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ECO - Piano anticrisi: sì dei sindacati, fa eccezione la (solita) Cgil
Roma, 28 nov (Velino) - Nulla di nuovo dal fronte dei sindacati. Sul pacchetto anticrisi varato oggi dal Consiglio dei ministri, il governo incassa il sì di Cisl e Uil - pur con i dovuti distinguo - e ancora una volta la bocciatura della Cgil che conferma lo sciopero generale del 12 dicembre. “Manca la svolta” da parte dell’esecutivo “nel modo di affrontare la crisi economica”, ha dichiarato il leader di corso Italia Guglielmo Epifani al convegno del Pd sul Welfare, quindi si va avanti con la mobilitazione. Certo, ha continuato Epifani, “per serietà, prima di un commento dettagliato occorre una lettura delle misure. Ma il senso generale del pacchetto non indica quella svolta di cui il paese ha bisogno, sia per dimensione che per le scelte fatte”. In particolare, ha sottolineato il numero uno della Cgil, “colpisce che il mondo produttivo, dagli operai alla scuola, non abbia risposte a livello di peso fiscale, e trovo incomprensibile questa scelta. C’è qualcosa per gli indigenti e poco per gli altri”.
Soddisfatto del pacchetto anticrisi varato dall’esecutivo è invece il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, soprattutto per quel che riguarda l’innalzamento della soglia per la detassazione dei premi e del salario di produttività da 30 a 35 mila euro. “È un risultato che la Cisl insegue da 15 anni – ha sottolineato Bonanni a margine dell’elezione di Faverin alla guida Fps – L’anno scorso abbiamo ottenuto dal governo Prodi la decontribuzione per spingere verso il secondo livello; dal governo Berlusconi otteniamo un taglio vigorosissimo delle tasse sul salario di produttività”. Si tratta di una misura che “chiedevamo da molto tempo – ha ribadito il numero uno della Cisl – Questo riguarderà la stragrande maggioranza dei lavoratori che ora avranno buste paga più pesanti”. Inoltre “come avevamo chiesto, si è tolta di mezzo la detassazione degli straordinari, eliminando così un equivoco”. Adesso “voglio capire se tutto il sindacato, che ha fatto con noi questa richiesta – ha proseguito – sarà soddisfatto”. Bonanni è poi tornato sui fondi per Cassa integrazione e mobilità: “Insistiamo perché si utilizzino anche i fondi europei” per estendere gli ammortizzatori sociali “così da mantenere un flusso costante di risorse per sostenere l’obiettivo di salvaguardare i lavoratori delle piccole e medie imprese e i precari”. Si tratta di un modo “per dare rassicurazioni ai lavoratori, così come ai risparmiatori, se le banche saltano”. Quanto allo sciopero generale, confermato da Epifani, il dirigente sindacale ha ribadito: “La Cgil non abbai alla luna e ci ripensi” ma “so che non lo farà”. Eppure, ha osservato Bonanni, oggi “non serve ingaggiare un braccio di ferro, utilizzare il sociale in senso solo politico o ancora, andare a cercare ogni pelo nell’uovo”.
Quanto alla Uil, il segretario generale Luigi Angeletti ha commentato: “Diciamo che il bicchiere è mezzo pieno”. La cosa migliore del pacchetto anticrisi varato dal governo “è l’estensione degli ammortizzatori sociali che proteggeranno chi rischia di perdere il posto di lavoro – ha chiarito Angeletti – Per quel che riguarda il bonus, è apprezzabile che, finalmente e per la prima volta, c’è stata attenzione al lavoro dipendente. La quantità però è ancora modesta: sarebbe opportuno che l’esecutivo mettesse a disposizione ancora 1,5 miliardi”. Inoltre “si poteva osare di più detassando la tredicesima – ha puntualizzato il leader della Uil – obiettivo che per noi continua a essere importante. Bene anche l’aumento della soglia a 35 mila euro per la detassazione dei premi e del salario di produttività. Così come positiva è l’estensione di questa norma alle forze dell’ordine; norma che, però bisogna estendere anche a tutti i dipendenti pubblici”. Ora “l’auspicio è che nel periodo di conversione in legge, il decreto subisca miglioramenti – ha precisato Angeletti – Comunque lunedì primo dicembre riuniremo la direzione della Uil e, dopo un’attenta analisi dei contenuti del decreto, esprimeremo il nostro giudizio”. Quanto allo sciopero indetto dalla Cgil per il 12 dicembre “credo che sia pressoché inutile – ha concluso il numero uno della Uil – perché non fa mutare la realtà neanche di una virgola. Capisco che ci sia l’esigenza di manifestare la propria insoddisfazione, però gli scioperi costano soprattutto a chi li fa e quindi dovrebbero avere la capacità di produrre delle modifiche e non solo essere l’occasione per dire ‘non sono d’accordo’”.