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EST - Abu Omar, WSJ: Persone innocenti a rischio per vittoria Spataro
Roma, 5 nov (Velino) - Delusione e disappunto hanno espresso il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Ian Kelly, e un portavoce del Pentagono, per la condanna di 22 agenti della Cia e di un colonnello dell'aviazione Usa per il "rapimento" su territorio italiano del sospetto terrorista Hassan Mustafa Osama Nasr (Abu Omar). Una reazione che rivela il malcontento dell'amministrazione Usa, ma cauta, nella consapevolezza che il potere giudiziario in Italia è indipendente dal governo. Nessun danno, quindi, nei rapporti politico-diplomatici tra Roma e Washington, ma con ogni probabilità, anche se i condannati non sconteranno neanche un giorno di carcere, un colpo inferto alla cooperazione tra i due Paesi nella lotta al terrorismo. Duramente critico nei confronti della sentenza, per quanto riguarda questo aspetto, il Wall Street Journal. In uno dei suoi editoriali, dal titolo emblematico "La guerra contro la guerra al terrorismo", ricordando che il procuratore Armando Spataro "si è fatto le ossa dando la caccia alle Brigate rosse", definisce la condanna in contumacia degli agenti Cia "un'altra discutibile pietra miliare nella guerra giudiziaria contro la guerra al terrorismo". Nel 2005, ricorda il WSJ, fu lo stesso Spataro a spiccare un mandato d'arresto contro Nasr, accusandolo di guidare una rete di reclutamento terrorista in Europa e, sempre quell'anno, a condurre un'inchiesta contro Rabei Osman, accusato di aver pianificato l'attentato di Madrid nel 2004, sebbene in seguito un tribunale spagnolo lo avrebbe assolto. Questo "per sottolineare", osserva il quotidiano Usa, che Spataro "non è naif sui casi di terrorismo, né coltiva illusioni su Nasr. E sa anche, dato il suo coinvolgimento nell'inchiesta di Madrid, che gli americani non sono l'unico obiettivo del terrorismo islamista". "Eppure - prosegue il WSJ - Spataro ora insiste che la 'rendition' di Nasr fu un crimine contro la sovranità italiana e non importa se gli americani condannati ieri stavano lavorando, secondo la ricostruzione dello stesso Spataro, a stretto contatto con ufficiali di intelligence italiana". "La cooperazione del governo italiano con la Cia è importante - spiega - perché è un principio di vecchia data del diritto internazionale che funzionari dei governi stranieri che operano in un Paese con il consenso del suo governo dovrebbero essere immuni da procedimenti". Ma "più in generale - osserva il WSJ - la straordinaria ricerca da parte di Spataro di 'cacciatori' di terroristi sia italiani che americani dimostra quanto lontani siamo finiti dall'11 settembre. La Commissione Usa sull'11 settembre ha richiamato a una molto maggiore cooperazione oltre confine nella ricerca dei terroristi. Invece, oggi abbiamo procuratori e giudici che condannano agenti americani per il rapimento di un uomo che Spataro voleva vedere in prigione".
Delusione e disappunto hanno espresso il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Ian Kelly, e un portavoce del Pentagono, per la condanna di 22 agenti della Cia e di un colonnello dell'aviazione Usa per il "rapimento" su territorio italiano del sospetto terrorista Hassan Mustafa Osama Nasr (Abu Omar). Una reazione che rivela il malcontento dell'amministrazione Usa, ma cauta, nella consapevolezza che il potere giudiziario in Italia è indipendente dal governo. Nessun danno, quindi, nei rapporti politici tra Roma e Washington, ma con ogni probabilità, anche se i condannati non sconteranno neanche un giorno di carcere, un colpo inferto alla cooperazione tra i due Paesi nella lotta al terrorismo. Duramente critico nei confronti della sentenza, per quanto riguarda questo aspetto, il Wall Street Journal. In uno dei suoi editoriali, dal titolo emblematico "La guerra contro la guerra al terrorismo", ricordando che il procuratore Armando Spataro "si è fatto le ossa dando la caccia alle Brigate rosse", definisce la condanna in contumacia degli agenti Cia "un'altra discutibile pietra miliare nella guerra giudiziaria contro la guerra al terrorismo". Nel 2005, ricorda il WSJ, fu lo stesso Spataro a spiccare un mandato d'arresto contro Nasr, accusandolo di guidare una rete di reclutamento terrorista in Europa e, sempre quell'anno, a condurre un'inchiesta contro Rabei Osman, accusato di aver pianificato l'attentato di Madrid nel 2004, sebbene in seguito un tribunale spagnolo lo avrebbe assolto. Questo "per sottolineare", osserva il quotidiano Usa, che Spataro "non è naif sui casi di terrorismo, né coltiva illusioni su Nasr. E sa anche, dato il suo coinvolgimento nell'inchiesta di Madrid, che gli americani non sono l'unico obiettivo del terrorismo islamista". "Eppure - prosegue il WSJ - Spataro ora insiste che la 'rendition' di Nasr fu un crimine contro la sovranità italiana e non importa se gli americani condannati ieri stavano lavorando, secondo la ricostruzione dello stesso Spataro, a stretto contatto con ufficiali di intelligence italiana". "La cooperazione del governo italiano con la Cia è importante - spiega - perché è un principio di vecchia data del diritto internazionale che funzionari dei governi stranieri che operano in un Paese con il consenso del suo governo dovrebbero essere immuni da procedimenti". Ma "più in generale - osserva il WSJ - la straordinaria ricerca da parte di Spataro di 'cacciatori' di terroristi sia italiani che americani dimostra quanto lontani siamo finiti dall'11 settembre. La Commissione Usa sull'11 settembre ha richiamato a una molto maggiore cooperazione oltre confine nella ricerca dei terroristi. Invece, oggi abbiamo procuratori e giudici che condannano agenti americani per il rapimento di un uomo che Spataro voleva vedere in prigione".
