Dichiarazione dell’onorevole “Che cosa ci guida in Parlamento a proposito delle norme contro l’omofobia? Non cambiamo stella polare a seconda di casi e circostanze. Per noi è un’idea liberale della vita sociale". Lo dichiara Renato Brunetta, presidente dei deputati Pdl, che aggiunge: "La comunità per vivere e prosperare in pace deve riconoscere e accettare ciascun individuo, qualunque sia la sua identità sessuale e comunque la esprima. Si chiama libertà, si chiama rispetto. Lo Stato ha dunque il dovere di prevenire e reprimere l’uso di ogni violenza e discriminazione praticati sulla base di religione, etnia, opinione politica, preferenza sessuale. Si chiama sicurezza. Senza sicurezza non è garantita la libertà, e oggi a muovere il Parlamento è la preoccupazione per le violenze subite da omosessuali e da trasgender".

"Guai però se cavalcando questa sacrosanta esigenza si volesse comprimere la libertà di pensiero, di opinione e di parola -prosegue Brunetta -. Finiremmo, con l’obiettivo di difendere le vittime, per trasformarci in persecutori. La società che abbiamo in mente si fonda sul diritto di essere se stessi e di esprimersi di conseguenza: sarebbe contraddittorio voler difendere la libertà di espressione sessuale comprimendo la libertà di espressione del pensiero. Non vogliamo che la legge contro l’omofobia si trasformi nell’assolutismo del pensiero unico. Noi salvaguarderemo fino in fondo il diritto alla libertà di ciascun individuo e di essere e di pensare quanto gli detta la coscienza. Sono due facce della medesima libertà. No alla discriminazione, no a nuovi reati di opinione”.