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POL - Napoli, Mastella: Io persona per bene, non lascio la politica
Roma, 22 ott (Velino) - “Chi si attende una dichiarazione di guerra oggi da me si sbaglia. Ho lavorato onestamente per questo Paese, per i miei elettori. Non ho mai preso una lira in 32 anni di vita parlamentare. Non c’è una sola traccia di illegalità e malaffare a me collegata”. È quanto dichiara il leader dell'Udeur Clemente Mastella nel corso della conferenza stampa convocata a Napoli. “Io e la mia famiglia ci difenderemo nei processi con l’orgoglio di chi sa di essere persone per bene – aggiunge il leader dell’Udeur -. Abbiamo le mani pulite. Ripeto abbiamo le mani pulite. Sono già stato radiografato quando ho fatto il ministro della Giustizia e proprio da quel momento che è iniziato tutto. Mi accusano di aver fatto pressioni. Io, da quello che apparirebbe, ho fatto 26 segnalazioni, meno di Italia dei Valori che ne ha fatte 27”. In merito all’accusa di “lunghe riunioni affaristiche a Ceppaloni” l’ex ministro dichiara: “Se mi permettete, a casa mi occupavo di fatti miei molto più seri. Non c’è nessun sistema feudale. Se qualcuno dei miei consiglieri regionali ha fatto qualcosa ne risponderà nelle sedi opportune, ma se qualcuno pensa che tutto questo possa intimorirmi e farmi lasciare la politica si sbaglia. L’ho già fatto dimettendomi da ministro, una cosa straordinaria nella vita di questa Repubblica”.
“Mi accusano di aver fatto pressioni per la nomina di un primario all’Ospedale Santo Bono – continua l'ex Guardasigilli -. Impossibile: nella mia vita privata ho affrontato momenti difficili per mio figlio e al Santo Bono ho ricevuto tutta l’assistenza necessaria per cui non c’è necessità di indicare questo o quel primario. Se qualcuno pensa di mandarmi in carcere io non ho problemi: posso scrivere anche da lì. Confido nella giustizia perché se anche un giudice ce la può avere con me, ci sarà pure un giudice a Berlino. Sarà la giustizia divina a far pagare chi ce l’ha con me”. Mastella, inoltre, afferma: “Ho ricevuto molte telefonate, molte più di quelle che mi aspettavo”. Quanto alla situazione del figlio Pellegrino, accusato di aver ricevuto in dono una Porsche Cayenne da un autosalone del casertano poi rivelatosi collegato alla malavita, sottolinea: “Mio figlio già ieri ha detto di avere la documentazione che prova l’acquisto della vettura. Nelle sedi competenti mostrerà tutto”. Alla domanda se si senta perseguitato, l’eurodeputato risponde: “Questo lo sta dicendo lei. Parlo di una situazione ingenerosa. Spiace quando viene toccata la propria famiglia, ma, anche con la forza della fede, andremo avanti e non impazziremo come qualcuno vuole”. In serata sua moglie, Sandra Lonardo, ha smentito possibili dimissioni da presidente del Consiglio regionale della Campania: "Tracciando un bilancio del mio operato, che intendo portare a termine, ritengo non sia giusto dimettermi - ha spiegato Lonardo, attraverso il suo portavoce -. Sono stata eletta dal popolo e mi sono sempre impegnata al massimo, nel rispetto della mia carica".