1. Dietro le quinte.
- Per Bush oggi è “il momento della verità”. Se il fronte pro-war e quello contro non troveranno un accordo in sede Onu sulla seconda risoluzione, già stanotte il presidente americano potrebbe lanciare dagli schermi tv un ultimatum di 72 ore a Saddam, prima dell’attacco. Dal vertice di Terceira, nelle Azzorre, Bush, Blair e Aznar hanno lanciato una sfida rivolta innanzitutto alla Francia e alla Russia, perché rinuncino al veto in Consiglio di sicurezza. Ma dalla dichiarazione sottoscritta a Terceira arriva un ammonimento all’intera Europa: se sulla guerra a Saddam si spezza la “solidarietà atlantica”, saranno le stesse basi dell’alleanza nella Nato ad essere messe in discussione, e la costruzione dell’Unione europea. Oggi dunque sarà una lunga giornata di trattative, ma la speranza che il Consiglio di sicurezza arrivi a pronunciarsi e Francia e Russia a recedere dal loro niet alla risoluzione è assai esile. Il più fervido sostenitore del tentativo di ottenere un avallo Onu, Blair, sembra essersi rassegnato a farne a meno. Alle Azzorre ha però strappato un punto sul Medio Oriente e l’impegno americano a lavorare per la soluzione del conflitto israelo-palestinese e la costituzione e la coesistenza dei due stati. Ora, davanti alla stretta finale, anche l’Italia dovrà decidere da che parte stare, e probabilmente già in settimana il Parlamento si pronuncerà. Per il governo il difficile crinale sta tra la “non belligeranza”, cioè l’esclusione di ogni partecipazione diretta ad una guerra unilaterale, e il “non neutralismo”: ribadire l’alleanza preferenziale con gli Usa e concedere quei supporti tecnici all’azione militare previsti dai trattati. Sarà su questo che probabilmente l’opposizione sceglierà di incalzare la maggioranza, predisponendo documenti parlamentari che, in nome del rispetto dell’articolo 11 della Costituzione e utilizzando in questa chiave il richiamo a tenerne contro del Quirinale, sanciscano il no alla concessione di basi e spazi aerei. ( )
2. Le notizie del giorno.
- L’ultimatum all’Onu e all’Irak scaturito dal vertice delle Azzorre e la reazione bellicosa di Saddam, che minaccia di “portare la guerra al mondo”, occupano tutto il proscenio. Ieri anche il Papa è tornato a far sentire la sua voce, con un appello a negoziare ancora e a dire “mai più guerra”. Intanto a Gaza una pacifista americana è rimasta uccisa durante l’abbattimento di una casa palestinese da parte dei militari israeliani, che assicurano che si è trattato di un incidente. Ma gli Usa reagiscono aspramente e chiedono la verità sui fatti.Qualche quotidiano riesce a mettere in prima pagina una notizia di cronaca della notte: a Milano è stato ucciso in uno scontro che ha coinvolto anche le forze dell’ordine, intervenire per sedare la rissa, un giovane militante dei centri sociali, che accusano dell’aggressione i naziskin. Continua l’allarme per la misteriosa e contagiosissima “polmonite killer” arrivata dal Sudest asiatico, il ministro Sirchia ha ordinato una serie di controlli anche in Italia. Sul fronte Rai continua la trattativa sul nome del nuovo direttore generale, e secondo alcuni quotidiani anche Forza Italia sarebbe ora disponibile alla sostituzione di Saccà. ( )
