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ECO - Tetto al costo degli Sms, Parisi chiede di sospendere decisione
Roma, 10 nov (Velino) - Come anticipato da il VELINO lo scorso 29 ottobre, l'Autorità garante per le Comunicazioni si accinge a proporre anche in Italia un tetto al costo degli Sms - dopo quello a livello europeo di 13,2 centesimi (iva compresa) introdotto su iniziativa del commissario per la società dell'informazione e i media, Viviane Reding, nel luglio scorso. La decisione - a quanto apprendeva il VELINO - dovrebbe essere ufficializzata dal Consiglio AgCom in agenda per il 12 novembre prossimo. Ma tramite la loro associazione di categoria gli operatori del settore stanno opponendo resistenza all'ipotesi di un "tetto" (in particolare Vodafone e Wind - secondo indiscrezioni - mentre Telecom Italia sarebbe più possibilista). In una lettera spedita ieri all'AgCom, Stefano Parisi, presidente di Assotelecomunicazioni, esprime la "preoccupazione" degli operatori del settore per il "possibile intervento ex ante dell'Autorità sulla dinamica dei prezzi al dettaglio degli Sms". Una misura che giudica "non giustificata e non proporzionata" rispetto agli obiettivi della legge n.259/03, e che a suo avviso non tiene conto della "non correttezza di una valutazione parziale di profittabilità di singole componenti dell'offerta di servizio, in luogo di un'analisi complessiva", né della "non correttezza del riferimento all'approccio europeo se singolarmente preso". Inoltre, "certe riduzioni 'forzose' provocano successivi assestamenti verso l'alto delle altre componenti di offerta", fa notare Parisi, ricordando le "distorsioni competitive" conseguenti all'intervento sui costi di ricarica da parte dell'ex ministro Bersani.
Nonostante la crisi, rivendica Parisi nella missiva, il mercato mobile italiano conferma una "spiccata dinamicità in termini di innovazione", distribuzione e "riduzione dei prezzi". Un risultato, quest'ultimo, "in controtendenza con altri rilevanti servizi pubblici", reso possibile da "un acceso e crescente confronto concorrenziale". Rilevando alcune "criticità" di un eventuale tetto anche "sul versante strettamente regolamentare", il presidente di Assotelecomunicazioni chiede all'AgCom, al fine di poter rappresentare le proprie considerazioni, "un'audizione specifica sul tema" e di "sospendere l'adozione di eventuali iniziative" riguardo l'ipotesi di un tetto al costo degli Sms. Il costo degli Sms in Italia attualmente è in media intorno ai 15 centesimi iva inclusa. La maggior parte vengono pagati un solo centesimo, per la verità, in forza di offerte dei gestori. Offerte che però sono sfruttate solo dal 38 per cento degli utenti. Il restante 62 per cento i messaggini li paga molto di più. Ecco dunque la necessità di introdurre un tetto, che non dovrebbe discostarsi molto da quello Ue. In Europa, stando alle cartelline circolate in Via delle Muratte, solo Lituania (29 centesimi), Austria (25), Olanda (22), Germania (19) e Portogallo (18) fanno pagare di più per gli Sms. Per il resto, in tutti gli altri Paesi europei il costo medio è assai inferiore. In Francia di circa 12 cent, in Gran Bretagna circa 14, in Irlanda 11, in Spagna il prezzo base è di 15 centesimi, ma quello medio è di 11, come in Nord America. Per non parlare di alcuni Paesi dell'Est e scandinavi, dove il costo medio scende ben al di sotto dei 10 centestimi.