Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite.
 
AMB - Rifiuti, Rapporto: Senza termovalorizzatori 21 mld costi al 2024
 
Rifiuti, Rapporto: Senza termovalorizzatori 21 mld costi al 2024
Roma, 12 nov (Velino) - “Rendere obbligatoria la termovalorizzazione del 30-40 per cento dei rifiuti”. È tra le proposte del Rapporto 2009 dell’Osservatorio su “I costi del non fare” per abbattere i costi, economici e ambientali, di smaltimento dei rifiuti, ridurre gli spazi per smaltimenti illegali che hanno effetti ambientali devastanti e perseguire realmente l’obiettivo “discarica zero. Di questi e altri temi verranno discussi in un Convegno, promosso da Veolia Servizi Ambientali e Sda Bocconi School of Management in collaborazione con la rivista Management delle Utilities, che si terrà lunedì 16 novembre 2009 a Milano presso l’Aula Magna dell’Università Bocconi in via Gobbi 5, dal titolo “Rifiuti: dalla paura alla consapevolezza. Italia a confronto con gli altri paesi”. I principali dati emersi dallo studio relativamente al comparto rifiuti sono che il costo che la collettività dovrà sostenere entro il 2024 a causa della mancata realizzazione dei termovalorizzatori è di oltre 21 miliardi di euro. Per raggiungere gli obiettivi fissati dalla legge sono necessari circa 100 termovalorizzatori di medie dimensioni in grado di trattare quasi 21 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno. Positivo l’avvio dell’impianto di Acerra che genera benefici per 1,5 miliardi di euro, ma ancora molto resta da fare. L’Osservatorio su “I Costi del Non Fare” da quattro anni calcola i danni per la collettività dovuti a inerzia e opposizioni nella realizzazione delle infrastrutture. La metodologia è basata sulla “Cost Benefit Analisys” (ACB). Lo studio considera i costi della mancata realizzazione delle infrastrutture nei settori dei rifiuti, della viabilità stradale e ferroviaria, dell’energia e, da quest’anno, anche del settore idrico.

I risultati dello Studio 2009 dell’Osservatorio relativi al settore dei rifiuti urbani evidenziano che la mancata realizzazione di termovalorizzatori costa al Paese circa 1,3 miliardi di euro all’anno per un totale di 21,4 miliardi di euro nel periodo compreso tra il 2009 e il 2024. “Tale valore – spiega una nota - evidenzia il sostanziale immobilismo che ha caratterizzato il settore dei rifiuti, in generale, e la classe dei termovalorizzatori, in particolare, negli ultimi anni. Le poche infrastrutture realizzate sono state spesso controbilanciate dal fermo di vecchi impianti ormai obsoleti. Il sistema di recupero e smaltimento del nostro Paese risulta ancora fortemente sbilanciato verso le discariche. Secondo i dati Ispra ancora il 47 per cento dei rifiuti solidi urbani viene smaltito in discariche con capacità residua limitata. Questo testimonia l’inerzia dell’evoluzione tecnologica del sistema di trattamento e la necessità di industrializzare il settore attraverso la promozione di sistemi integrati di gestione basati sullo sviluppo della capacità impiantistica di smaltimento e recupero”. Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio, “tra il 2009 e il 2024 sarebbe necessario costruire circa 100 termovalorizzatori con una capacità totale di circa 20 milioni di ton/anno. Ciò nell’ipotesi in cui la produzione di rifiuti del Paese raggiunga le 42 milioni di ton/anno e comunque si abbia un livello di raccolta differenziata nell’ordine del 65 per cento (fissato dalla normativa), che appare a dire il vero molto improbabile. Nonostante negli ultimi quattro anni il settore si sia mosso poco, a causa anche delle opposizioni locali alla realizzazione delle infrastrutture di cui esso soffre, più di altri, bisogna, tuttavia, segnalare che nel 2009, grazie all’entrata in funzione dei termovalorizzatori di Acerra, Roma e Padova (con capacità di trattamento complessiva di 1.375 kton di RSU), si è avuta una brusca accelerazione delle nuove realizzazioni.

“Al fine di configurare il sistema di gestione ottimale ed evitare i costi sopra evidenziati – conclude l’Osservatorio - la crescita della raccolta differenziata e della termovalorizzazione devono necessariamente procedere di pari passo. Il raggiungimento dell’obiettivo “discarica zero”, largamente desumibile dalle direttive europee, necessita dello sviluppo di elevati livelli di raccolta differenziata e parallelamente di un’ampia capacità di termovalorizzazione. In conclusione, si propone di fissare a livello legislativo un target di termovalorizzazione tra il 35 per cento e il 45 per cento dei rifiuti prodotti, così come già avviene per la raccolta differenziata. La termovalorizzazione, infatti, è necessaria e imprescindibile per i seguenti motivi: per perseguire l’obiettivo “discarica zero”; per evitare le emergenze rifiuti ricorrenti, non solo nel Centro-Sud del Paese; le normative italiane ed europee prevedono esplicitamente il ricorso alla valorizzazione energetica dei rifiuti (ipotizzando anche l’emissione di certificati verdi); è ampliamente condiviso, ormai, che le moderne tecnologie consentono il sostanziale annullamento delle emissioni pericolose; al contrario, altre forme di smaltimento possono, di fatto, essere molto più pericolose; la termovalorizzazione riduce gli spazi a smaltimenti illegali che hanno avuto impatti ambientali spesso devastanti; la termovalorizzazione non è in contraddizione con ampi obiettivi di raccolta differenziata e di riciclo; ciò è ormai comprovato dal modello lombardo di waste management che ha livelli record in Italia (e anche nel mondo) nella termovalorizzazione e nella raccolta differenziata; la termovalorizzazione ha un grado di economicità spesso superiore alle altre forme di smaltimento, considerando anche la produzione di calore e di elettricità”, conclude l’Osservatorio.
 
(com/asp) 12 nov 2009 17:08
 
 
 
Agenzia stampa quotidiana nazionale
Impronta S.r.l. Via del Tritone, 169 - 00187 Roma
  Tel. 066977051 r.a. - Fax 066793559
  web: www.ilvelino.it - e-mail: news@ilvelino.it
 
Direttore editoriale Lino Jannuzzi
Direttore responsabile Maurizio Marchesi
 
Marketing e Comunicazione Chiara Proietti
 
  La riproduzione in fotocopia o a stampa non è consentita. Gli abusi verranno perseguiti