno e che vede il ricorso alla discarica come l’opzione meno preferita per lo smaltimento dei rifiuti.