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ECO - Mozzarella: Francia annuncia ma poi ritira blocco, ed è giallo
 
Mozzarella: Francia annuncia ma poi ritira blocco, ed è giallo
Roma, 28 mar (Velino) - La Francia è tornata sui suoi passi. In seguito alle rassicurazioni da parte dell’Unione europea sulla salubrità delle mozzarelle di bufala provenienti dalla Campania, il ministro francese dell’Agricoltura Michel Barnier ha revocato il ritiro dei prodotti campani nei punti vendita d’oltralpe che aveva ordinato appena poche ore prima. Una decisione che ha placato le ire che immediatamente si erano sollevate da parte delle organizzazioni agricole italiane che avevano addirittura chiesto che venisse avviata una procedura di infrazione nei confronti della Francia. Anche perché dietro alla decisione dei cugini europei, si allungava l’ombra di interessi economici legati alla grande distribuzione. “Non era accettabile che uno stato membro decidesse per conto suo di ritirare la merce dagli scaffali senza prima aspettare una direttiva Ue”, ha spiegato al VELINO Franco Verrascina, vicepresidente vicario della Confederazione italiana produttori (Copagri). Ma anche se la Francia, dopo solo quattro ore ha revocato la sospensione, l’immagine del made in Italy ne è rimasta comunque danneggiata. “Un danno di immagine che avrebbe potuto scatenare una pericolosa reazione a catena - ha aggiunto Verrascina - e vanificare così tutto il lavoro dei produttori italiani”. Il discorso è ampio e va oltre alla questione della diossina nella mozzarella di bufala: “Riguarda tutta la produzione dell’agroalimentare italiano”, ha tuonato ancora Verrascina. La grande distribuzione organizzata infatti, è in mano quasi interamente alle multinazionali che per la maggior parte sono proprio francesi.

Verrascina ha sottolineato che l'Italia ha già" molte difficoltà a ‘piazzare’ negli ipermercati e nei supermercati i prodotti di origine italiana”. Dunque “con l’allarmismo europeo che la decisione francese avrebbe potuto determinare, sarebbe stato più facile per la grande distribuzione rimpiazzare i prodotti italiani con quelli d'oltralpe. A pensar male non si sbaglia". Per quanto riguarda l’allarme diossina, secondo Verrascina la situazione è ormai rientrata "anche se è ancora poco chiaro quanto sia realmente accaduto in Corea del Sud". In ogni caso, conclude l'eponente di Copagri, "continueremo a lavorare, come abbiamo sempre fatto, per garantire la qualità dei nostri prodotti”. Anche secondo la Confederazione italiana agricoltori (Cia), quella della Francia è stata una decisione "avventata e sbagliata". “I nostri cugini d’oltralpe non hanno fatto certo una bella figura”, ha detto al VELINO il responsabile del settore zootecnico dell’organizzazione agricola, Umberto Borrelli. Tanto che la Cia aveva auspicato addirittura che venisse avviata una vera e propria procedura d’infrazione comunitaria nei confronti della Francia. Ma secondo Borrelli non è detto che dietro alla mossa francese ci fosse un disegno economico legato alla grande distribuzione. “Questo non lo posso sapere, ma sicuramente i rapporti agricoli con la Francia sono incrinati a causa della polemica delle settimane scorse relativa alla Blue tongue”, ha precisato Borrelli. Certo è che anche secondo la Cia il danno di immagine ormai è fatto e persiste. “Abbiamo già chiesto all’Unione europea lo stato di crisi per gli allevamenti campani e - conclude l'esperto della Cia - chiederemo un piano di promozione di rilancio del prestigioso prodotto campano simbolo del made in Italy nel mondo”.
 
(Edoardo Spera) 28 mar 2008 17:18
 
 
 
 
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