"Non è chiaro", continua l'editoriale del Wall Street Journal, perché Abu Omar "non sia stato arrestato dagli italiani", o quale fosse il pericolo nel lasciarlo in libertà, ma "a prescindere dai particolari, sarebbe un errore per le anime belle d'Europa rallegrarsi per le condanne di ieri". Infatti, "se gli agenti di intelligence americani non possono cooperare con le controparti europee senza temere di venire arrestati - avverte il WSJ - allora sia l'America che l'Europa sono meno sicure". Gli attentatori dell'11 settembre organizzarono il loro complotto contro gli Usa in Germania, ma anche Spagna, Gran Bretagna e Germania sono stati degli obiettivi, ricorda il quotidiano Usa, e Abu Omar "stava pianificando un attacco all'ambasciata americana a Roma, nel quale sarebbero stati uccisi italiani e americani". Per anni, su entrambe le sponde dell'Atlantico è stato ripetuto che "non importa quali fossero le differenze politiche tra Stati Uniti ed Europa, la cooperazione tra le intelligence e le forze dell'ordine sarebbe rimasta solida". "Questi casi - conclude il WSJ stanno compromettendo questo legame vitale. Persone innocenti rischiano alla fine di pagare per la 'vittoria' di Spataro". La pratica cosiddetta della "extraordinary rendition" - la cattura segreta, senza mandato, di un sospetto terrorista all'estero, e il suo trasferimento negli Usa o in un altro Paese - è stata introdotta dall'amministrazione Clinton, ricorda il Washington Post, e confermata in agosto anche dall'amministrazione Obama. Quello italiano, fa notare il giornale, è il "solo caso" in cui agenti della Cia siano finiti sotto processo per questa pratica "controversa". Un "passo deciso che potrebbe stabilire un precedente in altri casi", avverte il New York Times, anche se le condanne avranno uno scarso effetto concreto. "Non sembrano in grado di cambiare le strette relazioni tra Stati Uniti e Italia" ed è "altamente improbabile che qualcuno - americano o italiano - passi del tempo in carcere".
"Non è chiaro", continua l'editoriale del Wall Street Journal, perché Abu Omar "non sia stato arrestato dagli italiani", o quale fosse il pericolo nel lasciarlo in libertà, ma "a prescindere dai particolari, sarebbe un errore per le anime belle d'Europa rallegrarsi per le condanne di ieri". Infatti, "se gli agenti di intelligence americani non possono cooperare con le controparti europee senza temere di venire arrestati - avverte il WSJ - allora sia l'America che l'Europa sono meno sicure". Gli attentatori dell'11 settembre organizzarono il loro complotto contro gli Usa in Germania, ma anche Spagna, Gran Bretagna e Germania sono stati degli obiettivi, ricorda il quotidiano Usa, e Abu Omar "stava pianificando un attacco all'ambasciata americana a Roma, nel quale sarebbero stati uccisi italiani e americani". Per anni, su entrambe le sponde dell'Atlantico è stato ripetuto che "non importa quali fossero le differenze politiche tra Stati Uniti ed Europa, la cooperazione tra le intelligence e le forze dell'ordine sarebbe rimasta solida". "Questi casi - conclude il WSJ stanno compromettendo questo legame vitale. Persone innocenti rischiano alla fine di pagare per la 'vittoria' di Spataro". La pratica cosiddetta della "extraordinary rendition" - la cattura segreta, senza mandato, di un sospetto terrorista all'estero, e il suo trasferimento negli Usa o in un altro Paese - è stata introdotta dall'amministrazione Clinton, ricorda il Washington Post, e confermata in agosto anche dall'amministrazione Obama. Quello italiano, fa notare il giornale, è il "solo caso" in cui agenti della Cia siano finiti sotto processo per questa pratica "controversa". Un "passo deciso che potrebbe stabilire un precedente in altri casi", avverte il New York Times, anche se le condanne avranno uno scarso effetto concreto. "Non sembrano in grado di cambiare le strette relazioni tra Stati Uniti e Italia" ed è "altamente improbabile che qualcuno - americano o italiano - passi del tempo in carcere".