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POL - Regionali Lazio, Todini e Polverini: Nel Pdl "duello" tra amiche
 
Regionali Lazio, Todini e Polverini: Nel Pdl "duello" tra amiche
Roma, 17 set (Velino) - Potrebbe trasformarsi in un duello fra amiche la gara per tentare di strappare all’inizio della prossima primavera la guida della Regione Lazio a Piero Marrazzo. I due nomi che al momento sembrano i più accreditati per rappresentare il Pdl alle regionali sono quelli di due donne che hanno imparato a conoscersi, e ad apprezzarsi, da sponde opposte durante tante trattative sindacali: l’imprenditrice Luisa Todini e la leader della Ugl Renata Polverini. Due donne considerate rispettivamente le “campionesse” di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. E che perciò potrebbero subire la freddezza calata tra il premier e il presidente della Camera. Va detto, comunque, che entrambe non hanno minimamente alimentato la tesi che le vorrebbe in lizza per il centrodestra contro il governatore uscente. La Todini in più di un'intervista ha ribadito che i suoi impegni alla guida del grande gruppo del settore delle costruzioni con base in Umbria le impediscono di concepire un passaggio a tempo pieno in politica e che la sua recente vista a Palazzo Grazioli non è un anticipo di investitura per il Lazio, ma solo un incontro con il suo leader politico di riferimento. La Polverini, invece, non ha nemmeno accennato ad un commento o ad una presa di posizione sulle voci che la vogliono con insistenza in gara per sfidare Marrazzo.

Intanto, il tempo stringe, visto che il voto del 21 marzo è quasi dietro l’angolo. Per questo il vicecoordinatore regionale vicario del Pdl Alfredo Pallone pochi giorni fa ha sollecitato tutti a decidere in fretta, sottolineando però che l’ultima parola sull’argomento dovrà essere del Cavaliere. Anche perché apparentemente Marrazzo sembra già forte della candidatura ad un secondo mandato. Nel frattempo l’Udc "studia" sia il Pdl, sia il Pd, chiedendo che dalla riforma della legge elettorale regionale (dovrebbe essere approvata entro l’inizio di ottobre) sia eliminata la norma che abolisce il “listino” del presidente: i seggi che il governatore eletto garantisce ad un manipolo di candidati senza che essi debbano passare per il consenso delle urne. C’è chi dice infatti che quei posti potrebbero essere allettanti per un partito destinato a conquistare poche poltrone della Pisana con la sola forza dei numeri elettorali.
 
(Mara Rigola) 17 set 2009 15:44
 
 
 
 
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