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EST - Venezuela-Colombia, Chavez appoggia Uribe e “scarica” le Farc
 
Venezuela-Colombia, Chavez appoggia Uribe e “scarica” le Farc
Roma, 15 apr (Velino/Velino Latam) - La linea dura adottata dal governo colombiano nella lotta ai guerriglieri delle Farc (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia), accompagnata da una proposta di tregua come base per un negoziato, “può segnare il cammino verso la pace”. A sostenerlo, con una dichiarazione decisamente a sorpresa è il capo di Stato venezuelano Hugo Chavez, forse il leader latinoamericano che più si era speso, negli ultimi anni, per sostenere lo status di “belligeranti” dei terroristi colombiani, ai quali il suo paese aveva offerto, secondo più fonti, rifugio e sostegno economico. La nuova rotta è stata tracciata nel corso di un incontro con il presidente della Colombia Alvaro Uribe, il principale avversario politico di Chávez nella regione, ed espressione storica della linea filo Washington in America Latina.

La presa di posizione del leader venezuelano rappresenta un passo avanti nelle relazioni tra i due Paesi, giunte ai minimi termini lo scorso anno quando l’esercito colombiano bombardò a sorpresa un accampamento delle Farc in Ecuador, uccidendo “Raul Reyes”, numero due della guerriglia. In quell’occasione Caracas prese posizione nettamente a favore del suo alleato Rafael Correa, tagliando le relazioni diplomatiche con Bogotà e schierando lungo la frontiera un battaglione dell’esercito. Proprio in questi giorni i due governi stanno lavorando alla normalizzazione die rapporti diplomatici attraverso l’invio di due nuovi ambasciatori, Gustavo Márquez (Venezuela) e María Luisa Chiappe (Colombia).

Chávez ha detto di condividere l’invito lanciato da Uribe alle Farc di sospendere per quattro mesi qualsiasi azione violenta, come base per arrivare, attraverso il negoziato, al disarmo e alla smobilitazione. Nel sostenere che si tratta di “idee che possono segnare il cammino verso la pace”, il leader venezuelano ha spiegato la sua posizione in relazione alla guerriglia: “Difficilmente si può dire che sono nemico delle Farc. Non sono un loro alleato, né un loro protettore, ma neanche un nemico e le Farc devono prendere in considerazione questo”. Chavez ha aggiunto che il suo paese è “pronto fare la sua parte in questo slancio necessario nella ricerca della pace, rispettando le decisioni sovrane del governo colombiano”, aggiungendo che “non appoggia, né appoggerà nessun movimento armato che sia in Colombia o in qualsiasi altra parte del mondo”.

Da parte sua Uribe ha confermato di ritenere Farc e Eln (Ejercito de liberacion nacional) “terroristi e narcotrafficanti” che non hanno nessun interesse a raggiungere la pace e che quindi devono essere combattuti militarmente, pur ribadendo che il governo offrirà garanzie ai disertori e a chi tra loro lavorerà per la pace. Uribe ha aggiunto che il suo governo vuole la fine della guerra, ma che teme “una proposta elettorale di pace che si riveli una truffa come è già accaduto in passato”. I due capi di Stato hanno posto le basi per una comune “agenda di pace”, così l’ha definita il ministro degli Esteri venezuelano Nicolas Maduro, che prevede la creazione di un fondo binazionale da 200 milioni di dollari destinato a progetti di interesse comune, l’ipotesi di utilizzare le monete locali per gli scambi commerciali bilaterali, l’apertura di una linea di credito per il commercio, un accordo per l’importazione in Venezuela di diecimila auto colombiane e un’intesa per un collegamento elettrico tra Puerto Iniria (Colombia) e San Fernando de Atabapo (Venezuela).
 
(mat) 15 apr 2009 10:38
 
 
 
 
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