1. Dietro le quinte
- Domani, martedì, la Finanziaria approda in aula a Palazzo Madama. È facile supporre che non mancheranno le polemiche a causa della presentazione orami certa del maxi emendamento e del relativo, possibile voto di fiducia. Alla Camera intanto prosegue l’iter della riforma del regime carcerario speciale del 41 bis, la cosiddetta ‘stabilizzazione’ del carcere speciale per i detenuti particolarmente pericolosi. Infine ovviamente c’è sempre all’ordine del giorno del mondo politico, la questione Rai: anche questa settimana cercherà di riunirsi la Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai. La settimana scorsa ogni tentativo di riunione è stato impossibile poiché la stessa maggioranza ha fatto per tre volte mancare il numero legale. ( )
2. Le notizie del giorno
- L’Iraq confessa: ‘eravamo vicini alla bomba atomica’. Continua senza sosta il lavoro degli ispettori delle Nazioni Unite, ma intanto le forze militari Usa fanno le prime manovre nella regione per preparasi alla ‘guerra irachena’. Bush sta per nominare la nuova ‘squadra’ di governo dell’economia dopo le dimissioni del segretario al Tesoro e del capo dei consiglieri economici della Casa Bianca. Infine l’Italia: l’Udc raccomanda, ‘Berlusconi aggiusti il tiro’. Il presidente del consiglio cerca una mediazione su riforme istituzionali e crisi della Rai. ( )
3. Le prime pagine
- Iraq e Udc dominano le aperture odierne. Basta leggere Il Corriere della Sera, ecco la sintesi dell’apertura, “L’Iraq: eravamo vicini all’atomica. Bagdad rivela: nel ’91 avevamo le conoscenze teoriche ma non vi diciamo se eravamo sul punto di fabbricarla. Consegnato il dossier, Saddam sfida gli Stati Uniti: ora dimostrate che abbiamo armi di distruzione di massa. La Cia vuole il documento inviato all’Onu. Il portavoce di Al Qaeda minaccia azioni ‘grandi e letali’”; seconda notizia, “Follini: Udc fedele al governo, ma Berlusconi aggiusti il tiro”. I temi e i toni sono gli stessi anche nelle aperture degli altri giornali. Repubblica, apertura, “’L’Iraq era vicino all’atomica’”, seconda notizia, “’Il premier vuole il posto di Ciampi’. L’accusa di Scalfaro. Follini: ‘Berlusconi aggiusti la rotta’”. La Stampa preferisce aprire con la politica nazionale, “’Il governo aggiusti la rotta’. I centristi: siamo fedeli al Polo, ma non succubi”; per seconda notizia arriva Saddam, “L’Iraq: ‘Eravamo vicini alla bomba atomica”. Il Messaggero, apertura sull’Udc, “’Il governo deve aggiustare la rotta’”, seconda notizia, “Gli usa accelerano: già a gennaio pronti a colpire l’Iraq”. ( )
4. Assolutamente da non perdere, economia e politica nel mondo
- Mentre Saddam Hussein rivela, ‘L’Iraq era pronto nel 1991 a costruire la bomba atomica’, e mentre le truppe Usa si stanno preparando alla ‘guerra irachena’, l’economia rimane al primo posto della agenda della crisi. L’amministrazione Bush deve nominare i sostituti del segretario al Tesoro e del capo dei consiglieri economici della Casa Bianca, dimissionati a conferma della pessima perfomance della politica economica dell’amministrazione; ma la situazione è tuttaltro che tranquilla. Giuseppe Turani, nell’editoriale del supplemento economico di Repubblica, Affari e Finanza, parla apertamente dell’”illusione della ripresa americana”. Il premio Nobel liberista, Milton Friedman, intervistato da La Stampa, pagina 1 e 17, invece afferma, “L’America va, non servono nuovi stimoli. La ripresa è moderata ma anche la recessione è stata di lieve entità”. Il Riformista, pagina 3, propone sulla questione il pezzo più interessante, mettendo il dito nella piaga della guerra, “Duecento miliardi di dollari tolti agli investimenti. Le spese per la guerra ora preoccupano l’America. La cacciata di O’Neill ultima conferma dell’allarme economico Usa”, e poi scrive, “Le risorse della nazione più ricca del pianeta non sono comunque infinite: per la guerra stavolta