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il VELINO ORENOVE edizione completa
 
 
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1. Dietro le quinte.
 
 
 
- La guerra irachena, o meglio la possibilità della guerra irachena, sta già facendo sentire i suoi effetti sulla situazione politica interna del nostro paese. Il centrosinistra ha trovato una sua unità intorno alle posizioni di Francia e Germania (ammesso che restino tali anche in futuro) e si prepara all’assemblea dei parlamentari della coalizione. Anche una ‘pasionaria’ come Rosy Bindi ha detto che "ci sono tutte le condizioni per una mozione unitaria dell’Ulivo". Insomma la vecchia Europa ha già fatto un miracolo: ha messo insieme le diverse anime del centrosinistra italiano in tema di guerra e pace. ( )
 
2. Le notizie del giorno.
 
 
 
- Il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi è stato ricevuto con tutti gli onori da George W. Bush: la ‘guerra irachena’ si avvicina. L’economia americana va peggio del previsto mentre in Europa scoppiano le polemiche per la dichiarazione dei sette paesi a favore dell’amministrazione Bush. Infine l’Italia: Berlusconi afferma che "se si ripetesse il 1994, stavolta si andrà ad elezioni anticipate". Lo scontro sulla giustizia si fa ancora più duro. ( )
 
3. Le prime pagine.
 
 
 
- Sono tutte per l’incontro Bush-Berlusconi. Leggiamo Il Corriere della Sera: “Berlusconi e Bush, intesa contro Saddam. Visita alla Casa Bianca: convincerò gli alleati. Il presidente Usa: solo poche settimane per scongiurare l’intervento. Le indagini sul terrorismo in Italia: a Napoli arrestati 28 pachistani, sospetti su una cellula di Al Qaeda a Torino”. Repubblica, “Berlusconi: uniti con gli Usa. ‘Sulla guerra si decide entro un mese’. L’appello degli 8 divide la Ue”. La Stampa, “Berlusconi a Bush: stiamo con gli Usa”. Il Sole 24 Ore, “Berlusconi: aiutiamo Bush”. Infine Il Messaggero che dà più importanza agli aspetti interni, “Berlusconi: elezioni se mi colpiscono”. ( )
 
4. Assolutamente da non perdere, economia e politica nel mondo.
 
 
 
- La lotta al terrorismo assai probabilmente unirà quello che la guerra irachena sta dividendo: la necessità di combattere il terrorismo globale in ogni sua forma, fornirà l’occasione a tutte le potenze dell’Onu di sostenere una nuova risoluzione contro l’Iraq. E solamente alla fine dell’avventura bellica si potranno fare i veri ‘censimenti’ dell’Occidente: per ora non resta che fare il semplice elenco delle conseguenze della linea dell'amministrazione Bush. Francia e Germania hanno stretto una relazione speciale, con l'intenzione di rappresentare il centro della vecchia Europa (pur con tutti i seri limiti di questa iniziativa francotedesca di cui parla Sergio Romano). Qui basta ricordare che, su 15 paesi dell’Unione Europea, già 5 nazioni aderenti e due prossimi stati membri hanno aderito all’iniziativa pro-amministrazione Bush. Il Foglio, in prima pagina, parla di “Eurofermezza: Roma, Madrid e Londra con il ponte verso Est spingono Chirac a Waterloo e Schroeder a Ulm”. Andrea Bonanni, invece, su Repubblica, pagina 4, spiegando il retroscena del documento, “Da Rumsfled al Wall Street Journal, tutti i padri del ‘partito americano’”, scrive, “E’ un consenso un po’ misero”. Seconda conseguenza: l’emisfero americano è spaccato, Canada e Brasile in testa sono più vicini alla linea di Parigi-Berlino che all’impostazione dell’amministrazione repubblicana. Non solo: l’asse della ‘vecchia Europa’ ha stretto una significativa convergenza (che potrebbe essere confermata all’eventuale debutto della crisi coreana alle Nazioni Unite, una crisi geopolitica trascurata ma sempre più aggrovigliata) con la Cina. Il Foglio, sempre in prima pagina, riporta le critiche che Ernesto Galli della Loggia ha fatto a Joseph Nye, ex-vicesegretario alla difesa dell’amministrazione Clinton, autore del libro, ‘Il paradosso del potere americano’ e grande fautore dell’approccio multilateralista: scrive Il Foglio, “Galli della Loggia spiega perché gli Usa devono decidere anche da soli”. Ci sono i numeri dell’economia. Il Sole 24 Ore, a pagina 2: “L’Occidente paga il conto di Saddam. L’impatto economico della guerra è elevato e difficile da prevedere. Il rischio maggiore è l’incendio per ritorsione dei pozzi”. Vediamo anche quanto sostengono due intellettuali liberali: ad esempio quello che sostiene sul Corriere, a pagina 1 e 6, Micheal Walzer, celebre filosofo, “Più ispettori e permanenti”. Oppure quello che scrive, sulla Stampa, a pagina 2, Max Kohnstamm, presidente dell’Istituto universitario europeo di Firenze, “’E’ più economico evitare il conflitto’”. ( )
 
