Roma, 21 lug (Velino) - Ragazzi italiani, libanesi e siriani si troveranno insieme, dal 12 luglio al 6 agosto, nella prima scuola estiva di storia dell’arte dei mosaici in Siria per studenti dell’area mediterranea (Italia, Libano e Siria), promossa dalla direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della Farnesina. Dodici ragazzi provenienti da tre diversi istituti universitari (Accademia di Ravenna, Lebanese University e Università di Damasco) avranno modo di approfondire durante tutto un mese la storia del mosaico, le metodologie di catalogazione e archiviazione secondo gli standard internazionali. La scuola estiva mira a fornire gli strumenti teorici e pratici per lo studio e il recupero dei mosaici, attraverso una didattica che alternerà lezioni teoriche a lavoro pratico. Ai ragazzi verrà data anche l’opportunità di lavorare direttamente su due mosaici provenienti da A’mrit (Tartous), che erano esposti nel museo di Al Rayat e il cui restauro sarà ultimato nel corso della scuola estiva.
Sarà un’esperienza altamente formativa da un punto di vista professionale in quanto sarà tenuta da docenti siriani formati nel corso di precedenti specializzazioni svolte all’interno del progetto stesso e vedrà il contributo di esperti italiani e libanesi. La scuola intende inoltre offrire ai ragazzi l’opportunità di lavorare e di confrontarsi con altri studenti di differenti contesti culturali e confessionali, promuovendo così i valori della convivenza e della pace; sarà anche un’occasione di scambio tra tecnici ed esperti attivi nel settore del recupero del patrimonio culturale e tra le varie entità coinvolte nell’iniziativa (Cooperazione italiana, Università Libanese, Accademia di Ravenna e direzione delle Antichità e dei musei della Siria (Dgam).
Discutere di mosaici e di tecniche di restauro sarà un modo anche per affrontare la tematica del patrimonio culturale mediterraneo, del suo stato di conservazione e della necessità di pensare a dei percorsi comuni per la valorizzazione e la tutela. Sarà anche un’opportunità per i ragazzi provenienti da diverse istituzioni e culture di incontrarsi, e di creare così un laboratorio di dialogo dentro al laboratorio di restauro. I ragazzi potranno inoltre arricchirsi di due giornate di visite a due siti archeologici importanti: Maárra e le città morte (Nord Ovest della Siria) e Palmira; occasione per ritrovare insieme, sul terreno, tracce di un patrimonio comune.
La sede della scuola sarà il laboratorio di restauro nella splendida cornice della Cittadella di Damasco. A poche centinaia di metri, uno dei monumenti più belli di tutta la regione del Vicino Oriente: la Moschea degli Omayyadi voluta nel 706 d.C. dal califfo omayyade al-Walid, che inglobò anche la parte cristiana residua dell'originale chiesa dedicata a San Giovanni Battista, a sua volta eretta da Costantino su di un tempio pagano del I secolo. Questa esperienza non si vuole porre come un episodio isolato, ma mira a diventare un appuntamento annuale per lo studio e la tutela del patrimonio culturale del Mediterraneo, nonché un laboratorio di dialogo tra le culture.