Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite.
CRO - Ex Eutelia, il 27 novembre tavolo a Palazzo Chigi
Roma, 17 nov (Velino) - Il tavolo per la vertenza ex Eutelia-Agile è stato convocato a Palazzo Chigi il 27 novembre, alle 18. Oggi oltre mille dipendenti dell’impresa di telecomunicazioni hanno sfilato per le vie del centro di Roma per denunciare il mancato pagamento dello stipendio e dei contributi previdenziali da tre mesi. Nel corteo, oltre ai lavoratori che occupano l'azienda, anche il segretario del Pd Pierluigi Bersani, il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, il segretario del Prc Paolo Ferrero, oltre al segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini e al vicepresidente del senato Vannino Chiti. La manifestazione, che ha paralizzato il traffico a via del Corso, si è sciolta quando la delegazione di politici e sindacalisti è uscita da Palazzo Chigi dopo aver avuto un incontro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. “Gianni Letta ci ha detto di aver preso atto della situazione e ha preso tempo - ha affermato il delegato Rsu dell'Agile di Roma Gianfranco Tulini -. Tutto il sindacato ormai ha accolto l'idea che l'unica soluzione sia il fallimento per aprire la strada all'amministrazione controllata. Non siamo affatto soddisfatti, anzi siamo delusi c'è il sospetto che dietro a questa vicenda ci sia una sorta di copertura trasversale”. “L’incontro – ha poi riferito Rinaldini della Fiom - è stato fissato per il 27 alle ore 18. Sono state convocate tutte le parti sociali, e noi quel giorno dobbiamo essere qui a farci sentire. Nel frattempo - ha annunciato il sindacalista - proseguono le assemblee e da domani inizieremo le procedure per l'amministrazione controllata. Dal governo ci aspettiamo una pronta risoluzione che faccia piazza pulita della vecchia proprietà”.
Il tavolo per la vertenza ex Eutelia-Agile è stato convocato a Palazzo Chigi il 27 novembre, alle 18. Oggi oltre mille dipendenti dell’impresa di telecomunicazioni hanno sfilato per le vie del centro di Roma per denunciare il mancato pagamento dello stipendio e dei contributi previdenziali da tre mesi. Nel corteo, oltre ai lavoratori che occupano l'azienda, anche il segretario del Pd Pierluigi Bersani, il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, il segretario del Prc Paolo Ferrero, oltre al segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini e al vicepresidente del senato Vannino Chiti. La manifestazione, che ha paralizzato il traffico a via del Corso, si è sciolta quando la delegazione di politici e sindacalisti è uscita da Palazzo Chigi dopo aver avuto un incontro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. “Gianni Letta ci ha detto di aver preso atto della situazione e ha preso tempo - ha affermato il delegato Rsu dell'Agile di Roma Gianfranco Tulini -. Tutto il sindacato ormai ha accolto l'idea che l'unica soluzione sia il fallimento per aprire la strada all'amministrazione controllata. Non siamo affatto soddisfatti, anzi siamo delusi c'è il sospetto che dietro a questa vicenda ci sia una sorta di copertura trasversale”. “L’incontro – ha poi riferito Rinaldini della Fiom - è stato fissato per il 27 alle ore 18. Sono state convocate tutte le parti sociali, e noi quel giorno dobbiamo essere qui a farci sentire. Nel frattempo - ha annunciato il sindacalista - proseguono le assemblee e da domani inizieremo le procedure per l'amministrazione controllata. Dal governo ci aspettiamo una pronta risoluzione che faccia piazza pulita della vecchia proprietà”.
In mattinata a chiedere l’intervento di Letta era stato il leader dell’Idv Di Pietro, che davanti ai lavoratori aveva telefonato al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, chiedendo l’impegno dell’esecutivo per il blocco immediato dei 1.192 licenziamenti previsti dall’azienda e la convocazione urgente delle rappresentanze sindacali al tavolo del governo. “Abbiamo dimostrato che chi la dura la vince: se non ci facevamo sentire qua, se ne fregavano”, ha commentato Di Pietro, che dice “sì all'idea dell'amministrazione controllata” dell’azienda e al “sequestro dei beni per evitare che se li possano portare via”. Per Bersani “la vicenda Eutelia è inaccettabile. Si tratta di un settore con possibilità di espansione e di mercato. È inaccettabile che per oscuri meccanismi di scatole cinesi si venga a deprimere una realtà industriale e si mettano a rischio tanti posti di lavoro. Credo – ha rilevato - che il presidente del Consiglio debba prendere in mano la situazione per arrivare a un'amministrazione straordinaria e vedere come ricomporre un percorso industriale”. Il segretario del Pd ha spiegato che l'amministrazione straordinaria è necessaria “perché si tratta di un settore con grandi possibilità. Purtroppo abbiamo visto più volte che nel capitalismo italiano non ci sono capacità, risorse o persone sufficienti a organizzare e valorizzare le nostre potenzialità”.