5. I media mondiali alla guerra.
 
 
 
- La Stampa, a pagina 11, invece, si occupa dei mass media globali: apre con un pezzo sulla crisi della Time Warner, “Perdite record per il gigante dei cinema e dei media. Chiude in rosso per 100 miliardi di dollari”. E poi, con un secondo pezzo nella stessa pagina, parla dei media in guerra, “I venti di guerra fanno impennare audience e spese. Fox in testa agli ascolti, Cnn pronta ad inviare 100 persone nel Golfo”. ( )
 
6. Il presidente del consiglio e l’America di Bush.
 
 
 
- Berlusconi è stato ricevuto con tutti gli onori alla Casa Bianca: Repubblica, a pagina 2, scrive, “Berlusconi: ‘Siamo con Bush, la guerra forse entro un mese. Il premier alla Casa Bianca: l’Italia in debito con gli Usa”. I commenti e gli editoriali si sprecano. Sergio Romano firma l’editoriale del Corriere della Sera, intitolato, “I due regali del Cavaliere. La carta americana di Palazzo Chigi”. Gian Enrico Rusconi, nell’editoriale della Stampa, parla di “Europa dei governi a pezzi”. Mentre Adriana Cerretelli, nell’editoriale del Sole 24 Ore, scrive, “Ue, prima vittima”. Infine c’è il pezzo di Vittorio Zucconi, su Repubblica, pagina 1 e 3, intitolato, “Il censimento degli alleati” e poi, “’Ma niente soldati italiani, potremmo essere di impaccio’. Il Cavaliere: non prendo lezioni da chi ha portato Ocalan in Italia. Torna a casa - scrive Zucconi – dopo aver incassato solo vaghe promesse di consultazioni”. ( )
 
7. Il presidente del consiglio e le elezioni anticipate.
 
 
 
- Ma il capo del governo ha parlato anche di elezioni anticipate: leggiamo stavolta Il Giornale, apertura di prima pagina, “’Se mi fanno cadere, si vota’. Il premier: nessuna esitazione se si ripetesse il ’94”. Repubblica, a pagina 11, conferma, “Da Berlusconi nuovo rilancio, ‘Al voto se si ripete il 1994’. Il Cavaliere: ‘Sulla Sme altri devono temere…’”. Il Manifesto, in prima pagina, parla, con Riccardo Barenghi, della ‘Paura a sinistra’. Il Riformista, in prima pagina, scrive, “Amministrative, sondaggi allarmanti per il Polo”. Libero, infine, nell’apertura di prima pagina, lancia, “Prodi minaccia: torno e governo. Ipotesi elezioni anticipate: l’ex leader dell’Ulivo pronto a ricandidarsi”. Stefano Folli analizza la situazione politica, sul Corriere, a pagina 9, e parla di un “Messaggio obliquo inviato anche al Quirinale”. Paolo Cirino Pomicino, intervistato sempre dal Corriere, a pagina 9, dice, “Siamo prossimi al big bang istituzionale. Ciampi potrebbe anche sciogliere le Camere, ma lo scontro magistratura-politica sarebbe devastante”. ( )
 
8. La situazione politica e il centrodestra.
 
 
 
- Marco Conti, sul Messaggero, pagina 5, è chiaro, “Premier al contrattacco, una commissione sulla Sme. I falchi di Forza Italia vogliono una inchiesta sul ruolo di Prodi e rilanciano Telekom Serbia. Sintonia tra il vicepremier e Casini”. Infatti i centristi frenano: leggiamo Repubblica, a pagina 11, “Ma nel Polo, l’Udc non ci sta, ‘Basta barricate sulle toghe’”. Ed anche Alleanza Nazionale frena: riprendiamo Il Corriere, a pagina 8, “Immunità subito, An frena la maggioranza”. Ignazio La Russa, capogruppo di An a Montecitorio, viene intervistato dalla Stampa, a pagina 7, e dice, “’Sarà assolto, niente elezioni’, An non farà nessuna guerra al giudici. ‘Attenzione: allora non fu l’avviso di garanzia spedito al premier dal pool a far cadere il governo, ma il ribaltone leghista”. ( )
 
9. La giornata di oggi.
 
 
 
- Bill Gates, il celebre fondatore e presidente di Microsoft, oggi incontra Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi e tiene una ‘lezione sulla globalizzazione’ a Palazzo Madama: interverrà anche il presidente del Senato Marcello Pera. A Todi invece si apre il seminario della Fondazione Liberal, per analizzare le radici culturali di Forza Italia. Partecipano moltissimi esponenti della Cdl. Infine si apre il congresso di Unicost, la corrente ‘moderata’ della magistratura associata. ( )
 
 
 
 
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