Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite.
ECO - Ecco come funzionerà il piano sul petrolio di Tremonti
Roma, 14 lug (Velino) - Il ministro ombra del Pd Pierluigi Bersani attacca a testa bassa il titolare dell’Economia Giulio Tremonti. Nel mirino le misure che riguardano il comparto energetico e in particolare i petrolieri con cui – secondo Bersani – il ministro avrebbe siglato un patto che li pone al riparo della concorrenza contro i cittadini. Secondo l’esponente del Pd che si è concentrato prevalentemente sulla Robin tax “la destra usa meglio di noi parole confortevoli. Ma che stavolta resteranno parole e non funzioneranno”. Ma cosa prevede la misura invisa a Bersani che fa parte di un pacchetto più ampio in cui sono comprese anche la sterilizzazione dell’Iva sugli aumenti petroliferi e la liberalizzazione delle reti di distribuzione dei carburanti? Per quanto riguarda la Robin Hood Tax si prevede la maggiorazione al 33 per cento dell’addizionale Ires (in precedenza al 27,5 ) rispetto agli operatori con un bilancio superiore ai 25 milioni di euro che dovranno versare con effetto retroattivo la tassa entro novembre di quest’anno. Dalla misura vengono però esonerati gli operatori dell’energia attivi nel campo delle rinnovabili, con esclusione per l’idroelettrico, geotermico e chi produce energia dalle maree: il gettito atteso dal provvedimento sarebbe pari a 1,3 miliardi a cui si aggiungono altri 200 milioni dall’Eni.
Quella che l’Istituto Bruno Leoni definisce "la seconda gamba" della Robin Hood tax si materializza invece sotto forma di una tantum sul valore delle scorte (comprese le scorte d’obbligo) detenute dalle compagnie italiane o presenti in Italia e attive nei settori della ricerca e coltivazione di idrocarburi e raffinazione, produzione o commercializzazioni di carburanti. Si tratta di un nuovo computo d’inventario che interesserà gli operatori con fatturato sempre maggiore a 25 milioni di euro a cui viene applicata l’Ires al 33 per cento. Nella prima stesura infine era previsto anche un aumento dell’aliquota sulle attività estrattive, provvedimento stralciato in corso di esame del provvedimento. Quanto alla misura per sterilizzare l’Iva inclusa sempre nel decreto fiscale, viene modificata la norma varata dal governo Prodi sulle accise: l’intervento non sarà più discrezionale ma automatico e verrà adottato quando i prezzi dei carburanti supereranno di oltre il due per cento il valore di riferimento fissato nel Dpef. Nel ddl sullo sviluppo economico e la semplificazione invece trova spazio la norma di razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti, una misura già inserita in forma più o meno analoga, nella terza lenzuolata di Bersani (che non è stata approvata nel corso della precedente legislatura) che prevede l’eliminazione dei vincoli relativi al contingentamento, alla distanza minima tra impianti e in buona sostanza dei numerosi vincoli che esistono per l’installazione di nuovi distributori, rispetto alla possibilità di offrire negli stessi spazi anche attività o servizi integrativi non oil, come nel caso della ristorazione.
Ma naturalmente è la Robin tax la misura che suscita maggiore attenzione. Tremonti aveva avuto modo di difendere la norma già di fronte all’assemblea dell’Abi, anche di fronte ai rilievi del governatore di Bankitalia Mario Draghi che aveva ventilato l’ipotesi di una possibile ripercussione sugli utenti della Robin tax: “Credo che il gettito complessivo che verrà dalla ‘perequazione dei tributi’ sia stato sufficiente per evitare interventi su settori sociali che sarebbero stati di larga scala. Il gettito della Robin Tax, non va soltanto a finanziare il fondo di solidarietà per concedere aiuti alle fasce deboli ma consente di non restringere iniziative e servizi sociali di cui beneficiano le fasce deboli della popolazione. E' una ’vecchia dottrina’ e una ‘ideologia’ quella in base alla quale una nuova imposta, come la Robin Tax, se applicata su una impresa si ripercuote sui clienti. Prima invece si tassavano direttamente gli operai”. Il decreto fa comunque divieto di traslare la tassa sui consumatori, lasciando all’Autorità per l’energia elettrica e il gas il compito di vigilare sull’osservanza della disposizione attraverso la richiesta alle aziende interessate di comunicare l’ultimo bilancio d’esercizio. Nonostante questo Bersani, in un’intervista al Corriere della Sera ha attaccato il provvedimento messo a punto dal titolare dell’Economia. Ministro che a sua volta non aveva risparmiato punture di spillo all’ex governo Prodi nel momento del varo della misura. “Il vero patto di Tremonti è con i petrolieri e non con gli operai”, ha tuonato Bersani dalle pagine del quotidiano milanese che sembra rispondere con qualche giorno di ritardo alle incursioni di Tremonti che rispetto al rischio di traslazione della Robin hood tax aveva detto: “I politici di sinistra si preoccupano che ci sia traslazione. Allora vuol dire - sostiene Tremonti - che avallano l'ipotesi che si possano mettere tasse soltanto sugli operai e i poveri. Noi siamo convinti che di questi tempi le tasse giuste siano sugli extraprofitti. Ma la sinistra, quando era al governo, ha raddoppiato l’Iva sul riscaldamento delle famiglie. Quella sicuramente non si trasla”. E ancora “Attueremo un’economia sociale di mercato” parlando della tassa che consentirà di finanziare la 'social card' per i più poveri mentre è in arrivo una nuova 'stretta' sui costi della politica. Una tassa questa sì bellissima, riprendendo ironicamente la battuta dell’ex ministro Tommaso Padoa-Schioppa che aveva definito al tempo tutte le tasse “bellissime”.
Il provvedimento ha per ora incassato un sì preliminare da parte dell’Ue: “Qualsiasi decisione sull'imposta sul reddito è di competenza esclusiva degli Stati membri”, ha garantito il commissario Ue per il Mercato interno, Charlie McCreevy, aggiungendo: “Non si tratterebbe di una misura distorsiva, poiché già ad oggi gli Stati hanno aliquote diverse”. Per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ''sulla Robin tax ha ragione Tremonti. Se non si possono tassare le banche e le compagnie petrolifere - ha spiegato Angeletti, - non si può tassare alcuna impresa perché qualunque impresa ha la possibilità di trasferire i costi derivanti da maggiori tasse sui consumatori. Il risultato finale è che gli unici che si possono tassare sono operai e impiegati. Mi sembra ineccepibile questa argomentazione”.
(Ilaria Proietti e Alessandro Sperandio) 14 lug 2008 14:09