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il VELINO ORENOVE edizione completa
 
 
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1. Dietro le quinte.
 
 
 
- Oggi, in via straordinaria (normalmente escono infatti il lunedì), Renato Mannheimer ha pubblicato sul Corriere la sua nuova rilevazione sull’orientamento degli italiani sulla guerra irachena. Gli italiani contrari alla guerra, con o senza mandato Onu, stanno aumentando. Il 71 per cento è contro anche con il mandato Onu; il 55 per cento è contro comunque. C’è poi un secondo dato da rilevare nel sondaggio di Manneimer (un dato che potrebbe peraltro essere influenzato dalla particolare natura del campione, forse ‘più informato’ della media dell’opinione pubblica): gli italiani sono contrari alla guerra ma sono convinti che Saddam abbia armi pericolose e legami con Al Qaeda. ( )
 
2. Le notizie del giorno.
 
 
 
- Oggi il capo degli ispettori Hans Blix presenta il suo secondo rapporto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il presidente americano George W. Bush intanto annuncia ancora una volta, ‘useremo la forza e vinceremo’, chiedendo all’Onu di adottare la linea dell’amministrazione Bush. Ma Francia, Germania, Russia e Cina continuano a non seguire l’impostazione dell’amministrazione repubblicana americana. E lo scontro, nel Consiglio di sicurezza e nel consiglio Nato, continua. Tarek Aziz, il numero due della dittatura irachena, in vista dell’udienza papale, viene ricevuto da esponenti politici e ministri mentre cresce l’ostilità alla guerra dell’opinione pubblica alla guerra. la Rai infine è investita dalle polemiche per la decisione di non trasmettere la manifestazione per la pace di domani. ( )
 
3. Le prime pagine.
 
 
 
- Sono conquistate in particolare dal nuovo discorso di George W. Bush: prendiamo Il Corriere della Sera, che fa la consueta sintesi di apertura, “Bush sfida l’Onu, lettera del rais al Papa. Oggi gli ispettori al Consiglio di sicurezza. Il leader Usa: ‘Pronti a usare la forza e a vincere per la libertà’. Tarek Aziz in Vaticano: ‘Saddam ascolterà la voce del Pontefice’. Wojtyla potrebbe essere invitato in Iraq. Manifestazione per la pace, Pera e Casini contro la Rai non è vero che la diretta televisiva condizionerebbe i parlamentari”. Passiamo rapidamente agli altri giornali: le aperture sono molto simili. La Stampa, “Bush: useremo la forza e vinceremo”. Il Messaggero, “Bush. ‘Useremo la forza e vinceremo’”. Repubblica, “Onu, il giorno della verità. Bush: ‘Useremo la forza e vinceremo’”. ( )
 
4. Assolutamente da non perdere (uno). Economia e politica nel mondo.
 
 
 
- La crisi irachena continua ad imperversare: gli Stati Uniti sono pronti alla guerra contro il regime di Saddm Hussein, insieme con una coalizione di paesi alleati. E Richard Perle, capo del consiglio politico del Pentagono, già vicesegretario alla difesa dell’amministrazione Reagan, il teorico insieme con l’attuale vicesegretario Paul Wolfowitz della ‘guerra preventiva’, soprannominato il ‘principe delle tenebre’, concede interviste a vari giornali, per attaccare Germania e Francia (ora però il bersaglio principale non è più il cancelliere tedesco, ma il presidente francese): prendiamo Repubblica, a pagina 7, “‘In Iraq stavolta finiremo il lavoro’. Perle accusa la Francia, ‘Non rispetta i doveri dell’Alleanza’”, afferma. Rimaniamo in tema di applicazione possibile della famosa dottrina della ‘guerra preventiva’ e spostiamoci su un altro scenario: mentre in Iraq l’amministrazione Bush concentra forze ed uomini contro Saddam (che non ha l’atomica per quanto si sa), in Oriente si aggrava la crisi coreana (e la Corea del Nord probabilmente ha l’atomica e quant’altro): il Giappone minaccia anche lui la ‘guerra preventiva’. Leggiamo sempre Il Corriere, a pagina 2, “Il Giappone evoca l’attacco preventivo alla Corea del Nord. Sale il rischio di destabilizzazione nella regione asiatica”. Il Manifesto, a pagina 8, da parte sua, scrive, “Tokyo pronta a colpire Pyongyang, attacco preventivo del Giappone, se temesse un imminente attacco missilistico nordcoreano, dice il ministro della difesa. Russia e Cina contro il deferimento del regime del Nord all’Onu”. Insomma, anche sulla crisi coreana si sta formando l’asse fra Cina, Russia, Francia. L’Unità, pagina 6, infine, scrive, “La Corea del Nord minaccia gli Usa”. E queste minacce provocano forte preoccupazione in California, paese liberal e pacifista degli States: leggiamo infatti Federico Rampini, su Repubblica, a pagina 8, “E la California scoprì la paura”. K. Karol, sul Manifesto, pagina 1 e 20, la situazione dei paesi dell’Europa orientale che Rumsfeld e Perle hanno rapidamente collocato nell’area degli alleati della ‘nuova Europa’, “I satelliti di Bush”. Chiudiamo questa pagina passando ad una altro continente, il Sudamerica: mentre in Venezuela il presidente populista Hugo Chavez sta vincendo la sua battaglia contro gli oppositori filo Bush, in Bolivia il governo filoamericano sta vivendo giorni piuttosto difficili. Leggiamo Il Corriere, a pagina 12, “Scontri polizia-esercito. La Bolivia cade nel caos. Almeno 27 morti, i militari restano nella strade. Il governo ritira la supertassa che ha scatenato la protesta”. Il Manifesto, a pagina 8, scrive, “Rivolta in Bolivia. Guerra fra poliziotti in sciopero ed esercito a La Paz. Opposizione e sindacati chiedono al rinuncia del presidente”. ( )
 