Anche il vicepresidente del Senato Chiti ha auspicato l’intervento del governo “per sbloccare la situazione e trovare una proprietà che lavori seriamente”. E il sindaco della Capitale Gianni Alemanno ha aggiunto: “Ho parlato con Gianni Letta e ho domandato come mai la presidenza del Consiglio avesse chiesto al prefetto di autorizzare questo corteo e mi è stato spiegato che si tratta di una situazione molto delicata e quindi abbiamo convenuto che ci debba essere un grande sforzo da parte del governo per dare una risposta a questi lavoratori”. L'Agile (gruppo Omega) è una delle aziende che ha rilevato di recente l'attività, i debiti e i dipendenti dell'ex Eutelia, una grande azienda delle telecomunicazioni con sedi e stabilimenti in tutta Italia: Roma, Pregnana Milanese, Bari, Napoli e Ivrea. Con l'ultimo piano di ristrutturazione, il gruppo ha deciso di mettere in mobilità 1.992 dipendenti e da luglio non paga gli stipendi. Una situazione che ha generato proteste e occupazioni nelle varie sedi. Alcuni giorni fa poi nello stabilimento romano del gruppo, nel quartiere Tiburtino, una dozzina di guardie private ha fatto irruzione poco prima dell'alba cercando con intimidazioni e minacce di mandar via i dipendenti che occupano lo stabilimento.
In mattinata a chiedere l’intervento di Letta era stato il leader dell’Idv Di Pietro, che davanti ai lavoratori aveva telefonato al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, chiedendo l’impegno dell’esecutivo per il blocco immediato dei 1.192 licenziamenti previsti dall’azienda e la convocazione urgente delle rappresentanze sindacali al tavolo del governo. “Abbiamo dimostrato che chi la dura la vince: se non ci facevamo sentire qua, se ne fregavano”, ha commentato Di Pietro, che dice “sì all'idea dell'amministrazione controllata” dell’azienda e al “sequestro dei beni per evitare che se li possano portare via”. Per Bersani “la vicenda Eutelia è inaccettabile. Si tratta di un settore con possibilità di espansione e di mercato. È inaccettabile che per oscuri meccanismi di scatole cinesi si venga a deprimere una realtà industriale e si mettano a rischio tanti posti di lavoro. Credo – ha rilevato - che il presidente del Consiglio debba prendere in mano la situazione per arrivare a un'amministrazione straordinaria e vedere come ricomporre un percorso industriale”. Il segretario del Pd ha spiegato che l'amministrazione straordinaria è necessaria “perché si tratta di un settore con grandi possibilità. Purtroppo abbiamo visto più volte che nel capitalismo italiano non ci sono capacità, risorse o persone sufficienti a organizzare e valorizzare le nostre potenzialità”.
Anche il vicepresidente del Senato Chiti ha auspicato l’intervento del governo “per sbloccare la situazione e trovare una proprietà che lavori seriamente”. E il sindaco della Capitale Gianni Alemanno ha aggiunto: “Ho parlato con Gianni Letta e ho domandato come mai la presidenza del Consiglio avesse chiesto al prefetto di autorizzare questo corteo e mi è stato spiegato che si tratta di una situazione molto delicata e quindi abbiamo convenuto che ci debba essere un grande sforzo da parte del governo per dare una risposta a questi lavoratori”. L'Agile (gruppo Omega) è una delle aziende che ha rilevato di recente l'attività, i debiti e i dipendenti dell'ex Eutelia, una grande azienda delle telecomunicazioni con sedi e stabilimenti in tutta Italia: Roma, Pregnana Milanese, Bari, Napoli e Ivrea. Con l'ultimo piano di ristrutturazione, il gruppo ha deciso di mettere in mobilità 1.992 dipendenti e da luglio non paga gli stipendi. Una situazione che ha generato proteste e occupazioni nelle varie sedi. Alcuni giorni fa poi nello stabilimento romano del gruppo, nel quartiere Tiburtino, una dozzina di guardie private ha fatto irruzione poco prima dell'alba cercando con intimidazioni e minacce di mandar via i dipendenti che occupano lo stabilimento.