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POL - Il Ministero assegna le frequenze a Europa 7
Roma, 11 dic (Velino) - La Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione del Ministero dello sviluppo economico - comunicazioni ha oggi consegnato ai rappresentanti della società Centro Europa 7 il provvedimento con cui si consente all’emittente da questa gestita l’esercizio del canale 8 VHF per l’attività di radiodiffusione televisiva nazionale, da utilizzare in tecnologia analogica e/o digitale, secondo la tecnica della SFN (Single Frequency Network) e nel rispetto di una serie di condizioni già previste per gli attuali concessionari nazionali. Lo afferma una nota del Ministero. Lo rende noto il seguente comunicato stampa che prosegue. Il provvedimento, disposto in esecuzione della sentenza del T.A.R. del Lazio n. 9325/04, confermata dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 2624/08, è stato emanato dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 21 novembre scorso del decreto contenente il nuovo Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze, nell’ambito del quale, in esecuzione delle risultanze della Conferenza internazionale di Ginevra del giugno 2006, è stato definitivamente introdotto per la radiodiffusione televisiva l’obbligo della canalizzazione europea, da attuarsi entro il 30 giugno 2009. Una nuova canalizzazione oltre che obbligatoria, è bene sottolineare, comunque già operante nelle diverse fasi di digitalizzazione delle aree tecniche previste dal decreto ministeriale del 10 settembre scorso, recante il calendario dello switch off digitale. In proposito il Ministero, dopo il parere favorevole dell’Autorità, ha acquisito anche il consenso della Rai, con la quale sono in via di definizione le modalità di attuazione di tale operazione, anche in coerenza con il processo di conversione al digitale in corso.
A seguito della ricanalizzazione della banda III in VHF è quindi possibile disporre per la prima volta di nuove risorse frequenziali compatibili con una rete a copertura nazionale; e ciò diversamente dal passato, stante la perdurante impossibilità, anche sulla base di numerose sentenze, di procedere all’assegnazione di frequenze analogiche pianificate. L’emittente assegnataria dovrà attivare gli impianti a partire dal 1 luglio 2009 e non oltre il 30 giugno 2011. Nel realizzare l’interesse vantato da Centro Europa 7 si è tenuto comunque conto degli interessi generali rilevanti quali, in primo luogo, una razionale ed efficiente allocazione delle risorse frequenziali e una disciplina, progressivamente formatasi, per la transizione alla tecnologia digitale. Grazie alla nuova Amministrazione – conclude la nota - e in particolare nell’ambito del processo di razionalizzazione e modernizzazione del sistema radiotelevisivo portato avanti dal Sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani, si è finalmente posta la parola fine su una vicenda che, tra accuse e polemiche, si trascinava da quasi dieci anni.
Con riferimento alle dichiarazioni rilasciate dall’editore di Centro Europa 7 Francesco Di Stefano -“Noi, nel 1999, abbiamo vinto una Ferrari aggiudicandoci una frequenza che copriva l’80 per cento del territorio e abbracciava il 95 per cento della popolazione. Ora, a distanza di quasi dieci anni, ci danno una bicicletta”-, il Sottosegretario alle comunicazioni, Paolo Romani, dichiara: “Destano non poco stupore le dichiarazioni dell’editore di Centro Europa 7. La sua emittente è stata trattata alla pari di tutti gli altri operatori televisivi nazionali con l’assegnazione di un’unica frequenza in SFN che, a regime in digitale, consentirà di coprire l’80% del territorio. A ciò si aggiunga che l’utilizzo della banda Vhf permette di beneficiare dello stesso puntamento d’antenna utilizzato dall’utenza per ricevere il segnale delle trasmissioni Rai. Senza infine considerare che, come dimostrato da qualificati studi tecnici predisposti a cura dell’Autorità e del Ministero - peraltro già depositati al Consiglio di Stato - Centro Europa 7 tra pochi mesi potrà, volendo, trasmettere anche in analogico con una vasta copertura pari a non meno del 70% della popolazione, utilizzando peraltro pochissimi siti. Sono quindi da evitare paragoni automobilistici: stiamo piuttosto parlando di televisione e dell’assegnazione di una frequenza più che valida che finalmente dopo tanti anni consente di chiudere ineludibilmente una lunga vicenda oggetto di polemiche continue”.