sarebbero sottratte ad investimenti strutturali ritenuti indispensabili per riprendere un cammino di crescita che non sia soltanto consistente ma duraturo”. Ecco il punto: continuare a finanziare la guerra vuol dire sottrarre risorse chiave per altri investimenti. Da qui l’instabilità interna degli Stati Uniti di Bush e da qui l’instabilità economica globale. E che cosa pensa di fare il presidente repubblicano? Ovviamente pensa di fare la guerra e di tagliare ancora le tasse, esattamente quello che ha fatto fino ad ora: leggiamo Repubblica, a pagina 17, “La terapia di Bush pe rilanciare l’economia, nuova squadra al governo, tagli alle tasse”. Alla fin fine pare che O’Neill sia stato dimissionato proprio perché non era convinto della ‘bontà’ della politica fiscale bushiana! Comunque è sull’economia che George W. Bush si gioca la rielezione: questa è l’opinione di due editoriali del Messaggero: il primo di Paolo Guerrieri, intitolato, “Il presidente si gioca la rielezione”; il secondo di Pasquale Pasquino, intitolato, “Più dei rambo, conta chi consuma”. ( )
5. Economia e politica nel mondo, la preparazione della ‘guerra irachena’
- La preparazione prosegue. Mentre Bagdad ora ammette, leggiamo ad esempio Repubblica a pagina 2, “’Eravamo vicini all’atomica’”, le forze militari americane si addestrano: leggiamo Repubblica, a pagina 3, “Qatar, l’America prova l’attacco. Sugli aerei radar Awacs ancora un No della Germania a Bush”. Ovviamente4 Al Qaeda continua con le minacce: leggiamo sempre su Repubblica, a pagina 3, un pezzo dell’ottimo Magdi Allam, “Al Qaeda minaccia la guerra totale, ‘Colpiremo in cielo, terra e mare’”. Intanto Cia ed Onu litigano: lo scrive Il Corriere, a pagina 3, “Cia e Onu litigano sul rapporto di Saddam”. Mentre una studiosa araba saudita, Mai Yamani, intervistata dal Corriere, a pagina 2, afferma, “’Gli arabi senza leader si affidano a Osama’. Il linguaggio autoritario di Bush farà esplodere la regione. ‘Il fossato fra America e Islam sempre più profondo. Solo l’Europa può mediare. La responsabilità anche dei governi mediorientali che non hanno fatto le riforme democratiche”. ( )
6. Economia e politica nel mondo, altri casi di ‘instabilità economica e politica’, Australia e Sudan
- Segnaliamo due pezzi interessanti riguardanti due paesi che più lontano non potrebbero essere, Australia e Suda. Il primo è squassato da una gravissima siccità che sta mettendo in ginocchio anche il sistema economico: leggiamo La Stampa, a pagina 1 e 11, “Australia, sete e fiamme, il grande assedio. La siccità mette in ginocchio l’economia del paese”. Il secondo paese, il Sudan, è squassato da decenni di massacri e di guerra civile recentemente riaccesa dal regime militar-fondamentalista che aveva preso il potere a Khartoum. Negli ultimi mesi pare che la situazione politica sia cambiata, in meglio: leggiamo Repubblica, a pagina 13, Sudan, il miracolo dei Nuba, fieri guerrieri in lotta per la pace. Hanno resistito alla islamizzazione forzata e alle diffidenze dei cristiani, oggi difendono il cessate il fuoco dopo un conflitto infinito”. Questo è il titolo e la sintesi del reportage firmato da Pietro Veronese. ( )
7. Assolutamente da non perdere, riflessioni italiane
- Oggi segnaliamo in particolare un pezzo interessante a firma di Federico Rampini, Repubblica, pagina 1 e 16, intitolato, “Il tramonto di un paese senza classe dirigente”. Ovviamente il paese in questione è l’Italia. Eppure, scrive Rampini, sono italiani i due esponenti dell’Ue che guidano il processo di allargamento e di liberalizzazione del vecchio continente, Romano Prodi e Mario monti. Eppure sono italiani molti ricercatori di successo delle prestigiose università nordamericane. Il problema sta nella classe dirigente imprenditoriale. ( )
8. Italia, tra riforme istituzionali e crisi Rai