3. Le prime pagine.
- Corriere della Sera: “Bush all’Onu:è il giorno della verità”, con un editoriale di Franco Venturini: “Il doppio ultimatum”. A centropagina: “Il grido del Papa: mai più guerra”. La Stampa: “Bush all’Onu: oggi l’ultimatum all’Iraq”, con un editoriale di Maurizio Molinari: “Conto alla rovescia”. A centropagina: “I Savoia: valuteremo quali beni reclamare”, con un’intervista a Vittorio Emanuele: “Non farò politica in Italia”. La Repubblica: “Bush, ultimatum all’Onu”, con un commento di Andrea Bonanni: “La conta finale degli alleati”. A centropagina: “Il Papa, mai più conflitti” e di spalla un reportage da Hong Kong: “L’ospedale della polmonite che uccide”. Il Giornale: “Saddam minaccia la guerra al mondo”, con un editoriale di R.A.Segre: “Doppio ultimatum” e uno di Mario Cervi: “L’Europa che non c’è”. A centropagina: “Il sindaco di Milano: polizia in consiglio comunale”. ( )
4. Assolutamente da non perdere. Crisi irachena, il giorno della verità.
- Scrive Molinari sulla prima pagina della Stampa: “Blair e Aznar hanno fatto capire che l’Uue e la Nato non saranno più le stesse se se Chirac e Schroeder non faranno un passo indietro. Dietro le pressioni dei tre alleati c’è il timore che Chirac si sia messo alla guida del fronte anti-guerra per costruire insieme a Putin attorno alla crisi irachena un nuovo ordine internazionale multipolare e alternativo a quello esistente”. Il Corriere della Sera pubblica a pagina 5 l’intervista concessa ieri da Chirac alla Cnn: “Perché l’America non capisce che può vincere senza sparare? Abbiamo l’obbligo morale di dare fiducia agli ispettori, altrimenti la Francia all’Onu andrà fino in fondo con il suo rifiuto”. La Repubblica dedica un’analisi di Sandro Viola all’ “Enigma Putin, il convitato di pietra”: “Il potere in Russia resta meno trasparente, meno interpretabile, insomma più segreto che nelle democrazie occidentali”, scrive Viola dopo aver elencato le domande senza risposta che ci si fa sulla scelta russa di schierarsi con Francia e Germania e sul timore dei francesi che però sia ancora possibile “una giravolta finale”. Il Corriere dedica un articolo di Alessio Altichieri, a pagina 2, a Blair: “Blair resta muto davanti a Bush, nell’Atlantico si spegne il sogno del premier che voleva disarmare l’Iraq col consenso di tutti. Il premier britannico ha in fondo fallito”. Di Aznar si occupa Gian Antonio Orighi sulla stampa: “Sogna un posto nel G8 e ricambia l’aiuto Usa. Il fratello del capo della casa Bianca, in visita a Madrid, ha garantito che l’allineamento porterà al Paese ‘benefici inimmaginabili’”. Il Giornale mette in primo piano le reazioni di Bagdad, che afferma che l’Iraq è “pronto a combattere ovunque nel mondo”, assicurando di aver pronti migliaia di kamikaze. In prima pagina un reportage di Luciano Gulli dal Kuwait parla della vigilia dell’attacco: “In sette giorni saremo a Bagdad”. Nel suo editoriale R.A. Segre mette l’accento su una “incognita” che grava su questa vigilia di guerra, quella “sulla possibile avvenuta cattura di Osama nel deserto del Beluchistan. Se fosse vero, il silenzio mantenuto su quella che sarebbe la grande vittoria americana sul terrorismo islamico colpevole dell’attentato alle Torri servirebbe a non turbare il progetto di guerra all’Iraq”. Il Corriere, a pagina tre, scrive da Washigton dell’ipotesi di una resa di Saddam: “Due giorni per l’esilio, l’ultima chance del raìs”. ( )
