gio, 2 set 2010 clock 20:45
 
 
 
 
RSS  |  seguici su  
 
v
 
 
 
 
 
 
ARTICOLI edizione completa
 
Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite.
 
POL - Pd, sondaggio Ipr: la base invoca primarie ora
 
Pd, sondaggio Ipr: la base invoca primarie ora
Roma, 19 feb (Velino) - Non sono solo gli ulivisti-prodiani del Pd (Arturo Parisi in testa) e molti maggiorenti locali del partito (tra i quali Massimo Cacciari e dirigenti della Lombardia e del Lazio), nonché svariati veltroniani, a dubitare di soluzioni ponte per uscire dalla crisi innescata dalle dimissioni di Walter Veltroni. Stando ai sondaggi (nei giorni scorsi quelli ospitati su siti d’informazione online, oggi quello di Ipr marketing pubblicato su Repubblica.it), l’ipotesi del ricorso a “primarie subito” come via maestra per rilanciare il partito è sottoscritta dai cittadini italiani. In particolare da quelli che votano Pd. Secondo Ipr, a questo punto, per eleggere il prossimo segretario del Partito democratico sarebbe meglio “Effettuare primarie aperte a tutti i cittadini”. A scegliere quest’opzione è il 56 per cento del campione (una quota che sale al 61 per cento tra gli elettori del Pd e scende al 54 per cento tra quelli degli altri partiti). Meno voti ricevono le opzioni alternative: “eleggere, durante l’assemblea costituente di sabato, Dario Franceschini come segretario reggente” e “iniziare quindi un percorso congressuale che arrivi ad eleggere il segretario all’interno del congresso nazionale del partito” riscuote il 18 per cento dei consensi (solo l’11 tra gli elettori Pd, il 20 per cento tra quanti votano per altre forze politiche). Eleggere il segretario “durante l’assemblea costituente che si terrà sabato prossimo” incassa il 12 per cento in generale, “effettuare primarie ristrette ai soli iscritti al Pd” il 4 per cento, senza opinione è il 10 per cento del campione.

Non sono solo gli ulivisti-prodiani del Pd (Arturo Parisi in testa) e molti maggiorenti locali del partito (tra i quali Massimo Cacciari e dirigenti della Lombardia e del Lazio), nonché svariati veltroniani, a dubitare di soluzioni ponte per uscire dalla crisi innescata dalle dimissioni di Walter Veltroni. Stando ai sondaggi (nei giorni scorsi quelli ospitati su siti d’informazione online, oggi quello di Ipr marketing pubblicato su Repubblica.it), l’ipotesi del ricorso a “primarie subito” come via maestra per rilanciare il partito è sottoscritta dai cittadini italiani. In particolare da quelli che votano Pd. Secondo Ipr, a questo punto, per eleggere il prossimo segretario del Partito democratico sarebbe meglio “Effettuare primarie aperte a tutti i cittadini”. A scegliere quest’opzione è il 56 per cento del campione (una quota che sale al 61 per cento tra gli elettori del Pd e scende al 54 per cento tra quelli degli altri partiti). Meno voti ricevono le opzioni alternative: “eleggere, durante l’assemblea costituente di sabato, Dario Franceschini come segretario reggente” e “iniziare quindi un percorso congressuale che arrivi ad eleggere il segretario all’interno del congresso nazionale del partito” riscuote il 18 per cento dei consensi (solo l’11 tra gli elettori Pd, il 20 per cento tra quanti votano per altre forze politiche). Eleggere il segretario “durante l’assemblea costituente che si terrà sabato prossimo” incassa il 12 per cento in generale, “effettuare primarie ristrette ai soli iscritti al Pd” il 4 per cento, senza opinione è il 10 per cento del campione.

Tra le altre domande del sondaggio di Ipr, quella sulle prospettive del Pd: un’esperienza che “può proseguire nel tempo” secondo il 47 per cento (il 71 tra gli elettori democrat, il 40 tra gli altri), mentre la tesi secondo cui “si è conclusa l’esperienza del Partito democratico” (dunque “sarebbe meglio ritornare ad avere due partiti separati come erano Ds e Margherita”) incontra il 37 per cento dei favori (il 23 tra gli elettori Pd, il 41 tra gli elettori di altri partiti). Infine, il principale problema del Pd di Veltroni. Che è stato costituito dalla “mancanza un progetto politico concreto” secondo il 29 per cento del campione (il 13 tra gli elettori Pd, il 33 tra gli altri). In secondo luogo al Pd veltroniano viene rimproverato di essere stato “eccessivamente conflittuale” (26 per cento in generale, 37 nell’elettorato Pd, 23 per cento al di fuori). Inoltre, “è mancata una leadership forte” secondo il 20 per cento del campione (percentuale che sale al 21 tra quanti votano Pd e scende al 19 tra gli altri). Quanto alla mancanza di “un retroterra comune che unisse Ds e Margherita”, a scegliere quest’opzione è il 18 per cento (22 tra gli elettori Pd, 18 tra quelli di altre forze politiche).

Tra le altre domande del sondaggio di Ipr, quella sulle prospettive del Pd: un’esperienza che “può proseguire nel tempo” secondo il 47 per cento (il 71 tra gli elettori democrat, il 40 tra gli altri), mentre la tesi secondo cui “si è conclusa l’esperienza del Partito democratico” (dunque “sarebbe meglio ritornare ad avere due partiti separati come erano Ds e Margherita”) incontra il 37 per cento dei favori (il 23 tra gli elettori Pd, il 41 tra gli elettori di altri partiti). Infine, il principale problema del Pd di Veltroni. Che è stato costituito dalla “mancanza un progetto politico concreto” secondo il 29 per cento del campione (il 13 tra gli elettori Pd, il 33 tra gli altri). In secondo luogo al Pd veltroniano viene rimproverato di essere stato “eccessivamente conflittuale” (26 per cento in generale, 37 nell’elettorato Pd, 23 per cento al di fuori). Inoltre, “è mancata una leadership forte” secondo il 20 per cento del campione (percentuale che sale al 21 tra quanti votano Pd e scende al 19 tra gli altri). Quanto alla mancanza di “un retroterra comune che unisse Ds e Margherita”, a scegliere quest’opzione è il 18 per cento (22 tra gli elettori Pd, 18 tra quelli di altre forze politiche).
 
(Nicholas D. Leone) 19 feb 2009 13:46
 
 
 
 
 
 
condividi con: 
condividi con Twitter
 
 
 
RICERCA | AVANZATA
 
 
 
 
 
 
v
 
v