- Il presidente del consiglio cercherebbe la mediazione. E’ quello che scrive Il Corriere, a pagina 6, “Rai e riforme, Berlusconi cerca la mediazione. ‘Ora l’Udc dovrà fare i conti con gli alleati’. An e Fi: nuove regole anche da soli. E Bossi chiede una rete tv”. E Mario Conti, sul Messaggero, a pagina 2, parla di “Tregua armata sulle riforme. Forza Italia e An frenano le polemiche. La Lega: l’Udc delude sul cambiamento”. Ovviamente Bossi parla delle conclusioni del congresso centrista di cui parleremo fra poco. Renato Mannheimer afferma che gli italiani continuano ad essere innamorati del ‘presidenzialismo’ a prescindere, direbbe Totò: leggiamo Il Corriere, a pagina 6, “Gli elettori vogliono il presidenzialismo, ma pochi conoscono le differenze”. L’ex presidente Oscar Luigi Scalfaro attacca su Repubblica, a pagina 9, “’Berlusconi vuole il posto di Ciampi, ecco la fretta sul presidenzialismo’”. E La Stampa afferma, a pagina 2, “Presidenzialismo: è scontro aperto. La sinistra Ds attacca Fassino: sbagliato inseguire Berlusconi sul suo terreno”. Il Riformista, in prima pagina, invoca, “Dateci molto Rawls e poco Flores”. Il Corriere propone l’editoriale di Ernesto Galli della Loggia, intitolato, “Di alto rimane solamente il volume. Una stagione politica radicale e gridata”. La Stampa propone un editoriale di Gian Enrico Rusconi, intitolato a sua volta, “Presidenti e cancelliere: la differenza fra Italia e Germania”. Infine ricordiamo la crisi dei vertici della Rai: Il Messaggero, a pagina 2, scrive, “Cda verso il tutti a casa. Bossi vuole una rete al Nord. Domani si riunisce la Corte dei conti e la maggioranza studia nuove nomine”. ( )
9. Italia, il congresso dell’Udc
- I centristi hanno terminato il loro primo congresso nazionale: Il Corriere, a pagina 5, scrive, “Sfida dei centristi: il premier aggiusti la rotta. Il leader dell’Udc, Follini: il ribaltone? Ci fa ridere. La Rai è una giungla con due giapponesi che ignorano Hirohito”. Sul Messaggero, a pagina 3, Carlo Fusi parla dei ‘Tre paletti al premier per moderare al Cdl’ messi ovviamente dai centristi dell’Udc. Repubblica, a pagina 11, parla del ‘grande giorno di Marco’ (Follini, ovviamente). E Fabio martini, sulla Stampa, a pagina 3, fa un ritratto del leader dell’Udc, intitolato, “Un democristiano freddo”. Infine Stefano Folli, nel commento politico sul Corriere, a pagina 5, parla dell’Udc come “dell’alternativa alla Lega dentro la coalizione”. Non rimane che leggere Il Giornale, che nell’apertura parla dei centristi, “Ora gli ex Dc sfidano il governo. Il neosegretario Udc Follini chiede a Berlusconi di ‘cambiare rotta’ della maggioranza e l’azzeramento dei vertici Rai. Bondi (Forza Italia): ‘Siamo pronti a rispondere, ma D’Antoni e Tabacci sono due ingrati’”. Mario Cervi nell’editoriale del Giornale, afferma, “La Casa degli orgogli”. ( )
10. Ultimi appunti di politica nazionale
- E’ in arrivo il maxi emendamento alla Finanziaria, il nuovo maxi emendamento: Repubblica, in prima pagina, annuncia, “Manovra, in arrivo maxi condono. Il provvedimento fiscale nel maxiemendamento”, e poi aggiunge, “Scoppia la polemica sul bonus per le scuole private”. Ecco come L’Unità mette in prima pagina questa polemica, apertura, “Tolgono alla scuola statale per dare alla privata. Nella Finanziaria stanziato un bonus fiscale di 90 milioni di euro per istituti a pagamento mentre tagliano 40mila docenti e 16 mila bidelli”. Il Messaggero titola sempre in prima pagina, “Scuole private, sconti fiscali per le famiglie. Concesse detrazioni di imposta per 90 milioni di tre anni. La Cgil: intanto si tagliano fondi alle statali, è una provocazione”. ( )
11. La giornata di oggi
- La Camera dei deputati discute della riforma del regime carcerario speciale del 41 bis. Il presidente della Camera Casini si incontra con lo speaker della Camera dei Rappresentanti Usa; Bruno Vespa e Fausto Bertinotti presentano i rispettivi libri, ‘la grande muraglia’ e ‘la pace infinita’. ( )