5. Assolutamente da non perdere (due). Economia e politica nel mondo.
 
 
 
- Oggi sono tante le riflessioni sulla guerra, la pace, la lotta al terrorismo. Iniziamo con l’editoriale di Alberto Ronchey sul Corriere, “Miopia e azzardi nel caso iracheno. Davvero tra la guerra e l’inerzia, ricordando anche gli errori del passato - si chiede l’editorialista - non è possibile nient’altro?”. Il Corriere poi propone due interventi nel capitolo ‘Idee e Passioni’: il primo è a firma di Alan Dershowitz, pagina 1 e 10, docente alla celebre Università di Harward, “Il peccato dell’inerzia”. Il professore di Harward termina con un auspicio, “E’ necessario che cominciamo a pensare in modo nuovo, fuori dalle vie abituali, ma senza diventare come coloro che ci attaccano”. Il secondo pezzo, pagina 1 e 12, invece è a firma di Giuliano Zincone, “L’apocalisse intelligente”. Infine c’è un intervento di Umberto Eco su Repubblica, a pagina 1 e 17, “Amare l’America – scrive – e marciare per la pace”. ( )
 
6. Politica internazionale, la guerra e l’Onu.
 
 
 
- Oggi Blix presenta il suo nuovo rapporto all’Onu: scrive Il Corriere, a pagina 3, “All’Onu, il giorno del giudizio su Saddam”. Sempre il Corriere, ma a pagina 2, afferma, “Missile fuorilegge può inchiodare Bagdad. Per Powell è la prova che l’Iraq ha sempre mentito. Per Francia, Germania e Russia ‘non è grave’”. Insomma siamo alle solite: ed allora leggiamo Repubblica che fa una disamina della situazione in Consiglio di sicurezza. A pagina 2 e 3 propone una tabellina con l’indicazione della posizione dei diversi paesi membri attuali del Consiglio; a pagina 4, invece, Maurizio Ricci, ma un esame preciso dell’azione nel Consiglio, “Manovre, pressioni e ricatti, è il Consiglio del Mondo”. ( )
 
7. La guerra e i piani del Pentagono.
 
 
 
- Il Corriere, a pagina 10, ‘spara’, “‘Possiamo entrare a Tikrit senza sparare’. Il Pentagono fa sapere che le sue forze speciali sono già in Iraq, vicino alla città natale di Saddam”, e poi presenta i due scenari bellici, quello ‘da sogno’, e quello ‘da incubo’, in apposite cartine geografiche. Repubblica, a pagina 9, aggiunge, “Lungo la frontiera con l’Iraq, per la Cia la guerra è già iniziata”. ( )
 
8. La guerra e il Vaticano.
 
 
 
- Intanto la Santa Sede si muove: leggiamo ancora Il Corriere, a pagina 5, “Tarek Aziz chiede più tempo per gli ispettori. Il messo di Saddam in Vaticano con un invito a Bagdad per il Papa”. La Stampa, a pagina 2, scrive, “Il Vaticano gioca l’ultima carta contro la guerra. Tarek Aziz oggi in udienza dal Pontefice”. ( )
 
9. Politica nazionale, le visite ingombranti.
 
 
 
