Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite.
 
SPE - Radu Mihaileanu, energia vitale e tragica nel suo “Concerto”
 
Radu Mihaileanu, energia vitale e tragica nel suo “Concerto”
Roma, 3 feb (Velino) - “Cos’è un’orchestra da Camera? È un’orchestra sinfonica che torna dall’Occidente”. Questa è la “storiella” che circolava nei paesi dell’Est e che ieri il regista Radu Mihaileanu ha raccontato al pubblico romano che ha assistito in anteprima al film “Il concerto”, che, dopo la presentazione all’ultimo Festival del film di Roma e forte degli incassi registrati in Francia, esce in Italia venerdì 5 febbraio in 140 copie distribuite dalla Bim. La pellicola focalizza l’attenzione su un aspetto importante della nostra storia recente: solo trent’anni fa nel 1980 in Russia artisti ebrei potevano essere licenziati in tronco sotto Breznev. La pellicola racconta di Andrei Filipov, il più grande direttore d’orchestra dell’Unione Sovietica, a capo della celebre Orchestra del Bolshoi, licenziato all’apice della gloria quando si rifiuta di separarsi dai suoi musicisti ebrei, tra cui il suo migliore amico Sacha. Trent’anni dopo Filipov lavora ancora al Bolchoi, ma come uomo delle pulizie. Una sera si trattiene fino a tardi per tirare a lustro l’ufficio del direttore e trova casualmente un fax indirizzato alla direzione del Bolshoi: è del Theatre du Chatelet che invita l’orchestra ufficiale a suonare a Parigi. All’improvviso Andrei ha un’idea folle: riunire i suoi vecchi amici musicisti che, come lui, vivono facendo umili lavori, e portarli a Parigi spacciandoli per l’orchestra del Bolshoi. È l’occasione tanto attesa da tutti di potersi finalmente prendere una rivalsa. “Quando gli artisti ebrei erano in tournèe in Occidente – ha raccontato Mihaileanu – denunciavano quanto accadeva in Russia. Ho avuto due anteprima, una in Siberia e una a Mosca – ha continuato il regista -, ma gli spettatori erano più presi dal riconoscere le loro strade, quando invece ho girato tutto a Bucarest, tranne le due giornate in cui abbiamo fatto le riprese sulla piazza Rossa e lì il gestaccio (l’indice destro alzato) che fa Filipov in realtà lo faccio io”.

Mihaileanu non è il vero cognome del regista. Nato a Bucarest nel 1958, figlio di un giornalista comunista di religione ebraica, è costretto nel 1980 a cambiare il cognome e a trasferirsi in Francia per avere salva la vita dalla dittatura rumena di Ceausescu. S’iscrive all’Istituto Cinematografico Idhec e, come immigrato, trova lavoro come autista di Marco Ferreri, che ha definito “uomo dal cuore grande, generoso, un vero genio visionario”. Debutta come suo aiuto regista in “I Love You” (1986) e, quando vuole mettere le ali, Ferreri gli dice che sarà “un pessimo regista, all’americana”. Il suo primo lungometraggio è “Tradire” (1993), ma il successo arriva con “Train de vie” (1998), la storia che con un dolce e amaro sorriso racconta la tragedia della Shoah. Un film che però gli apre una ferita nei rapporti con Roberto Benigni, che avrebbe ricevuto la sceneggiatura di questo film e, poi, rifiutatosi di dirigerlo, ne avrebbe tratto spunto per il suo “La vita è bella”. “La verità – ha detto Mihaileanu – la sanno Roberto Benigni e Nicoletta Braschi. Benigni e il suo specchio sono in grado di chiarire quanto avvenuto”. Come in “Train de vie” la nota comica e tragica del regista si sposano in “Il concerto”, film che culmina nel Concerto per Violino e Orchestra di Tchaikovsky. “Quello che ascoltiamo è una sintesi del primo e terzo movimento – ha osservato il regista – che, in un crescendo, rende l’energia vitale e tragica al tempo stesso”. Ora Mihaileanu sta scrivendo un film sulle donne arabe che dovrebbe cominciare a girare tra settembre e ottobre. Anche allora, come tutte le volte, a dare il primo ciak sarà suo padre, “ormai – ha detto Mihaileanu – è una sorta di mascotte”. Il 27 febbraio il regista tornerà al Theatre du Chatelet di Parigi, dove è ambientata l’ultima parte del “Concerto”, per la cerimonia del César, l’equivalente francese dell’Oscar hollywoodiano, a cui è candidato.
 
(Ornella Petrucci) 3 feb 2010 20:17
 
 
 
Agenzia stampa quotidiana nazionale
Impronta S.r.l. Via del Tritone, 169 - 00187 Roma
  Tel. 066977051 r.a. - Fax 066793559
  web: www.ilvelino.it - e-mail: news@ilvelino.it
 
Direttore editoriale Lino Jannuzzi
Direttore responsabile Maurizio Marchesi
 
Marketing e Comunicazione Chiara Proietti
 
  La riproduzione in fotocopia o a stampa non è consentita. Gli abusi verranno perseguiti