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POL - Italia sempre più rilevante, ecco perché stampa estera monitora
Roma, 30 giu (Velino) - La crescente attenzione della stampa internazionale al sistema Italia durante il 2008 potrebbe essere spiegata con il fatto che il Bel Paese sta assumendo un ruolo sempre più importante nello scacchiere internazionale, “a dispetto delle difficoltà economiche in cui si dibatte”. Un’influenza in crescita, che non sarebbe tuttavia percepita dall’opinione pubblica italiana. È uno degli elementi che emerge dal Rapporto “Fare Italia nel mondo”, elaborato dalla Fondazione FareFuturo, e di cui il VELINO ha preso visione in anteprima. Il Rapporto - che sarà presentato domani – è stato curato da Paolo Quercia, che ha coordinato un team di studiosi e ricercatori analizzando nel 2008 la situazione internazionale e il ruolo che l’Italia può assumere nel contesto globale. Il Rapporto è, come si legge nella prefazione, “un tentativo di analisi dei processi di trasformazione del sistema mondo che evolve verso ignote forme di equilibrio”. In 500 pagine si presenta allo stesso tempo come uno sguardo approfondito alle varie aree di interesse per il Bel Paese, come una panoramica sullo stato della globalizzazione e sulle varie alleanze nelle quali l’Italia è coinvolta e come un’analisi degli strumenti di cui dispone la diplomazia italiana, con particolare attenzione a cooperazione allo sviluppo e missioni militari internazionali.
Un’attenzione particolare è riservata al ruolo dei media stranieri, in un capitolo dal titolo: “L’immagine dell’Italia sulla stampa estera”. Argomento che torna a essere di attualità in questi giorni. Il Rapporto analizza infatti l’attenzione delle testate internazionali verso l’Italia durante il 2008, compresi gli attacchi alle criticità del Bel Paese. “La risposta – spiega il Rapporto della Fondazione FareFuturo - potrebbe risiedere proprio nel peso geopolitico effettivo acquisito dall’Italia in alcuni delicati scacchieri, a dispetto delle difficoltà economiche in cui si dibatte: un dato di cui l’opinione pubblica non è del tutto consapevole”. Infatti, “se il ruolo internazionale dell’Italia fosse effettivamente trascurabile, o fosse sul punto di diventarlo” allora “non si spiegherebbe in alcun modo lo spazio occupato dalle vicende italiane sulla stampa e le televisioni straniere”.
Secondo il Rapporto, “questa constatazione induce a ipotizzare che l’Italia abbia ripreso a interessare l’opinione pubblica internazionale”, anche “perché il nostro paese è collocato in una posizione di particolare rilevanza strategica, al centro del Mediterraneo, e perché negli ultimi anni ha assunto un ruolo di sempre maggiore rilevanza nel contesto internazionale”. Ma non è solo un discorso di posizione geografica. L’Italia è diventata un paese rilevante sulla scena mondiale “perché si trova in prima linea in Afghanistan, in Libano e nei Balcani. Perché è diventato un partner chiave per diverse potenze emergenti, come l’India e la Cina, o di ritorno sulla scena internazionale come la Russia. Perché ha saputo confermarsi un prezioso partner anche per i vecchi alleati d’oltreoceano”.
E qui il Rapporto argomenta che “paradossalmente, forse è proprio perché l’importanza dell’Italia è aumentata negli ultimi 15 anni, a dispetto di tutte le difficoltà incontrate, che gli organi d’informazione esteri se ne stanno occupando sempre più intensamente e sempre più si concentrano sugli elementi di debolezza e criticità del nostro modello paese”. Il Rapporto sottolinea “come non tutte le testate straniere abbiano dato prova della medesima serenità ed equanimità nell’analizzare l’Italia in questi mesi”. Talvolta i giudizi hanno risentito dei preconcetti ideologici gravanti sui principali protagonisti della scena politica italiana, specialmente nei riguardi del leader di centrodestra Silvio Berlusconi e della Lega nord”.
Il Rapporto della fondazione FareFuturo esamina anche il pesante attacco subito dall’Italia sui media stranieri per quello che riguarda la questione dell’immondizia a Napoli (una ferita ancora aperta, dato che il 24 giugno lo stesso premier è ritornato sul caso dicendo – alla presentazione del logo per la promozione turistica - che sull’immagine dell’Italia “rimedieremo” dopo il “danno dell’immondizia a Napoli”), le proteste dei Tir e dei taxi a Roma. Su quest’ultimo caso, il Rapporto traccia una analogia con quanto successe nel febbraio 2008, quando il presidente francese Nikolas Sarkozy scese a patti con la lobby dei tassisti: “È sintomatico di un rispetto prossimo alla sudditanza psicologica il fatto che persino la stampa italiana abbia mancato la ghiotta occasione di prendersi una rivincita nei confronti di quella transalpina”. Lo stesso caso dell’immondizia a Napoli è definito infine dal Rapporto “un gigantesco spot negativo per l’intero sistema paese”.