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ECO - Debito pubblico, Moody's: L'Italia meglio di altri
Confermato rating AA2 e non prevede deterioramento
Roma, 3 nov (Velino) - Se da un lato, da quanto emerge dalle stime previsionali diffuse oggi dalla Commissione europea, l'Italia sta agganciando questo inizio di ripresa in linea con le medie Ue (Pil -4,7 per cento quest'anno, +0,7 il prossimo e +1,4 nel 2011, contro un +1,5 per cento nell'Eurozona e un +1,6 per cento nell'Ue a 27), dall'altro la situazione dei nostri conti pubblici non desta particolari preoccupazioni, assicura Moody's confermando il rating del nostro Paese su AA2. "Anche se la crisi economica pone importanti sfide sociali ed economiche", e se "sarà difficile uscire da una situazione di debito elevato", al tempo stesso l'Italia non preoccupa dal punto di vista del rating rispetto alle dinamiche del debito registrate in molti altri Paesi sviluppati. L'economia italiana, spiega l'agenzia di rating, è caratterizzata da molti anni da un basso livello di crescita a causa della debolezza strutturale del sistema economico e dell'invecchiamento della popolazione, ma "il governo italiano - si legge nel rapporto - ha già esperienza nella gestione dei conti pubblici in un contesto di bassa crescita e di peso sostanziale degli interessi, e una storia di stabilizzazione del debito pubblico, sebbene ad alti livelli". In prospettiva, "sarà difficile per l'Italia raggiungere una crescita significativa anche in questa fase", secondo Alexander Kockerbeck. "Tuttavia, l'Italia non appare come un caso particolare" tra i Paesi con rating AA2. Anzi, Moody's conferma quanto più volte ribadito dal ministro dell'Economia Tremonti e dal governatore della Banca d'Italia Draghi: rispetto agli altri Paesi sviluppati l'Italia ha il vantaggio di non avere un elevato debito privato. In molte economie avanzate, infatti, la crescita è in qualche modo "drogata" da consumi alimentati da un indebitamento privato insostenibile. Un modello di crescita che non ha riguardato l'Italia, come ha più volte sottolineato il ministro Tremonti. Il settore privato nel nostro Paese "ha un basso livello di debito e una robusta capacità di risparmio", riconosce anche Moody's, e "un sistema bancario meno esposto ai rischi ha evitato un trasferimento di debito dal settore privato a quello pubblico, come accaduto invece in molte economie avanzate".
Il basso livello di debito privato e l'elevata propensione al risparmio del sistema economico nel suo complesso sosterranno quindi l'azione del governo per stabilizzare l'indebitamento pubblico, sono convinti gli analisti di Moody's, che nel medio-lungo termine non prevedono un deterioramento della sostenibilità del nostro debito. L'aumento del debito pubblico "riflette la pressione sui conti pubblici determinata dalla recessione", ma "i bassi tassi di interesse fanno sì che la capacità finanziaria del governo non sia peggiorata", commenta Kockerbeck. Il governo italiano, riconosce Moody's, "ha sempre mostrato una grande capacità di aggiustamento che gli consentirà, anche stavolta, di gestire la pressione aggiuntiva causata da tassi di interesse e disavanzi più elevati e, magari, anche di invertire la sfavorevole traiettoria del debito". Inoltre, sottolinea Moody's, dal momento che la struttura del debito pubblico italiano è migliorata nel tempo, non ci sarà alcun problema di finanziamento, anche se i tassi dovessero salire in modo consistente.