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POL - Mantini, l'ex dielle che sta facendo implodere il Pd
 
Mantini, l'ex dielle che sta facendo implodere il Pd
Roma, 8 gen (Velino) - Che la tempesta fosse nell’aria si era capito. La tensione nel Pd era già abbastanza alta per le vicende di Napoli. Ma a far salire la temperatura ci ha pensato Pierluigi Mantini. L’interventismo di questi ultimi giorni dell’esponente della nascente corrente dei democratici di centro - sempre più spesso in dissenso dalla linea del partito su una serie di questioni scottanti a cominciare dalla riforma della giustizia per finire alla commissione di Vigilanza - ha letteralmente fatto perdere le staffe a Piero Fassino. Che gli grida: “Sei un irresponsabile, un cretino...”. Una vera e propria sfuriata in pieno Transatlantico alla Camera sotto gli occhi di cronisti e deputati. Ad accendere la miccia è stata l’intervista dell’ex dielle a Libero in cui Mantini denuncia che solo la Margherita versa tutti i soldi sul conto comune del nuovo partito. “Hai detto un sacco di cazzate - ha aggredito Fassino - non basta dichiarare per andare sui giornali. Io mi sono rotto i coglioni”. A niente sono serviti i tentativi di difesa di Mantini “sono nel comitato tesorieri” ha detto l’ex Margherita, “ho detto cose di cui si discute pubblicamente”. Fassino è inarrestabile: “Mi sono rotto i coglioni di leggere tutti i giorni queste cazzate” infierisce e minaccia di far finire la cosa in tribunale.

Nell’intervista a Libero, Mantini contesta la gestione economica del partito e spiega, ad esempio, che siccome molti circoli del Pd sono nelle “ex sezioni dei Ds, che ora sono diventate proprietà delle fondazioni della Quercia, siamo al paradosso per cui il Pd paga i Ds, li finanzia, fa in modo che continuino ad esistere”. Mantini sottolinea che questo è uno dei problemi per cui il Pd stenta a nascere. Di più: se la prende direttamente con Fassino e con la sua scelta di firmare il manifesto del Pse come segretario dei Ds. “Questo più gli elementi patrimoniali dimostrano che i Ds continuano ad agire”.

Ma è anche il fronte giustizia a creare gravi tensioni nel Pd fra gli ex della Margherita e i Ds. Non è un caso se la sfuriata di Fassino è avvenuta proprio mentre Mantini stava rilasciando una intervista a Radio Radicale in cui l’esponente democrat sposa la tesi del vicepresidente del Csm Nicola Mancino di una riforma per cambiare la composizione del Csm a sfavore della componente togata, per evitare la piaga del “correntismo”. Una proposta di legge costituzionale - “in accordo con l’impostazione di Violante e Mancino”, ha spiegato Mantini - che ridurrebbe a un terzo di membri di nomina del capo dello Stato. Un passo in avanti non solo rispetto alla linea ufficiale del Pd, che si è sempre detto contrario ad interventi di modifica della Costituzione, ma anche in anticipo rispetto al programma di riforma a cui sta lavorando il governo che, con il ministro Angelino Alfano ha sempre detto che avrebbe affrontato la parte della riforma della giustizia che implica riforme della Costituzione in un secondo momento. Mantini ha inoltre presentato una pdl per inasprire la responsabilità civile dei magistrati e un’altra per introdurre un termine certo e più breve, venti giorni al massimo, per la carcerazione preventiva per rischio di inquinamento delle prove “di cui si abusa molto”.

sullo stesso argomento:

Il Pd, lo sfogo di Fassino e quei malumori tra gli ex dielle
 
(chi) 8 gen 2009 16:50
 
 
La sfuriata di Fassino contro Mantini La sfuriata di Fassino contro Mantini
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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