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INT - Aci-Istat:Più incidenti per distrazione e velocità che per alcol
In calo incidenti (-5,2) e vittime (-7,8)
Roma, 13 nov (Velino) - Diminuiscono gli incidenti e le vittime sulle strade italiane. Nel 2008 i sinistri sono stati 218.963, con un calo del 5,2 per cento rispetto al 2007, i morti 4.731 (-7,8 per cento) e i feriti 310.739 (-4,6 per cento). Nonostante questo, però, ogni giorno in Italia si verificano 598 incidenti stradali che provocano la morte di 13 persone e il ferimento di altre 849. Luglio si conferma il mese “nero”, sabato il giorno con più morti e le 18 l’ora critica. Di notte si verificano meno incidenti ma più pericolosi e i week-end sono fortemente a rischio. I comportamenti scorretti e la distrazione causano oltre il 90 per cento degli incidenti; le condizioni psicofisiche alterate da alcol o sostanze stupefacenti poco più del 3 per cento. I giovani “under 30” sono la fascia più colpita. Il maggior numero di incidenti, morti e feriti si verifica sulle strade urbane, ma quelli più gravi avvengono sulle extraurbane. Più sicure le autostrade. È quanto emerge dal rapporto Aci-Istat illustrato oggi a Roma presso l’Automobile Club d’Italia, alla cui presentazione sono intervenuti, oltre ai presidenti di Aci e Istat, il vicepresidente dell’Unione europea e Commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani; il presidente della VIII commissione Lavori pubblici e comunicazioni del Senato, Luigi Grillo; il presidente della IX commissione Trasporti della Camera dei deputati, Mario Valducci.
Nel 2008, si legge nel report, il 76,8 per cento degli incidenti si è verificato sulle strade urbane, con 2.076 morti (43,9 per cento del totale) e 228.325 feriti (73,5 per cento). Sulle autostrade si sono verificati 12.372 incidenti (5,7 per cento del tot.), con 452 decessi (9,6 per cento) e 20.631 feriti (6,6 per cento). Rispetto al 2007, si osserva una riduzione del 9,3 per cento sulle autostrade, grazie anche all’implementazione del sistema “Tutor” per il controllo elettronico della velocità media. Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane: 5,7 decessi ogni 100 incidenti. Gli incidenti sulle strade urbane sono meno gravi, con 1,2 morti ogni 100 incidenti. Sulle autostrade l’indice di mortalità è pari a 3,7, inferiore di circa un terzo rispetto alle altre strade extraurbane. Il maggior numero di incidenti e di decessi si è verificato a luglio (21.369 sinistri con 487 morti), mese con la media giornaliera più alta (689 incidenti e 16 vite spezzate). Il mese con il numero più basso di incidenti (16.105) e con la media giornaliera più contenuta (520) è dicembre. A febbraio meno morti sulle strade (341).
In città la frequenza più elevata di incidenti si colloca a luglio (16.176); la più bassa a dicembre (12.283). Il maggior numero di morti si registra a maggio (199). Il venerdì si conferma il giorno ”nero” per numero di incidenti (33.914, il 15,5 per cento del totale) e feriti (47.037, 15,1 per cento). La frequenza più elevata di morti al sabato (814; 17,2 per cento). Complessivamente nel week-end (sabato-domenica) si registra il 24,9 per cento di incidenti ed il 34,2 per cento dei decessi. L’indice di mortalità nel fine settimana risulta pari a 3, ben oltre la media degli altri giorni pari a 1,9. Il picco più elevato di incidentalità durante l’arco della giornata si registra intorno alle 18 (17.731 incidenti; 354 morti; 25.137 feriti), quando all’incremento del traffico per gli spostamenti lavoro-casa si aggiungono fattori psico-sociali come lo stress e la stanchezza, unitamente alla riduzione della luce naturale. L’indice di mortalità si mantiene superiore alla media dalle 21 alle 7 del mattino (4,2 contro la media giornaliera di 2,2), raggiungendo il valore massimo intorno alle ore 5 (6 decessi ogni 100 incidenti). Nella fascia oraria compresa tra le 22 e le 6 si sono verificati 28.983 incidenti stradali che hanno causato il decesso di 1.204 persone (pari al 25,4 per cento del totale dei morti) e il ferimento di altre 46.921.
Gli incidenti del venerdì e sabato notte sono pari al 44 per cento del totale degli incidenti notturni; i morti e i feriti del venerdì e sabato notte rappresentano, rispettivamente, il 45,1 e il 47,2 per cento. La maggior parte degli incidenti stradali (76 per cento) avviene tra due o più veicoli. Il 24 per cento riguarda veicoli isolati. Più ricorrente lo scontro frontale-laterale (77.735 casi: 35,5 per cento tot.) con 1.213 morti (25,6 per cento) e 113.432 feriti (36,5 per cento), seguito dal tamponamento che registra 40.047 casi con 499 morti e 65.534 persone ferite. Tra gli incidenti a veicoli isolati, il caso più diffuso è la fuoriuscita o sbandamento del veicolo: 20.378 incidenti (9,3 per cento tot.), con 881 morti (18,6 per cento) e 25.509 feriti (8,2 per cento). L’investimento di pedone rappresenta l’8,5 per cento degli incidenti. Nel 2008 si sono registrati 18.557 casi con 598 morti e 20.991 feriti.
