Roma, 25 mar (Velino) - Solo due giorni fa il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha potuto rivendicare un altro anno record nella lotta all'evasione fiscale. Le somme effettivamente riscosse dal fisco sono aumentate nel 2008 dell'8 per cento, raggiungendo quota 6,9 miliardi. Nonostante il segretario del Pd, Dario Franceschini, abbia sostenuto che quando il centrodestra arriva al governo il contrasto all'evasione si attenua, Befera si aspetta nel 2009 un risultato ancora migliore, ponendo "l'obiettivo minimo" a 7,2 miliardi: "Parlare di rallentamento o addirittura arresto non corrisponde al vero".
Anche perché la capacità del fisco di recuperare soldi veri dagli evasori cresce di anno in anno, pur trattandosi ancora di somme esigue (lontane dal 10 per cento) rispetto a tutta l'evasione fiscale scoperta e iscritta a ruolo. Dal giudizio della Corte dei Conti sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio 2007 emerge infatti che nel 2004 l'importo riscosso era inferiore al miliardo di euro (quasi 930 milioni), nel 2005 saliva a 1,3 miliardi, mentre nel 2006 toccava quota 2 miliardi.
Ma la Corte dei Conti ha registrato un vero e proprio salto di qualità nella capacità di riscossione tra il 2006 e il 2007 (3,46 miliardi riscossi, un incremento del 71 per cento), da attribuire "di tutta evidenza" al nuovo impianto strutturale di Equitalia S.p.A., il soggetto preposto alla riscossione, e ad alcuni provvedimenti di legge "che hanno consentito all'esattore di agire con maggiore incisività, sia nella fase di adempimento spontaneo alla pretesa tributaria, sia nelle fase esecutiva".
Hanno certamente influito positivamente "i provvedimenti sul fermo amministrativo, sulla semplificazione del pignoramento presso terzi, sulla più ampia possibilità di utilizzare tutti i dati dell'Agenzia delle Entrate, e sui più incisivi poteri degli agenti della riscossione in tema di accessi, ispezioni e verifiche", ma anche la riforma della riscossione varata nel 2005 dal governo Berlusconi.
Dal primo ottobre 2006, infatti, "il vecchio sistema della riscossione tramite società concessionarie non esiste più" e l'anno 2007 rappresenta "il primo vero momento di verifica sul nuovo sistema" introdotto con l'art. 3 del D.L. 203/2005, contenente la riforma del servizio di riscossione, con il passaggio in mano pubblica delle società ex concessionarie, nonché norme in materia di riscossione coattiva. In pratica, la riforma ha attribuito le funzioni di riscossione direttamente all'Agenzia delle Entrate, che le esercita per il tramite di un nuovo organismo di diritto privato, la Riscossione S.p.A. (oggi Equitalia), interamente partecipata dalla stessa Agenzia delle Entrate (per il 51 per cento) e dall'Inps (per il 49 per cento).
"Le percentuali di riscossione rispetto ai carichi netti registrate nel 2007 sono decisamente superiori a quelle degli anni precedenti, il che sta a significare che il nuovo sistema fornisce risposte positive", osserva la Corte dei Conti nel suo giudizio sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio 2007. Pur sottolineando le numerose criticità, la Corte riconosce però che "il nuovo regime ha offerto, fin dal primissimo periodo di attività, vantaggi considerevoli rappresentati, sia in misura percentuale che i termini assoluti, da maggiori entrate e da costi più contenuti".