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SPE - “Mar Nero”, l’emigrazione vista con gli occhi di Federico Bondi
 
“Mar Nero”, l’emigrazione vista con gli occhi di Federico Bondi
Roma, 26 gen (Velino) - Tre premi a Locarno – unico film italiano in concorso -, uno a Villerupt, uno al MedFilmFestival, uno a Denver: dopo i riconoscimenti tributati dai festival, arriva nelle sale italiane “Mar Nero”, debutto in un’opera di fiction per il regista Federico Bondi, dal passato da documentarista. È la storia di un rapporto umano autentico tra Gemma, un’anziana da poco rimasta vedova che vive alla periferia di Firenze, e la sua badante, Angela, una giovane rumena da pochissimo in Italia. “Racconta il sodalizio tra due donne sole”, afferma il regista oggi a Roma dove ha incontrato i giornalisti per annunciare l’uscita al cinema di “Mar Nero”. Ma la storia non è tutta frutto d’invenzione. Dietro questa vicenda c’è il rapporto speciale che s’instaurò tra la nonna del regista e la sua badante, i cui nomi sono proprio Gemma e Angela. “Mia nonna si è letteralmente trasformata grazie a questa giovane badante rumena – racconta Bondi -. Mia nonna era indurita dalla vita e grazie alla pazienza, alla calma e all’affetto di questa ragazza si è sciolta fino a volerle bene, come si vuole bene a una nipote o addirittura a una figlia”. Il film, una produzione Film Kairos-Rai Cinema, in coproduzione con Hi Film e Manigolda Film, è costato circa 800 mila euro e uscirà venerdì 30 gennaio in circa quindici copie.

Federico Bondi, oltre ad essere il regista di “Mar Nero”, firma anche il soggetto – con Cosimo Calamini – e la sceneggiatura – con Ugo Chiti -. A interpretare la badante Angela Dorotheea Petre, giovane attrice rumena. Mentre nel ruolo di Gemma c’è Ilaria Occhini, una delle bellezze degli anni Sessanta, che ha lavorato con Visconti, Gassman e Ronconi. Le sue parole di oggi guardano ai fatti di cronaca. “Il male c’è dappertutto e non è legato a un popolo, ma a un’emigrazione forte e vasta, com’è stata anche quella italiana. A volte chi emigra ha problemi e frustrazioni che si esprimono in forme brutali e cattive. Non è un problema solo dei romeni, non dimentichiamoci che noi abbiamo la mafia. Naturalmente - aggiunge l’attrice, premiata a Locarno come miglior attrice - certi recenti episodi di violenza sulle donne mi lasciano allibita. Ne leggo sui giornali, li vedo dal di fuori, ma li sento sulla mia pelle”.
 
(dbr) 26 gen 2009 17:58
 
 
 
 
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