Il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità elevata sono le prime tre cause di incidente. Lo stato psico-fisico alterato del conducente, pur non rappresentando una percentuale elevata dei casi rilevati (3,1 per cento), provoca incidenti più gravi. Le cause principali che rientrano in tale categoria sono: l’ebbrezza da alcool (5.920 casi pari al 68,1 per cento della categoria), il malore (882), l’ingestione di sostanze stupefacenti (958) e il sonno (694) che pesano, complessivamente, per il 29,1 per cento sul totale degli incidenti. Avarie e difetti del veicolo hanno generato solo lo 0,4 per cento del totale dei sinistri. Il 69,8 per cento dei morti e il 69,2 per cento dei feriti a seguito di incidente stradale è costituito dai conducenti dei veicoli coinvolti. I passeggeri trasportati rappresentano, invece, il 16,5 per cento dei morti e il 24,1 per cento dei feriti. I pedoni, utenza debole della strada, risultano il 6,6 per cento dei feriti ma ben il 13,7 per cento dei morti.
Tra i conducenti deceduti in incidente stradale, i più colpiti sono i giovani. La fascia di età che presenta il valore massimo è quella tra 25 e 29 anni (370 morti), mentre nei conducenti feriti la frequenza più elevata si colloca in corrispondenza della fascia di età tra 30 e 34 anni (27.117). Per quanto riguarda i passeggeri sia morti che feriti, la frequenza più elevata è quella relativa alla fascia di età 15-19 anni. Nel complesso, la fascia più colpita dalle conseguenze degli incidenti stradali è quella tra i 25 e i 29 anni, con 453 morti. I feriti presentano il valore massimo tra i 20 e i 24 anni (37.582). Le auto sono la categoria di veicoli maggiormente coinvolta in incidenti stradali: 272.832 in valore assoluto, pari al 66,4 per cento dei veicoli. Seguono 55.320 motocicli (13,5 per cento del totale), ciclomotori (7 per cento) e biciclette (3,8 per cento). Se l’indice di mortalità medio dei veicoli è pari a 1, per i motocicli raddoppia (2 per cento) e per le biciclette sale a 1,8. L’indice di lesività, che nella media è pari a 70,6, assume valori decisamente più elevati per i veicoli a due ruote: 99,6 per le moto; 98,4 per i motorini; 92,9 per le biciclette.
“Non raggiungeremo l’obiettivo europeo di ridurre della metà le vittime della strada entro il 2010 rispetto ai dati del 2000 – ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi – ma il calo degli incidenti registrato anche nel 2008 dimostra l’efficacia dei provvedimenti finora adottati dal Parlamento e dal Governo. Potremmo conseguire risultati migliori con un coordinamento nazionale delle varie iniziative di sensibilizzazione pubblica per la sicurezza stradale”. L’Italia è undicesima nella corsa verso l’obiettivo Ue, con una riduzione del -33 per cento del numero dei morti sulle strade, comunque positiva se paragonata alla media europea pari a -31,2 per cento. Il traguardo del 2010 è già stato raggiunto da Lussemburgo (-53,9 per cento), Portogallo (-52,9 per cento) e Lettonia (-50,2 per cento). Sulla buona strada Francia (-47,1 per cento), Spagna (-46,3 per cento) e Germania (-40,3 per cento). Due Paesi registrano un aumento delle vittime rispetto al 2000: Romania (+22,5 per cento) e Bulgaria (+4,8 per cento).
“Sono quattro – ha aggiunto Gelpi – le azioni da compiere a livello nazionale ed internazionale per la sicurezza stradale: rapida approvazione del testo unificato sulla sicurezza stradale all’esame del Senato e Codice Europeo della Strada che detti in modo univoco le stesse regole di circolazione per tutti i Paesi dell’Unione; un percorso formativo continuo, che si completi con l’obbligatorietà dei corsi di guida sicura entro tre anni dal conseguimento della patente; sensibilizzazione sulla pericolosità della guida distratta e quindi divieto per i conducenti di fumare e di telefonare, con o senza auricolari e vivavoce: i fumatori provocano il 50 per cento in più degli incidenti rispetto agli altri guidatori e l’uso del telefono al volante dimezza i tempi di reazione; forte impulso all’ammodernamento infrastrutturale con la rapida esecuzione della direttiva UE attraverso la quale si potranno migliorare gli standard di sicurezza della rete stradale in fase di progettazione e gestione, obiettivo che l’Aci persegue da anni conducendo test indipendenti che hanno stimolato interventi sulle infrastrutture, sulla segnaletica e sui punti critici delle strade”.