5. Crisi irachena, le reazioni in Italia.
- Il Corriere della Sera, nel consueto sondaggio del lunedì di Renato Mannheimer, afferma che i contrari all’attacco aumentano, dal 69% al 75% in una sola settimana. A pagina 10 Enrico Caiano intervista Francesco Rutelli, che critica Berlusconi (“Siamo al ridicolo, è scomparso”) e lancia una sua proposta che annuncerà oggi, ma “non come iniziativa dell’Ulivo”, ma a titolo personale: “La comunità internazionale dovrebbe portare Saddam, che è uno dei più grandi criminali del nostro tempo, davanti ad un tribunale ad hoc stabilito dall’Onu”. Assai freddino Rutelli si mostra sullo sciopero generale anti-guerra proclamato dalla Cgil di Epifani: “Di fronte a un evento bellico ognuno utilizza lo strumento che ritiene più appropriato. Non tocca a me dare riconoscimenti né critiche”.C’è anche un’intervista al ministro di An Maurizio Gasparri. “Mai ipotizzato di andare al di là delle Nazioni Unite, ma chiara l’intenzione del nostro paese di mantenere un legame positivo e leale con gli Usa”. Sulla stessa pagina, Paola Di Caro scrive che l’Italia “non farà mancare il suo sostegno politico a Bush, ma manderà soldati a Bagdad solo nel dopoguerra”. Il Messaggero intervista il ministro Udc Rocco Bottiglione. “Il governo sia cauto sull’appoggio agli Usa, l’attacco unilaterale va criticato”. C’è anche un’intervista al capogruppo Ds Violante: “L’Italia non può dare le strutture, la Costituzione vieta la guerra, serve l’avallo Onu”. Da segnala re l’analisi di prima pagina del Riformista, che parla di “gestione disastrosa” della partita Onu da parte degli Usa e afferma che se Blair e Aznar hanno messo la loro carriera politica “nelle mani del Pentagono”, Berlusconi “non si è sentito di metterci anche la sua”. Poi analizza come l’Italia “può essere non belligerante e restare alleata degli Usa”: concedendo il diritto di sorvolo e l’uso delle basi (“lo faranno anche Francia e Germania”), dichiarando la disponibilità ad inviare uomini dopo la guerra per il peacekeeping, sostituendo “con nostre truppe e mezzi le funzioni militari Nato che gli alleati belligeranti dovranno lasciare scoperte”. E il quotidiano di Polito invita anche l’opposizione a “riconoscere l’interesse nazionale e non scadere nel neutralismo”. ( )
6. Questioni italiane, il tormentone Rai.
- “Nuovo direttore, ora Forza Italia apre”, scrive il Messaggero a pagina 6, “intanto la neo presidente Annunziata chiama Saccà: sul tavolo anche l’organizzazione tv per la guerra”. Secondo il Tempo, a pagina 7, Annunziata “fa il superdirettore dei Tg. Chiama ogni giorno gli inviati di guerra per migliorarne le condizioni di lavoro”. Il Tempo avanza l’ipotesi che Saccà resti, ma spalleggiato da due vicedirettori: uno di An e uno Udc.L’Unità intervista il responsabile comunicazione dei Ds, Fabrizio Morri: “Per il bene dellaRai, Saccà non può restare”, mentre in prima pagina dedica un commento di Vincenzo Vita, ex sottosegretario alle Tlc, alla legge di riforma tv che arriva in aula: “Va in onda il Gasparri show”. ( )
7. Questioni italiane. Le polemiche al Comune di Milano.
- Il Giornale se ne occupa in prima pagina: il sindaco Alberini ha scritto due lettere al Prefetto per chiedere l’intervento della polizia al consiglio comunale di oggi, quando si voterà il bilancio. “l’opposizione ha infatti annunciato dura battaglia dopo il caso degli emendamenti in bianco, e intende commettere reati quali l’occupazione dell’aula e il blocco delle attività. Ma il prefetto ha risposto no. I Ds chiedono le dimissioni di Albertini. L’assemblea dell’Ulivo: farla o non farla? Eleggere Rutelli coordinatore o no? Ai “se e ai ma” sulla questione l’Unità dedica un’intera pagina, con interviste a Pietro Folena e a Antonio Di Pietro. ( )
8. La giornata di oggi.
- New York – Trattative all’Onu dopo l’ultimatum di Bush, forse convocazione del Consiglio di sicurezza. Ginevra – Sessione Onu sui diritti umani. Roma - In aula alla Camera dei deputati il ddl Gasparri di riforma del sistema radiotelevisivo. Torino – Convegno al teatro Carignano sul rapporto tra Agnelli e i giornalisti, in particolare la Stampa. Con gli ex direttori Arrigo Levi, Paolo Mieli, Ezio Mauro, Carlo Rossella. ( )