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EST - Crisi alimentare: Onu a caccia di fondi per 2,5 mrd di dollari
Roma, 29 apr (Velino) - Per dare una risposta immediata all’aumento dei prezzi del cibo, causa principale della crisi alimentare che ha colpito i paesi in via di sviluppo, le agenzie delle Nazioni Unite hanno deciso di riunire una task force che avrà come principali obiettivi il coordinamento degli aiuti e la raccolta di fondi presso i paesi donatori pari a 2,5 miliardi di dollari. A diffondere la notizia da Berna, dove sono riunite le 27 agenzie del Palazzo di vetro per la riunione annuale, è il segretario generale dell’Onu, il coreano Ban Ki-moon. Per Ban l’aumento del prezzo degli alimenti di prima necessità come riso e frumento è una “sfida globale senza precedenti che colpisce i più vulnerabili. Sono necessarie misure a breve, medio e lungo termine”. Se non si riuscirà ad approntare una risposta finanziaria commisurata alle attuali esigenze, il rischio è di andare incontro a “un disastro senza precedenti”: “Se i Paesi donatori non risponderanno all'appello coprendo interamente la cifra richiesta, fame, malnutrizione e scontento sociale si diffonderanno come mai è avvenuto prima”. Queste parole del primo inquilino del Palazzo di vetro confermano le preoccupazioni di alcuni analisti internazionali che hanno evidenziato come “preoccupanti” i segnali provenienti da alcuni paesi del sud del mondo dove si sono tenute manifestazioni di protesta ed assalti a depositi di cibo.
A preoccupare le Nazioni Unite sono anche le previsioni diffuse in queste ore dalla Banca Mondiale. Secondo l’istituto finanziario dell’Onu presieduto da Robert Zoellick, le previsioni dell’andamento dei prezzi nei prossimi mesi non offrono l’ipotesi di una diminuzione dei pezzi degli alimenti primari. Secondo Zoellick, il grano e il riso manterranno i prezzi attuali: “Le prossime settimane saranno cruciali per affrontare la crisi cibo”, ha detto ai giornalisti il presidente della Banca Mondiale. Ban e Zoellick hanno inoltre chiesto a tutti i paesi produttori di non ricorrere al divieto delle esportazioni. Questa è per l’Onu è la prima risposta all’emergenza di queste settimane. La Fao ha sottolineato nei giorni scorsi come l’aumento dei prezzi dei generi alimentari colpisce maggiormente le popolazioni povere, poiché la spesa per procurarsi il cibo rappresenta una quota molto più alta del totale del loro budget di quanto non sia per le popolazioni più ricche. Per rispondere a questa emergenza, anche il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam) ha presentato un proprio piano di azione che prevede di muoversi su tre direttrici: nel breve periodo verranno cercati finanziamenti per specifiche reti di protezione alimentare e per i programmi per la salute della mamma e del bambino in situazioni molto gravi; verrà inoltre aumentato l'impegno per l’alimentazione scolastica usando tale programma come piattaforma per interventi nutrizionali urgenti.
Nel medio periodo, il Pam offrirà la sua enorme capacità logistica per sostenere network vitali di distribuzione. Il Pam, infatti, ha 30 navi, 5.000 camion e 70 aerei che ogni giorno consegnano il cibo agli affamati. Nello stesso tempo, il Pam espanderà i programmi “cash and voucher” e sosterrà gli acquisti locali presso i piccoli contadini, aiutando i loro sforzi e rafforzando le autonome capacità di sussistenza. Nel lungo periodo, il Pam sosterrà le politiche di riforma, fornirà il proprio expertise e metterà le proprie capacità tecniche al servizio dei governi impegnati in programmi di sviluppo agricolo. Nello stesso tempo, il Pam proseguirà la sua politica di acquisti in loco, che aiutano i contadini ad aumentare investimenti e produttività.