- Iniziamo subito la pagina ‘nazionale’ con la visita italiana del numero due di Saddam: prendiamo ancora La Stampa, pagina 3, “Tarq si muove sicuro e riscuote successi”, scrive Amedeo La Mattina, “A pranzo ospite del governatore della Lombardia Roberto Formigoni”. Filippo Ceccarelli ovviamente non poteva mancare e firma un pezzo, a pagina 2 del giornale torinese, intitolato, “Quegli ospiti ingombranti che solo l’Italia ha accolto”. Stefano Folli, sul Corriere, a pagina 6, commenta, “Processione ambigua con un doppio disagio”. ( )
 
10. Italia in guerra, opinione pubblica e presidente del consiglio.
 
 
 
- Ma che cosa pensano gli italiani dell’imminente ‘guerra irachena’? Renato Mannheimer lo ha nuovamente domandato al suo panel: Corriere della Sera, pagina 6, “Attacco all’Iraq, crescono i no, maggioranza di contrari anche con il via libera dell’Onu”. Secondo l’osservatorio del professore (e non solo), gli italiani proprio non vogliono questa guerra. E questo ovviamente ha conseguenze politiche. Massimo Giannini, su Repubblica, a pagina 1 e 16, analizza l’azione politica del presidente del consiglio, “Il dilemma del Cavaliere”, e scrive, “Con un piede già in guerra e un mano già stretta intorno a Bush, Silvio Berlusconi si consuma in un drammatico dilemma. A differenza di Chirac e di Schroder, è un uomo che rappresenta uno Stato ma non il suo popolo”. Nonostante questo, Carlo Fusi, sul Messaggero, pagina 1 e 6, annuncia, “Ormai la decisione è presa: il premier marcia con gli Usa”. Folli, nel commento già citato a pagina 6 del Corriere, concorda, “La linea è chiara – scrive a un certo punto – l’Italia dà per scontato il conflitto”. ( )
 
11. Italia in guerra, la manifestazione per la pace e la Rai.
 
 
 
- E intanto sono scoppiate durissime polemiche per la decisione del vertice Rai di non concedere la diretta televisiva della manifestazione: leggiamo Il Corriere, pagina 9, “Diretta negata al corteo. Pera e Casini contro la Rai”. Curzio Maltese, su Repubblica, pagina 1 e 16, commenta, “La censura boomerang”. Il Messaggero fa un passo più in là e dà notizia della ‘guerra’ interna a Viale Mazzini, “Ancora liti, il vertice Rai appeso ormai ad un filo”. ( )
 
12. La manifestazione per la pace, pro e contro.
 
 
 
- Pro la manifestazione: basta leggere Il Manifesto, prima pagina, “Domani un altro mondo”, e poi i pezzi da pagina 2 a pagina 7. Contro: basta leggere Il Giornale, prima pagina, editoriale di Renzo Foa, “Il corteo populista”, e quello di Luigi Amicone, “Il Carnevale della pace”. ( )
 
13. Ultimi scampoli di politica nazionale, giustizia e Fiat.
 
 
 
- Sulla giustizia segnaliamo il pezzo di Dino Martirano, Corriere della Sera, pagina 1 e 13, “Tramonta l’indultino rispunta l’indulto. Lo sconto di tre anni ai detenuti verso la bocciatura, si tratta per un atto di clemenza di sei mesi”. Sulla Fiat infine segnaliamo il pezzo di Salvatore Tropea, Repubblica, pagina 1 e 29, “Ultimatum delle banche alla Fiat, ‘Non impegniamo più risorse senza le vendite Toro e Avio’”. Sullo stesso argomento, Mercati e Finanza di Osvaldo De Paolini segnala che sabato prossimo Umberto Agnelli presenterà “il piano alternativo ispirato da Mediobanca”. Si profila, secondo il quotidiano economico-finanziario, sotto la regia di Vincenzo Maranghi e con il sostegno del premier, la possibilità che Enrico Bondi venga rapidamente nominato ad dell’azienda del Lingotto. La situazione è riassunta con un titolo efficace: “Fiat, ora Umberto è pronto a sfidare i partner bancari”. ( )
 
14. La giornata di oggi.
 
 
 
- Il fine settimana è scandito dalla guerra e dalla pace: al Consiglio di sicurezza, gli ispettori presentano il nuovo rapporto. In Vaticano, il Papa riceve il numero due del regime iracheno, Tarek Aziz; a Roma e in tante altre città di tutto il pianeta, si prepara la manifestazione internazionale per la pace e contro la guerra di domani. I leader del centrosinistra si sono dati convegno a Bologna per parlare dell’’Italia che vogliamo’; il presidente del consiglio invece interviene in teleconferenza a Bari. ( )
 
 
 
 
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